C'è stato un periodo della mia vita, quando ero solo una ragazzina, in cui non riuscivo più a trovare un senso. Pensavo: mi prenderò una laurea, lavorerò, mi sposerò, avrò dei figli...e poi?!
Il fatto è che tutte queste cose mi sembravano vuote, prive di significato: erano solo dei passi che mi avrebbero avvicinato alla conclusione ineluttabile.
Sarà stata l'età, gli ormoni, un po' di depressione, la troppa filosofia studiata a scuola: non lo so e poco importa; quel che conta è che nulla riusciva ad entusiasmarmi.
Poi si cresce e si scopre che parole come "lavoro", "amore", "matrimonio", "figli", "vita" non sono mai vuote, sono espressione di un intero mondo, il tuo. Quello in cui finalmente trovi una dimensione.
Però...
Talvolta, quando corro troppo, i problemi mi assillano e non ho più tempo per me, torno la ragazzina di un tempo.
Sono i momenti in cui smetto di relazionarmi col mondo per paura di contagiarlo.
Il mio diario "dopo"...dopo aver desiderato di essere madre, dopo la diagnosi di infertilità, ma soprattutto dopo aver partorito una bambolotta e la sua sorellina!
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mercoledì 7 gennaio 2015
domenica 29 giugno 2014
Pensieri
Quando ho troppo da scrivere, finisce che non riesco a scrivere nulla, soprattutto se non sono di buon umore.
Così ieri ho preferito pensare.
E ho pensato alla bambolotta che cresce così in fretta, che mi procura immensa gioia ma anche un certo timore: è la paura dei distacchi che ci saranno man mano che diventerà grande.
Ho pensato a questa storia dell'allattamento che sta andando in maniera strana: abbiamo perso la poppata serale e durante le altre due la piccola fa finta di bere, per lo più gioca. Il seno sta per esplodermi, lei non prende il latte in polvere e nemmeno quello vaccino...e io mi preoccupo senza saper trovare una soluzione.
Ho pensato a mia suocera che dice al Fatalista: è il momento di fare un altro bambino. Lui non ci pensa nemmeno, ma se me lo chiedesse io che risponderei? Sarei disposta a ricominciare con gli ormoni, i monitoraggi, gli esami, le ansie, le paure. E poi il lavoro, la bambolotta. Le notti insonni e magari ancora ospedali e problemi.
Ho pensato alla mia pressione bassa che mi fa fare tanta fatica in più, ai giramenti di testa, a quanto poco bene mi sento in questi giorni.
Ho pensato a questi quasi tre mesi di lavoro e a quanto sono ritornata acida, scontrosa e odiosa: scarico tra le mura domestiche quello che non posso scaricare in azienda.
Ho pensato a come il mio fisico sia cambiato: fra due settimane dovrò mettermi in costume e mi viene da piangere.
Ho pensato che mia figlia sta per compiere un anno, ma anche il Fatalista ed io stiamo per festeggiare il primo anno da genitori.
I pensieri girano, procurano sensazioni ed emozioni.
Per trovare risposte e soluzioni servono a poco.
Così ieri ho preferito pensare.
E ho pensato alla bambolotta che cresce così in fretta, che mi procura immensa gioia ma anche un certo timore: è la paura dei distacchi che ci saranno man mano che diventerà grande.
Ho pensato a questa storia dell'allattamento che sta andando in maniera strana: abbiamo perso la poppata serale e durante le altre due la piccola fa finta di bere, per lo più gioca. Il seno sta per esplodermi, lei non prende il latte in polvere e nemmeno quello vaccino...e io mi preoccupo senza saper trovare una soluzione.
Ho pensato a mia suocera che dice al Fatalista: è il momento di fare un altro bambino. Lui non ci pensa nemmeno, ma se me lo chiedesse io che risponderei? Sarei disposta a ricominciare con gli ormoni, i monitoraggi, gli esami, le ansie, le paure. E poi il lavoro, la bambolotta. Le notti insonni e magari ancora ospedali e problemi.
Ho pensato alla mia pressione bassa che mi fa fare tanta fatica in più, ai giramenti di testa, a quanto poco bene mi sento in questi giorni.
Ho pensato a questi quasi tre mesi di lavoro e a quanto sono ritornata acida, scontrosa e odiosa: scarico tra le mura domestiche quello che non posso scaricare in azienda.
Ho pensato a come il mio fisico sia cambiato: fra due settimane dovrò mettermi in costume e mi viene da piangere.
Ho pensato che mia figlia sta per compiere un anno, ma anche il Fatalista ed io stiamo per festeggiare il primo anno da genitori.
I pensieri girano, procurano sensazioni ed emozioni.
Per trovare risposte e soluzioni servono a poco.
domenica 27 aprile 2014
Piove
Stamattina ho visto il sole ed ho fatto un paio di lavatrici; poi il sole ha iniziato ad avere un aspetto anemico; ora ci sono delle nubi insistenti...ho appena guardato il meteo e non c'è dubbio: tra poco pioverà.
E continuerà ancora domani, dopodomani e forse per tutto il resto della settimana.
Sono stufa di questo tempo, non fa che piovere.
E se penso che devo portare la bambolotta all'asilo mi viene già l'ansia: dalla macchina all'edificio ci conciamo ogni volta per le feste. In braccio ho lei, la mia borsa da lavoro, il suo zainetto, la busta con il cambio settimanale, copertina e lenzuolino: per poter reggere anche un ombrello dovrei farmi crescere un altro paio di braccia!
Povera piccola! Sono dieci giorni che le gocciola il nasino, fa fatica a respirare e domani ricomincia la settimana lavorativa. Se mi si ammala proprio ora è un bel guaio: venerdì dobbiamo farle la seconda biopsia intestinale.
Che nervi, mammamia!
E continuerà ancora domani, dopodomani e forse per tutto il resto della settimana.
Sono stufa di questo tempo, non fa che piovere.
E se penso che devo portare la bambolotta all'asilo mi viene già l'ansia: dalla macchina all'edificio ci conciamo ogni volta per le feste. In braccio ho lei, la mia borsa da lavoro, il suo zainetto, la busta con il cambio settimanale, copertina e lenzuolino: per poter reggere anche un ombrello dovrei farmi crescere un altro paio di braccia!
Povera piccola! Sono dieci giorni che le gocciola il nasino, fa fatica a respirare e domani ricomincia la settimana lavorativa. Se mi si ammala proprio ora è un bel guaio: venerdì dobbiamo farle la seconda biopsia intestinale.
Che nervi, mammamia!
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