venerdì 27 febbraio 2015

Inconscio

Ho sognato di andare a vedere una casa, anzi una stanzetta come ai tempi dell'università.
Villa in campagna, una rampa di scale ripidissime fino all'alloggio.
Provavo a portare il letto su per le scale, preoccupata che non ci passasse, e lo lasciavo così, in bilico sui gradini.
"Il letto ci passa, vorrei fare un'offerta..."
Mi accompagnava il Fatalista, ma non eravamo sposati, forse solo fidanzati.
I proprietari sembravano simpatici, ma alla mia proposta economica hanno cominciato a ridermi in faccia. E io mi sentivo morire dalla rabbia, dalla delusione, dalla vergogna.

Lunedì abbiamo fatto un'offerta per un appartamento e siamo in attesa di risposta. La settimana è iniziata con il duro lavoro e la bambolotta di nuovo ammalata...sta finendo con me distrutta e ammalata a mia volta.
Visto come stanno volgendo le cose, dubito che arrivino notizie positive dall'agenzia!
Il mio inconscio mi prepara  alla brutta notizia...

giovedì 26 febbraio 2015

Il nemico

Tanto più odio il grembiulino dell'asilo, tanto più la bambolotta lo ama.
E' un amore viscerale, un attaccamento che sfiora quello per Matilde, la sua adorata orsetta.
Dal mio punto di vista rasenta la follia...
Quando il Fatalista va a riprenderla dal nido lei si rifiuta di toglierlo di dosso e strepita se prova a forzarla; poi arrivano a casa e ricomincia la lotta, fino al momento in cui bisogna metterla a letto per il riposino pomeridiano.
Se si sveglia e lo vede in giro cerca di afferrarlo, di riprenderlo per infilarselo, trascinandosi dietro qualunque cosa a cui sia appoggiato: sedie, attaccapanni, fasciatoio e lampada dell'ingresso (dove lo appendo sulla gruccia a portata di mano per il mattino seguente).
Un paio di giorni fa il marito aveva perso di vista il prezioso oggetto, non riusciva più a trovarlo: la bambolotta l'aveva afferrato, appallottolato e nascosto nel seggiolone, al suo fianco...guai a provare a strapparglielo via!
Ieri la tragedia: lo stavo smacchiando per infilarlo in lavatrice e lei è comparsa al mio fianco, silenziosa come un agente dei servizi segreti:
"Noooooooooooooooo!"
"Ossantapazienza! Che c'è? Che vuoi?...mi hai spaventato, amamma!"
"Dammi, dammi....mmì, mmì, mmì!" e si flagellava il petto indicandosi...
"Lo so che è tuo, amore! Lo sto solo lavando..."
"Noooooooooooooooo! Dammi!"
"Cerca di essere ragionevole: guarda qui...la vedi questa macchia? E' nera...e quest'altra verde? Poi un'altra verde qui e qui...uhhhh...anche qua e qua! Ma ti mando all'asilo o a pascolare?!"
E' partita la sirena: niente da fare, urla a più non posso e nessuna possibilità di farsi ascoltare.
"Va bene, facciamo così: te lo do e lo metti tu stessa in lavatrice...siamo d'accordo?"
Tira su col naso, ci pensa e mi dice di sì.
Bugiarda!
Tiro con la fune: lei da una parte dell'oblò, io dall'altra (con la paura di mollare e vederla cadere nel water). Alla fine gliel'ho strappato dalle mani, non pensavo che la situazione sarebbe precipitata ancor di più: ho sottovalutato le conseguenze!
L'ho dovuta vedere in lacrime sulla porta del bagno a guardare disperata i panni girare, tra una accesso di rabbia e uno di lacrime... per molto, mooolto tempo.
Risultato? Fatica e senso di colpa.
E preoccupazione...sì, perché la bambolotta medita vendetta e non dimentica; si aggira con oggetti contundenti, pronta a colpire il nemico: la lavatrice.


lunedì 23 febbraio 2015

Troppi progressi...

Stamattina al momento di salire al nido, posto al primo piano di un edificio, mi sono resa conto che non avremmo potuto usare l'ascensore.
Con un sospiro ho raccolto tutta la pazienza residua e mi stavo accingendo a fare le scale piegata in due per sorreggere la bambolotta e tenere contemporaneamente le varie borse, quando ho fatto un pensiero...
"Bambolotta, amore mio! Metti una manina qui, alla ringhiera...reggiti qui: non hai bisogno di mamma...vuoi provare? Mi fai vedere come sali le scale?"
Detto, fatto. Due rampe da dodici gradini: ventiquattro di fila con poche esitazioni!
Ho trattenuto a stento l'emozione...sono entrata nell'asilo come un banditore, raccontando alla maestra la novità, tessendo infinite lodi alla mia piccina!
I motivi di tanta gioia? La mia povera schiena massacrata e la casa nuova...e sì! perché la casa che attualmente concilia le nostre esigenze con il budget ridotto è un secondo piano senza ascensore!!! dalle stelle alle stalle, insomma...
Dicevo dei progressi della bambolotta: stamattina un grande orgoglio, ma sabato...sabato proprio no!
Avevamo un impegno con l'agenzia immobiliare e l'abbiamo, seppur a malincuore, dovuta lasciare al nido.
Appena arrivata le si è avvicinato un compagno, N., l'ha accolta con un sorriso, poi le ha fatto qualche tenera carezza sul viso...
Quando siamo andati a riprenderla, il suddetto N. ha preso il viso della bambolotta fra le mani e le ha piazzato un bacio a stampo sulle labbra.
Non dimenticherò la faccia del Fatalista finché campo!
E nostra figlia? Niente: non ha ricambiato ma di certo non si è scansata. Se l'è tenuto...
La maestra ha quindi aggiunto:
"Non è il solo corteggiatore di vostra figlia...ce ne sono più di un paio..."
Ecco perché sta sempre malata: a furia di scambiarsi bacetti a destra e a manca si scambiano tutti i malanni! E' stato il mio primo pensiero, poi ho iniziato a ridere e se ci ripenso non posso fare a meno di trovare la cosa divertente.
Il Fatalista invece...beh, lui è in coma da sabato: è stato un duro colpo alle sue rosee previsioni...

mercoledì 18 febbraio 2015

Il grande amore

Ho avuto un grande amore: non è durato moltissimo ma è stato intenso e meraviglioso.
Circa quattro anni di ricordi, per lo più stupendi.
La prima volta si è allontanato lui, la seconda io; poi un ricongiungimento di una settimana durante una romantica vacanza a Parigi.
Dopo mesi, anni che non stavamo più insieme, tutti erano ancora convinti che fossimo fatti l'uno per l'altra e che prima o poi le nostre strade si sarebbero ricongiunte...quasi quasi ci ho creduto anch'io.
Ma la vita è più sorprendente di un banalissimo filmetto rosa e mi ha portato il Fatalista.
Ora non ho aggettivi per il mio Amore, va al di là di qualsiasi definizione possa tentare.

Mi sono innamorata di una casa e continuavo a pensare che prima o poi sarebbe stata mia, mi struggevo vedendo svanire la mia ultima possibilità...poi ho ripensato al mio grande amore e...
Qualcosa arriverà: la felicità sarà talmente diversa da quella che mi aspetto che faticherò a riconoscerla, ma arriverà.
E poi..."casa" sarà ovunque ci saranno ad aspettarmi il marito e la bambolotta.

lunedì 16 febbraio 2015

Peggio

Succede che si abbia bisogno di aiuto e non ci sia nessuno disposto a darlo.
O che non si voglia ammettere di averne bisogno e non si chieda.
Poi ci sono i casi eccezionali.
Ad esempio quelli in cui arrivi la proposta di un aiuto inaspettato, che ti permetta di fare un salto a cui non avevi neanche pensato. E trascorri mesi a sognare, a riprogrammare il tuo futuro fino al momento del salto finale.
Bububum!
No, non è il salto: è la caduta.
Perché quell'aiuto non richiesto è stato altrettanto inaspettatamente ritirato. Ed è peggio che chiedere e non ricevere.

venerdì 13 febbraio 2015

Fitball

Non lo so se è la mia pigrizia fisica a rendermi pigra mentalmente...io proprio non lo so...so solo che arrivo puntualmente impreparata.
Stasera sono giunta in palestra trafelata, la lezione era appena cominciata ed io sono stata sorpresa da un mare di enormi palle colorate.
Ho pensato subito alla sala travaglio...e non ci sono andata molto lontano!!! Ho scoperto di avere altri muscoli in dotazione, che già ora si fanno sentire: non oso immaginare domattina!
Comunque finalmente sono a casa. A proposito di pigrizia...
Al rientro mi ha accolto il Fatalista: l'ho guardato e mi è preso un colpo.
"Oddio! Marito dove hai preso gli occhiali?!"
"In bagno! Sono impazzito per trovarli!"
"Senti...ti devo dire una cosa...F. ha beccato la bambolotta che li inzuppava nel water. Mi ero ripromessa di lavarli e disinfettarli...ma non ho fatto in tempo...me ne sono dimenticata..."

Sondaggio

Il collega D. e l'ultimo arrivato confabulano.
Dopo un po':
"Fortunata? Che tipo d'uomo ti piace?"
"Che ne so?!"
"Qual'è il tuo tipo in generale?"
"Boh! Di certo non propriamente un bello... più qualcuno d'interessante..."
"Ad esempio? Dimmi un attore!"
"Mmmmm....Andy Garcia!"
"Ah..."
"Anzi, preciso: c'è un bello che mi piace! Denzel Washington!"
"Ma che schifo! E' nero!"
"E quindi? E' bello! Ha un viso perfetto...avete visto che sorriso?"
"Ma ha i tipici caratteri dei neri! Non è bello!"
"E' che sei razzista e non capisci niente!"
"Vabbè...facci un altro nome..."
"Sean Connery!"
"Ma è vecchioooo! Forse intendi quando era giovane..."
"No, veramente senza barba non mi turba..."
"Ma dai! Vabbè, fai un altro nome..."

Quando ho finito la lista dei promossi e sono passata a quella dei bocciati (fra cui Raul Bova, Leonardo di Caprio, Brad Pitt...e altri che mi hanno mostrato, di cui non conosco il nome), i miei colleghi hanno gentilmente stabilito che non posso rappresentare in alcun modo la categoria femminile.
Il verdetto unanime è stato che sono una sfigata.
Il dubbio è: il sondaggio era per me o su di me?

giovedì 12 febbraio 2015

Ribelle

"Ciao, Fortunata! Sei rientrata? Tutto a posto al lavoro?"
"Diciamo...e la bambina?"
"Oggi mi ha fatto proprio arrabbiare!"
"Che è successo? Ti ha fatto di nuovo storie per venir via dall'asilo?"
"Sì! E poi...non voleva scendere con l'ascensore, non voleva scendere per le scale, non voleva salire in macchina, non voleva stare nel seggiolone...e quando siamo finalmente arrivati a casa...non voleva scendere dalla macchina, non voleva salire per le scale, con l'ascensore, in braccio, da sola...l'ho lasciata fuori dalla porta!"
"Cosaaaaa?!"
"Non voleva entrare in casa! L'ho lasciata sul pianerottolo ed ho chiuso la porta!"
"Oddio! E se decideva di prendere le scale da sola e le ruzzolava tutte?!"
"Mica sono scemo! La guardavo dallo spioncino...e lei...lo sai che ha fatto?! Si è seduta placidamente su di un gradino! Allora le ho spento la luce: niente, non ha fatto neanche una piega!"
"E poi?"
"Ho aperto la porta e provato a convincerla...è corsa dentro solo quando ha sentito salire il vicino!"
"Ti avevo avvertito! Prima o poi doveva succedere: non ha alcun rispetto per quello che le dici. Infatti con me non lo ha mai fatto...mi basta guardarla di traverso per farmi ascoltare. Devi correre ai ripari finché sei in tempo: ci vorrà un po', ma è una cosa che va fatta. Ti vorrà bene anche se diventi un pizzico più severo!"
"Stavolta l'ho rimproverata e messa direttamente nel lettino: niente cartoni, dolcetto, frizzi e lazzi...niente!"
Credi che non lo sappia che fate bisbocce finché non mi ritiro dal lavoro?! "Mmmm...ma poi come l'hai convinta a venir via dall'asilo?"
"Ho preso l'ascensore e me ne sono andato...poi son tornato per vedere se si era spaventata: l'ho minacciata di andar via senza di lei e si è convinta...più o meno..."
"AHAHAHAHHAHAHAH! E tu fai su e giù per convincere una mocciosa di meno di diciannove mesi che è l'ora di tornare a casa?!"
"Domani vado via davvero: torno a prenderla direttamente alle tre, poi vediamo se non lo capisce!"
Prenderla e portarla via senza indugi no, eh? Troppo difficile...tutto sommato è più probabile che la bambolotta impari precocemente il senso dello scorrere del tempo...
Mi sa tanto che urge una tata per il padre.

mercoledì 11 febbraio 2015

Pulsazioni di follia

Stamattina, al lavoro, tutti intenti davanti al proprio pc.
Il collega D. improvvisamente esclama:
"Ca@@o!Oh mamma! Il mio monitor pulsa!!!"
"Benone! Vuol dire che è vivo..." risponde prontamente l'ultimo arrivato.
Certo che in una sola settimana si è ambientato per bene allo spirito dell'ufficio...oppure è semplicemente impazzito come tutti...

martedì 10 febbraio 2015

Un duro

Tra i vizi che il Fatalista sta facendo prendere alla bambolotta c'è anche quello di mettersela in grembo quando tira fuori la macchina dal garage...lei impazzisce dalla gioia perché è convinta di guidare la sua adorata brum brum...io sono un po' meno felice.
Vabbè!
Quando lo rimprovero e provo a dirgli di essere più severo o meno arrendevole ai capricci della bambina, lui si mette sulla difensiva e si arrabbia.
"Io? Ma che faccio di male...mo' facciamo i sergenti e i generali, la teniamo in caserma e non se ne parla più!"
Poi per un po' prova ad essere più padre che amichetto dell'asilo e si autoconvince che è un duro, che se vuole può riuscirci.
Stamattina:
"Fortunata come hai chiuso la macchina ieri sera? Di muso?"
"Sì, perché?"
"E la bambina?"
E la bambina cosa?!
"Come fa a guidare così? Non posso tirar fuori la macchina dalla rampa con lei in braccio!"
"..."
"Vuol dire che la tiro fuori e la rimetto dentro a retromarcia"
Starà scherzando...c'è una bufera di vento polare in atto, siamo in ritardo...è un'assurdità!
Quando l'ho raggiunto in garage aveva tirato fuori entrambe le auto ma stava rientrando in garage con la sua.
La bambolotta lo ha raggiunto al volante raggiante.

lunedì 9 febbraio 2015

Rimpatriata

Ho sfidato la neve, il ghiaccio, la bufera di vento polare.
Mi sono persa, non riuscivo ad imboccare la traversa giusta.
In auto sbadigliavo per il sonno e la fame.
Finalmente sono approdata in palestra, impacciata, spaesata tra tutte quelle facce nuove...ed i fisici filiformi e scolpiti. Poi un urlo sguaiato, al microfono:
"Fortunaaaaaataaaaa!!! Naaaaaaaa, non ci posso cre.de.re! Sei qui per me?! Fatti abbracciare, ti devo abbracciare! Ti trovo bene!"
"Minimaestra smettila: sono grassa come una vacca!"
"E io ti faccio dimagrire...che problema c'è?! E ti trovi pure bene: stasera si fa GAG!"
"Che culo! Torno mercoledì..."
"Naaaaaa! Per stasera se ti fermi non ti dico niente! Giuro!"
Bugiarda.

domenica 8 febbraio 2015

Volontà

Sono più di due settimane di fila che non vado in palestra...per non parlare delle altre assenze sparse qua e là...
Tosse, stanchezza, poca volontà.
Faccio sempre così: grande entusiasmo iniziale e poi schifìo.
Ho perso ogni stimolo, colpa mia.
È arrivato il momento di cambiare, devo abbandonare maestropanza per iniziare da capo da qualche altra parte. Non so aggiustare le cose in corsa. Domani in qualche modo devo dirglielo...magari non che lo tradirò, ma che smetto finché non cresce la bambolotta; che poi è una mezza bugia, visto che vorrei davvero tornare da lui con tutta la famiglia Fortunata.
Ma la verità è che mi sono iscritta in una nuova palestra.
Nuova palestra, vecchia istruttrice: la minimaestra.
Perché un altro salto nel buio non voglio farlo.
Devo ridurre le probabilità di deludermi, ché la stima di me stessa è ai minimi storici.
Il Fatalista ci sta mettendo del suo, ovviamente. Gli scomplimenti a casa mia si sprecano!

sabato 7 febbraio 2015

Di casa in casa...

Dopo qualche settimana di stop, abbiamo preso appuntamento con l'agenzia per vedere altre case.
Eravamo scoraggiati e pensavamo che non avremmo trovato nulla che si potesse neanche lontanamente paragonare a quella che non ci possiamo permettere.
Sbagliavamo! Nel senso che ne esistono altre altrettanto belle e adatte a noi...che non ci possiamo permettere.

Democrazia

Il marito ha finalmente perso i superpoteri!
Ormai non solo sente la bambolotta quando ha un attacco di tosse o si lamenta, si alza a controllarla addirittura!
Così stanotte ci siamo alternati ed io sono stanca solo a metà.
La democrazia è finalmente entrata in casa nostra.
Con qualche bestemmia...

giovedì 5 febbraio 2015

Approssimazioni

Si sono aperte le porte dell'ascensore e non ho fatto in tempo a mettere piede sul pianerottolo che l'ho già sentita: la tosse infame, continua ed assordante.
Mi sono incupita, sono entrata in casa, ho tolto il giubbotto e mi sono precipitata nella cameretta: la bambolotta era seduta nel lettino e si lamentava.
Ci ha raggiunte il Fatalista con sciroppo e cucchiaino:
"Marito, che fai? che roba è?"
"Un sedativo della tosse..."
"Così...senza misurino...quanto gliene dai?"
"Mmmm: faccio mezzo cucchiaino!"
"Scusa, ma quali sono le dosi indicate?"
"Nessuna: non c'è foglietto illustrativo, faccio ad occhio..."
Va bene che sei un infermiere e non un farmacista, ma una tale approssimazione mi fa paura!
Tempo pochi secondi e la bambina ha smesso di tossire. Quasi quasi mi preoccupo.
Così ho cercato il flacone: aveva ragione, niente foglietto illustrativo.
Ah! E' omeopatico! Cosa c'è scritto sotto? "Senza indicazioni terapeutiche approvate"...E' drogaaaaa!!!

Roba buona comunque.

Conclusioni

La tosse della bambolotta era sulla via di guarigione. Lunedì.
Martedì, approfittando di un momento di distrazione della maestra, mentre beveva ha lasciato scorrere l'acqua lungo il mento, il collo...fino a bagnarsi in petto grembiule, maglia e body.
Lei adora fare questo giochetto!
Bisogna starle vicino come un Cerbero per controllare che non lo faccia, eppure spesso riesce a fregare anche me!
Non si sa quanto sia rimasta con i panni zuppi indosso. Non molto.
Certo abbastanza da farci passare le ultime due notti in piedi, su e giù per il corridoio tra la nostra camera e la sua, tra terribili e continui colpi di tosse.
Inizio a pensare che metter via la macchinetta per l'aerosol porti male.

martedì 3 febbraio 2015

Un poco

Fine cena:
"Moglie, vado in bagno"
"..."
Ho sparecchiato, caricato la lavastoviglie, pulito la cucina, steso i panni, spazzato e lavato a terra. Quindi mi sono appoggiata sul letto in attesa che asciugasse.
A quel punto il marito è resuscitato dal gabinetto e si è diretto in cucina.
Al suo rientro in stanza mi fa:
"Fortunata, ho chiuso la finestra di là..."
"Hai anche sistemato qualcosa?"
"Sì"
Vado a controllare.
"Le sedie sono ancora sul tavolo, di grazia, cosa hai sistemato?!"
"Ho abbassato la persiana..."
"Ma che dici che è ancora aperta?!"
"...un poco...l'ho abbassata un poco"

lunedì 2 febbraio 2015

Ci pensiamo domani

L'ho svegliata nel pieno del sonnellino pomeridiano:
"Forza, ammamma! Dobbiamo andare dal dottore: vuole vedere se sei cresciuta...ci aspetta, bisogna correre! Puoi portare Matilde, se vuoi"
Così siamo uscite nel vento gelido: io stringevo la bambolotta, lei stringeva Tetti.
Il pediatra uomo di ghiaccio era stranamente ben disposto, a dispetto delle urla e degli incomprensibili improperi di mia figlia.
Si è complimentato, la bambina cresce bene nonostante il problema all'intestino.
"Signora, come va?"
"Abbiamo dovuto raddoppiare la dose di macrogol..."
"Quanto prende ora?"
"Due misurini al giorno"
"È tanto...proprio tanto: riesce ad evacuare con una certa regolarità?"
"No, non proprio"
"Non potete andare avanti per sempre così. Vorrei che la portaste da questo mio collega che opera su Roma"
"La bambina è attualmente seguita a Parma...poi spero che la situazione migliori quando toglierà il pannetto"
"Le lascio il numero, ci pensi. Noi ci rivediamo fra sei mesi per il prossimo controllo...nel frattempo magari fate questa visita..."
La bambolotta ha preso la cinghia della borsa facendomi chiaramente capire che era stufa di tante chiacchiere, poi ha fatto ciaociao con la manina al pediatra. 
Con i suoi passetti decisi mi ha guidato alla macchina, tenendo una mano nella mia e stringendo Tetti nell'altra.
Siamo passate in farmacia a prendere altri spray miracolosi, gocce e varie ed eventuali.
Io sempre sovrappensiero.
"Mamma? Cascia!"
"Bambolotta che dici?"
"Cascia!"
"Vuoi andare a casa?"
"Sì!"
"Andiamo a casa, hai ragione. Al resto pensiamo domani, amore mio"

domenica 1 febbraio 2015

Emergenza

Nonnamanager poche ore fa:
"Fortunata, non sai niente?!"
"No! Cosa?"
"Non hai sentito tua sorella?"
"No...che è successo?"
"Ieri sera si sono accorti che le bambine hanno i pidocchi..."
"Oh, nooo! Mamma, ma cuginetta piccola è stata qui solo venerdì pomeriggio a giocare con la bambolotta!"
Ma quanto sarà passato dall'ultima volta?! Trent'anni? Forse di più...e in tutto questo tempo le maledette bestiole non si sono estinte?! 
Ho ricordato la tortura del pettinino nei capelli lunghi fin sotto al sedere, poi ho guardato i capelli ricci, riccissimi della bambolotta e mi è salita l'ansia...le abbiamo fatto il bagnetto, spulciato la testolina tonda: niente.
Ma ormai l'emergenza pidocchi era scoppiata nella mia testa ed ho scaldato l'aceto: l'ho tenuto in posa mezz'ora, nonostante avessi il cuoio capelluto infiammato dalla dermatite. La maledetta mi colpisce puntualmente nei momenti di stress e questo è un periodo piuttosto duro al lavoro...
Ho stretto i denti, sopportato il bruciore e l'odore.
Al controllo pettine mi è sembrato tutto a posto.
Forse l'abbiamo scampata.
Molto rumore per nulla.
Anzi.
L'aceto ha lavato via la dermatite: ho capelli puliti, lucidi e splendenti.