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giovedì 7 agosto 2014

Magia al contrario

Prima di sposarmi e di avere la bambolotta, ero una ragazza piuttosto timida ed introversa con gli estranei, molto diffidente e poco accomodante.
Prima ancora sono stata una bambina terribilmente legata alla casa. Nonnamanager mi racconta sempre che se provava ad andare a trovare un'amica, mi attaccavo agli stipiti delle porte per non entrare.
Farmi uscire era un'impresa.
Eppure in famiglia ero quella più estroversa e chiacchierona!
Per dirla in parole povere, avevo una personalità schizofrenica, insomma!
Ricordo che mi piaceva stare sul letto a pensare e sognare, circondata da torri di libri che divoravo e mi permettevano di vivere mille avventure o semplicemente di vivere quella vita che avevo paura di affrontare.
Ho sempre letto qualsiasi cosa, preferibilmente dei bei "mattoni", perché ho una lettura veloce e l'ultima pagina di un libro è sempre quella più desiderata ed insieme temuta: la magia si spegne e l'incantesimo finisce.
Il Fatalista è un gran lettore anche lui, ma è disordinato: inizia, lascia, riprende, contemporaneamente legge altro, dimentica e ricomincia...però mi ha insegnato a leggere in bagno...e devo ammettere che è stata una salvezza da che è nata la bambolotta. Un bambino ti toglie tempo, energia e monopolizza il tuo cervello: lasciare sempre un libro in bagno mi ha permesso di non abbandonare mai completamente la mia passione.
Ora ho imparato ad acquistare dei libri dalla lettura facile e che non devo trasportare con la gru ;-)
Oggi mi è arrivato (inaspettatamente in anticipo, con mia grande gioia!) il libro delle AnarchiColf AnoniMaCercasi colf. Pagamento metà in contanti, metà in natura.
L'ho letto d'un fiato, sul divano, mentre la bambolotta giocava sul suo tappeto componibile ed ogni tanto si interrompeva per osservare con aria interrogativa la sua mamma in preda ad improvvisi attacchi di ilarità, difficilmente trattenibili!
Un momento per me, un momento di svago, uno scroscio di allegria sotto un cielo cupo che minaccia pioggia. Il libro è proprio come me lo aspettavo: conosco le autrici tramite il loro blog, i post ed i commenti; non poteva non essere divertente, ironico e spassoso!
Però...a qualcosa non ero pronta.
Prima parlavo dell'incantesimo che si spezza quando finisci di leggere l'ultima pagina.
Ci sono libri che funzionano al contrario, la loro magia sta nel fatto che smetti di pensare quando li leggi e ti fanno riflettere molto quando finisci.
Ecco, questo libro è proprio fra quelli.




venerdì 28 marzo 2014

Un pomeriggio bellissimo

"Mamma come va la schiena? Puoi tenermi la bambolotta?"
"Non ce la faccio, mi fa male...perché?"
"Voglio andare alla presentazione di un libro tra due ore...DEVO andare!!! Vieni con me, così se la bambolotta sclera te la porti in giro con il passeggino mentre io resto a sentire l'autrice...TI PREGO!!!"
"Va bene"
Faccio i piatti, la bambina urla: si vede che ha mal di pancia, vuole fare cacca.
L'attacco al seno e le ordino di rimpinzarsi per bene; non se lo fa dire due volte: prende talmente tanto latte che riesce a fare la benedettissima cacca...si sporca da far paura.
Lo sapevo, non la fa mai: proprio quando vado di frettissima sono costretta a cambiarla dalla testa ai piedi!!!
Più mi affanno più il Fatalista mi mette fretta: deve andare via anche lui, al lavoro.
Preparo la borsa della bambina e decido di portarla in macchina così da essere più comoda nello scendere il passeggino ma... l'ascensore è bloccato!
Sono più di tre anni che abito in questo maledettissimo palazzo e non mi è mai capitato!!! Sento la nuvoletta di Fantozzi sul capo.
Sono solo due piani in fondo...da fare tre volte...con l'acido lattico che regna sovrano su ogni muscolo del mio corpo.
Passiamo a prendere nonnamanager e ci mettiamo in viaggio verso un paese vicino.
"Sai dove dobbiamo andare?" mi chiede mia mamma preoccupata.
"Veramente non proprio, ma... in qualche modo arriveremo"
Siamo arrivate in tempo, scoppiavo dalla gioia!
Giusto un ultimo piccolo ostacolo: l'incontro si teneva nell'unico auditorium interrato della Puglia.
Due rampe di scale...non sono niente se non pensi che ti sei portata dietro una bambina di otto mesi che potrebbe iniziare ad urlare in qualsiasi momento e una madre semi invalida per il mal di schiena che a questo punto poteva anche restarsene a casa. Ma ho portato Matilde, l'orsetta della bambolotta: posso solo confidare nel suo potere magico.
Un giovane tredicenne (quasi quattordicenne, ha precisato lui) di nome Nicola ci aiuta a portar giù il passeggino.
L'autrice è lì, a pochi passi da noi, firma autografi sul libro...
HO DIMENTICATO IL LIBRO A CASA, DATEMI UNA CORDA CHE M'IMPICCO!
E mi sono trasformata in una tredicenne, timida e impacciata. Senza il libro non potrò mai avvicinarmi e presentarmi, mi vergogno.
Alla fine del dibattito nonnamanager  mi incalza come faceva quando ero piccola: e vai! e vai! mo' vado io!
Ha sortito l'effetto contrario: ho ribeccato Nicola e sono scappata via felice col mio passeggino e la mia bambina.
E' stato un pomeriggio bellissimo!