"Mamma e papà... la casa così com'è non è abitabile: dobbiamo farci dei lavori...insomma spenderci dei soldi. Se la casa non dovesse rimanere a noi, la soluzione non ci conviene!"
"Tranquillo, figlio mio! Appena avremo risolto alcune questioni burocratiche ti doneremo l'appartamento"
Così i due sposini investirono soldi, tempo e sudore per rendere quella casa il loro nido.
Passarono gli anni e tutto rimase così com'era: della famosa donazione nessuna traccia.
Il figlio prese l'argomento e finalmente le acque si smossero; un appuntamento dal notaio, tutti d'accordo. Il giorno prima di redigere l'atto, la mamma ed il papà si presentarono dagli sposi e dichiararono di non essere più convinti della soluzione.
"Comprendeteci, non è una cosa contro di voi"
Il figlio e sua moglie compresero, perché le motivazioni addotte avevano un senso.
Ma iniziarono a pensare di andar via.
Oltre a tutti i soldi spesi nella ristrutturazione, c'erano quelli delle tasse, perché l'appartamento risultava seconda casa. Poi i lavori sostenuti per il condominio, il rifacimento di un garage di cui neanche usufruivano appieno.
Certo non avevano pagato l'affitto, ma si erano sempre sentiti ospiti in casa loro...e poi c'era la questione degli altri inquilini: maleducati, insopportabili, irrispettosi del silenzio (perfino notturno).
Così il figlio due giorni fa è andato a parlare con i genitori: ha detto loro che vogliono andar via da quel posto.
"Va bene figlio...quasi quasi affittiamo questa casa nuova dove siamo ora e veniamo ad abitare là..."
La sposa in un lampo ha capito che non avrebbe dovuto comprendere le motivazioni presentate all'epoca dai suoceri, perché forse le reali motivazioni erano altre.
Di certo un "nido" è molto meglio di una casa...