Qualche tempo fa il Fatalista ha superato la sua avversione per lo zoo e ci ha portate a vedere uno spettacolo.
La bambolotta è inizialmente rimasta incantata dall'atmosfera; poi è passata all'entusiasmo, la gioia, lo stupore, l'eccitazione...insomma si è spellata le mani per gli applausi!
Ma il culmine delle emozioni lo ha raggiunto con le tigri.
Occhi sgranati, bocca spalancata: non si è distratta un attimo, era totalmente presa da questi animali possenti ed agili!
Finita l'esibizione, quando ha visto smontare le grate di protezione ci ha subito domandato:
"Quando allivano gli altli cani?!"
Il mio diario "dopo"...dopo aver desiderato di essere madre, dopo la diagnosi di infertilità, ma soprattutto dopo aver partorito una bambolotta e la sua sorellina!
venerdì 16 ottobre 2015
giovedì 15 ottobre 2015
Senso materno
Sabato mattina la bambolotta era estremamente buona e tranquilla. Educatissima con tutti i suoi posso?, per favore?, grazie!, ti voglio bene...non che normalmente non sia buona...ma è estremamente vivace ed impegnativa...spesso capricciosa!
Ad un certo punto ha dichiarato:
"Mamma, ho mal di tetsta!"
"Come mal di testa?! Dove senti male...dentro o fuori?"
"Dentlo!"
Mi sono preoccupata, ho chiamato il Fatalista in qualità di infermiere a fare le dovute verifiche ed il responso è stato: sarà una sciocchezza!
Alla fine ho pensato che potesse essere un malessere legato al cattivo tempo: è degna figlia di suo padre, meteoropatico per eccellenza!
Poco dopo:
"Mamma...ho mal di tschiena!"
"Mal di schiena?! E' da troppo tempo che sei seduta a fare puzzle, alzati!...ma che hai? sei strana...senti male alla gola? ti ho sentita tossire..."
"Mi tsento la febble!"
Uahahahahaihihihih...ma tu senti questa minuscola come parla e cosa dice! ma che ne vuoi sapere tu di dolori e febbre a neanche ventisette mesi di vita?!
"Mi dispiace, piccolina!...ora sai che facciamo? Usciamo sotto la pioggia a provare il tuo nuovo ombrellino e la mantellina...ti va di andare al mercato a comprare le galosce come Peppa Pig?"
"Tsììììììììììììì!"
Rientrati per pranzo non ha voluto mangiare.
Il Fatalista ha sentenziato:
"Fortunata, vedo la bambina strana...misuriamole la febbre..."
38.1
Ok. A due anni si è capaci di esprimere il proprio malessere con precisione. Fortunata, sei una mamma degenere!
In seguito al weekend di paura (ancora preda di indicibili sensi di colpa), lunedì mattina mi sono precipitata dal pediatra prima di andare al lavoro per far visitare la piccola ammalata.
Dopo di noi è entrata una giovane mamma, una ragazza stupenda, con un bimbetto adorabile tra le braccia.
Era agitata, preoccupata, ai limiti della crisi isterica. Si è seduta affianco a me.
Una delle altre mamme ha chiesto:
"Quanto ha il tuo bambino?"
"Sei mesi! E' tutto raffreddato...tossisce continuamente...non riposa un attimo!" quindi ha perso il controllo, visibilmente stanca anche lei, "E' la prima volta...non lo so...sarà che è così piccino ed indifeso...troppo piccolo per stare male! Io mi sento impazzire..." e le sono spuntate le lacrime.
Al che, la mamma che le aveva rivolto la domanda si è visibilmente imbarazzata ed altre mamme hanno puntato il loro sguardo severo sulla giovane mamma che ha continuato sussurrando un "...voi non potete capire!"
Ho superato la mia abituale avversione alla conversazione e mi sono intromessa con decisione e gentilezza, sfidando tutte con lo sguardo:
"Ma che dici?! Certo che ti capiamo! Ci siamo passate tutte...è normale, stai serena"...ho iniziato dolcemente ad aiutarla a sfilarsi il giubbotto, con calma; "Poi scoprirai che i bimbi sono molto più forti di quel che sembrano: hanno risorse infinite! Guarda come sorride il tuo bambino, come reagisce con gioia!" ho continuato giocando con il piccolo ometto fra le sue braccia.
"E non credere che per noi sia diverso: non siamo meno preoccupate perché abbiamo figli più grandi o ne abbiamo più d'uno...abbiamo solo imparato a rassegnarci! Nel momento in cui si diventa madri il mondo fa molta più paura e...la sai una cosa?...col tempo non migliora!".
Scherzosa ma sincera.
Si è rilassata ed ha cominciato a far giocare il suo pupo, allegro nonostante i malanni di stagione.
Brava, Fortunata! Stavolta puoi essere contenta di te stessa...se solo fossi stata così comprensiva con tua figlia...
E' che...le mamme sono già di per sé una strana razza; ma il senso materno trova i modi più impensabili per apparire e scomparire!!!
Ad un certo punto ha dichiarato:
"Mamma, ho mal di tetsta!"
"Come mal di testa?! Dove senti male...dentro o fuori?"
"Dentlo!"
Mi sono preoccupata, ho chiamato il Fatalista in qualità di infermiere a fare le dovute verifiche ed il responso è stato: sarà una sciocchezza!
Alla fine ho pensato che potesse essere un malessere legato al cattivo tempo: è degna figlia di suo padre, meteoropatico per eccellenza!
Poco dopo:
"Mamma...ho mal di tschiena!"
"Mal di schiena?! E' da troppo tempo che sei seduta a fare puzzle, alzati!...ma che hai? sei strana...senti male alla gola? ti ho sentita tossire..."
"Mi tsento la febble!"
Uahahahahaihihihih...ma tu senti questa minuscola come parla e cosa dice! ma che ne vuoi sapere tu di dolori e febbre a neanche ventisette mesi di vita?!
"Mi dispiace, piccolina!...ora sai che facciamo? Usciamo sotto la pioggia a provare il tuo nuovo ombrellino e la mantellina...ti va di andare al mercato a comprare le galosce come Peppa Pig?"
"Tsììììììììììììì!"
Rientrati per pranzo non ha voluto mangiare.
Il Fatalista ha sentenziato:
"Fortunata, vedo la bambina strana...misuriamole la febbre..."
38.1
Ok. A due anni si è capaci di esprimere il proprio malessere con precisione. Fortunata, sei una mamma degenere!
In seguito al weekend di paura (ancora preda di indicibili sensi di colpa), lunedì mattina mi sono precipitata dal pediatra prima di andare al lavoro per far visitare la piccola ammalata.
Dopo di noi è entrata una giovane mamma, una ragazza stupenda, con un bimbetto adorabile tra le braccia.
Era agitata, preoccupata, ai limiti della crisi isterica. Si è seduta affianco a me.
Una delle altre mamme ha chiesto:
"Quanto ha il tuo bambino?"
"Sei mesi! E' tutto raffreddato...tossisce continuamente...non riposa un attimo!" quindi ha perso il controllo, visibilmente stanca anche lei, "E' la prima volta...non lo so...sarà che è così piccino ed indifeso...troppo piccolo per stare male! Io mi sento impazzire..." e le sono spuntate le lacrime.
Al che, la mamma che le aveva rivolto la domanda si è visibilmente imbarazzata ed altre mamme hanno puntato il loro sguardo severo sulla giovane mamma che ha continuato sussurrando un "...voi non potete capire!"
Ho superato la mia abituale avversione alla conversazione e mi sono intromessa con decisione e gentilezza, sfidando tutte con lo sguardo:
"Ma che dici?! Certo che ti capiamo! Ci siamo passate tutte...è normale, stai serena"...ho iniziato dolcemente ad aiutarla a sfilarsi il giubbotto, con calma; "Poi scoprirai che i bimbi sono molto più forti di quel che sembrano: hanno risorse infinite! Guarda come sorride il tuo bambino, come reagisce con gioia!" ho continuato giocando con il piccolo ometto fra le sue braccia.
"E non credere che per noi sia diverso: non siamo meno preoccupate perché abbiamo figli più grandi o ne abbiamo più d'uno...abbiamo solo imparato a rassegnarci! Nel momento in cui si diventa madri il mondo fa molta più paura e...la sai una cosa?...col tempo non migliora!".
Scherzosa ma sincera.
Si è rilassata ed ha cominciato a far giocare il suo pupo, allegro nonostante i malanni di stagione.
Brava, Fortunata! Stavolta puoi essere contenta di te stessa...se solo fossi stata così comprensiva con tua figlia...
E' che...le mamme sono già di per sé una strana razza; ma il senso materno trova i modi più impensabili per apparire e scomparire!!!
mercoledì 14 ottobre 2015
Nebbia
Ieri mattina mentre uscivamo di casa per andare al lavoro:
"Uhhhhhhh, mamma?! Che cots'è?!"
"Hai visto quanta nebbia bambolotta?"
Ci siamo infilate in macchina, direzione nido:
"Mamma...ma che cots'è?!"
"Nebbia! Si chiama n-e-bbia!"
"Ne-bbia!...mamma...ma che cots'è?"
"E' una nuvola: una nuvola scesa dal cielo sulla terra...guarda, noi ci stiamo passando attraverso! Ti piace?"
"Tsì! C'è taaaanta ne-bbia...ma tsi può plendele?"
"Vorresti prendere la nebbia?!"
"Tsì...tsi può plendele?"
"Dimmelo tu! Ora che ti ho spiegato cos'è secondo te si può prendere?"
"No, mamma... non si può plendele..."
"Uhhhhhhh, mamma?! Che cots'è?!"
"Hai visto quanta nebbia bambolotta?"
Ci siamo infilate in macchina, direzione nido:
"Mamma...ma che cots'è?!"
"Nebbia! Si chiama n-e-bbia!"
"Ne-bbia!...mamma...ma che cots'è?"
"E' una nuvola: una nuvola scesa dal cielo sulla terra...guarda, noi ci stiamo passando attraverso! Ti piace?"
"Tsì! C'è taaaanta ne-bbia...ma tsi può plendele?"
"Vorresti prendere la nebbia?!"
"Tsì...tsi può plendele?"
"Dimmelo tu! Ora che ti ho spiegato cos'è secondo te si può prendere?"
"No, mamma... non si può plendele..."
mercoledì 2 settembre 2015
Belle persone
"Nuovo arrivato che hai in questi giorni? Sembri triste, preoccupato...sei spento!"
"No, niente. Tutto bene."
"Seh, va bè! Problemi con la tua ragazza?"
La tipa in questione non è ovviamente la collega Ina e le mie speranze nei loro riguardi come coppia si sono arenate qualche mese fa, quando lui ha incontrato questa super figa e ci si è fidanzato praticamente la sera stessa dichiarando questa donna sarà mia moglie...
"Non c'è in questi giorni: è all'estero"
"Ah, ecco: ti manca?"
"Sì, certo...in realtà stavo pensando a come farle arrivare una sorpresa, un mazzo di rose rosse...ma costa un casino..."
"Se sai dove alloggia puoi fare una chiamata e chiedere che ti facciano da tramite. Un bonifico e risolvi!"
"Bella idea! Certo, so tutto! Chiamo in clinica...speriamo di trovare qualcuno che parli decentemente l'Inglese..."
"L'Inglese?! E perché non dovrebbero parlare Inglese?! Ma dove diavolo sta?!"
"In Serbia"
"Scusa se mi faccio i fatti tuoi, ma...hai parlato di clinica...sta poco bene? spero sia una sciocchezza, qualcosa che si risolva presto!"
Silenzio, tristezza.
"Non va bene che non rispondi. Un problema grande che si può risolvere?"
"Se è per questo si spera sempre...è lì per affrontare una cura, una speranza che qui in Italia non ha e che altrove costa troppo"
"Ti stai riferendo ad una malattia invalidante nel tempo?"
"Sì"
"Chi lo sa?"
"Mia madre: non ha reagito bene inizialmente, ma l'ho rimproverata; anche a me potrebbe capitare di ammalarmi, avere un incidente o altro...non abbiamo certezze sul futuro anche se oggi stiamo bene no?!"
"Giustissimo! Hai fatto bene. E' una decisione sul tuo futuro che devi prendere da solo...anche se capisco benissimo il punto di vista di tua mamma. Ma se fossi tu al posto della tua ragazza tua madre vorrebbe immensamente che qualcuno ti amasse come tu ami lei. Nonostante tutto...perché questa ragazza la ami, vero?"
"Sì, la amo"
"Troverai il modo di superare i momenti bui, se lo vorrai. Qualsiasi decisione prenderai alla fine sarà quella giusta. Sei preoccupato?"
"Sì..."
"Immagino..."
"...ho paura che lei possa essere così presa mentalmente da questa malattia da pensare un giorno di non amarmi più...ho paura di perderla..."
Ho immaginato male, ma non gliel'ho detto. Ho sorriso dentro e fuori.
"No, niente. Tutto bene."
"Seh, va bè! Problemi con la tua ragazza?"
La tipa in questione non è ovviamente la collega Ina e le mie speranze nei loro riguardi come coppia si sono arenate qualche mese fa, quando lui ha incontrato questa super figa e ci si è fidanzato praticamente la sera stessa dichiarando questa donna sarà mia moglie...
"Non c'è in questi giorni: è all'estero"
"Ah, ecco: ti manca?"
"Sì, certo...in realtà stavo pensando a come farle arrivare una sorpresa, un mazzo di rose rosse...ma costa un casino..."
"Se sai dove alloggia puoi fare una chiamata e chiedere che ti facciano da tramite. Un bonifico e risolvi!"
"Bella idea! Certo, so tutto! Chiamo in clinica...speriamo di trovare qualcuno che parli decentemente l'Inglese..."
"L'Inglese?! E perché non dovrebbero parlare Inglese?! Ma dove diavolo sta?!"
"In Serbia"
"Scusa se mi faccio i fatti tuoi, ma...hai parlato di clinica...sta poco bene? spero sia una sciocchezza, qualcosa che si risolva presto!"
Silenzio, tristezza.
"Non va bene che non rispondi. Un problema grande che si può risolvere?"
"Se è per questo si spera sempre...è lì per affrontare una cura, una speranza che qui in Italia non ha e che altrove costa troppo"
"Ti stai riferendo ad una malattia invalidante nel tempo?"
"Sì"
"Chi lo sa?"
"Mia madre: non ha reagito bene inizialmente, ma l'ho rimproverata; anche a me potrebbe capitare di ammalarmi, avere un incidente o altro...non abbiamo certezze sul futuro anche se oggi stiamo bene no?!"
"Giustissimo! Hai fatto bene. E' una decisione sul tuo futuro che devi prendere da solo...anche se capisco benissimo il punto di vista di tua mamma. Ma se fossi tu al posto della tua ragazza tua madre vorrebbe immensamente che qualcuno ti amasse come tu ami lei. Nonostante tutto...perché questa ragazza la ami, vero?"
"Sì, la amo"
"Troverai il modo di superare i momenti bui, se lo vorrai. Qualsiasi decisione prenderai alla fine sarà quella giusta. Sei preoccupato?"
"Sì..."
"Immagino..."
"...ho paura che lei possa essere così presa mentalmente da questa malattia da pensare un giorno di non amarmi più...ho paura di perderla..."
Ho immaginato male, ma non gliel'ho detto. Ho sorriso dentro e fuori.
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