Tickers mammole.it
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lunedì 30 giugno 2014

Buonanotte!

Dopo una sana doccia ristoratrice, ho stabilito quanto segue:
- da domani torno a dieta, ché negli ultimi giorni mi sono fatta prendere la mano dalla fame nervosa e anche se in due settimane di certo non tornerò un figurino, almeno non perderò i seppur piccoli progressi fatti con le lezioni di Zumba.
- fa caldo e se non me la sento di pulire e lessare tutta la verdura che generosamente mio suocero mi scarica a casa quasi quotidianamente vuol dire che la regalerò; amen
- se il Fatalista non fa caso al porcile che lascia al suo passaggio, perché dovrei farmene carico io? Laddove manca la sua spontaneità posso sempre sforzarmi di chiedere. Stasera io ho lavato i piatti e lui li ha asciugati.
Può funzionare, basta entrare nell'ottica che non lo fa apposta, proprio non capisce. Sbaglio io a pretendere la telepatia, devo imparare a chiedere prima di fare sfuriate frustrate e frustranti
- se casa è un porcile e si presenta alla porta un'amica (come oggi pomeriggio) non mi devo vergognare o sentirmi a disagio: se non si sente a disagio l'ospite a me che importa, santa pazienza?!
- devo ricordarmi che quando non riesco a fare le cose per la mia famiglia, forse non è il caso che le faccia per gli altri: ognuno si arrangi come può
- il lavoro deve restare tra due timbri di cartellino
- tavolta far finta di ascoltare e cantarsi la sigla di Pollon nel cervello è di gran lunga più salutare che fare troppa attenzione alle chiacchiere altrui
- non devo stare troppo al pc: buonanotte a me!

domenica 29 giugno 2014

Pensieri

Quando ho troppo da scrivere, finisce che non riesco a scrivere nulla, soprattutto se non sono di buon umore.
Così ieri ho preferito pensare.
E ho pensato alla bambolotta che cresce così in fretta, che mi procura immensa gioia ma anche un certo timore: è la paura dei distacchi che ci saranno man mano che diventerà grande.
Ho pensato a questa storia dell'allattamento che sta andando in maniera strana: abbiamo perso la poppata serale e durante le altre due la piccola fa finta di bere, per lo più gioca. Il seno sta per esplodermi, lei non prende il latte in polvere e nemmeno quello vaccino...e io mi preoccupo senza saper trovare una soluzione.
Ho pensato a mia suocera che dice al Fatalista: è il momento di fare un altro bambino. Lui non ci pensa nemmeno, ma se me lo chiedesse io che risponderei? Sarei disposta a ricominciare con gli ormoni, i monitoraggi, gli esami, le ansie, le paure. E poi il lavoro, la bambolotta. Le notti insonni e magari ancora ospedali e problemi.
Ho pensato alla mia pressione bassa che mi fa fare tanta fatica in più, ai giramenti di testa, a quanto poco bene mi sento in questi giorni.
Ho pensato a questi quasi tre mesi di lavoro e a quanto sono ritornata acida, scontrosa e odiosa: scarico tra le mura domestiche quello che non posso scaricare in azienda.
Ho pensato a come il mio fisico sia cambiato: fra due settimane dovrò mettermi in costume e mi viene da piangere.
Ho pensato che mia figlia sta per compiere un anno, ma anche il Fatalista ed io stiamo per festeggiare il primo anno da genitori.
I pensieri girano, procurano sensazioni ed emozioni.
Per trovare risposte e soluzioni servono a poco.

Non è colpa mia

Il Fatalista è uno uomo senza macchie e senza colpe...qualsiasi cosa accada.
Mi potrebbe stare anche bene questo suo negare la realtà, peccato che provi a scaricare le sue responsabilità su qualcun altro.
Gira la frittata, studia la situazione da ogni punto di vista e decide chi è il possibile capro espiatorio della giornata; il più delle volte sono io.
Lo rimprovero per aver sporcato in terra? "E' stata nonnamanager"
Trovo qualcosa fuori posto? "Sono state le tue nipoti"
Dimentica le uova in macchina per otto ore sotto il sole cocente e me le riporta lesse? "E' colpa della bambina che mi ha distratto"
Insomma non è lui quello distratto, pasticcione, disattento e combinaguai: c'è sempre una ragione, anzi una persona dietro ai casini che combina, non è mai colpa sua...non direttamente.
La cosa che più mi fa andare in bestia è che non solo si crea l'alibi, ma ci crede sul serio. E guai a contraddirlo, perché diventa subito di cattivo umore; dichiara lapidario "non è come dici tu" e si chiude in un mutismo che non si sa quanto può durare, dipende dalla gravità dell'accusa.
Oggi pomeriggio siamo andati fuori città a fare spese per il mare: si è scelto un pantaloncino e si è infilato nel camerino di prova. Io sono rimasta lì vicino: avevo il carrello pieno di roba  e stavo dando la merenda alla bambolotta. Lui è uscito e mi ha chiesto come gli stesse il pantalone:
"Bene, proprio bene! Quanto costa?"
"Otto euro!"
"Senti, allora se ci sono altri colori prendine anche un altro, che dici?"
"Si hai ragione ora vado!"
E si è diretto verso il reparto. Io l'ho seguito, abbiamo scelto il secondo pantaloncino: inutile provarlo, bastava scegliere la stessa taglia del primo. Così mi fa:
"Tu hai finito?"
"Sì, ho preso tutto"
"Allora andiamo a pagare?.....Oddio! E il mio marsupio?!"
Guardo nel carrello, sposto la montagna di roba:
"Marito, nel carrello non c'è niente! Non è che l'hai lasciato nello spogliatoio?"
Ci fiondiamo di corsa: nello spogliatoio non c'è nulla, ma poco dopo la commessa ci rassicura dicendoci che l'ha ritrovato e portato all'ingresso.
Stavo appunto per fargli notare la sua distrazione che lui esordisce:
"Ma come ti è venuto di seguirmi! Io ti avevo lasciato vicino agli spogliatoi e tu prendi e te ne vieni appresso a me!"
"Mo vuoi vedere che è colpa mia?! Perché mi avevi avvertita di aver lasciato il marsupio lì...o te ne sei completamente dimenticato?!"
Nel frattempo recuperiamo borsellino e documenti, paghiamo e prima di uscire mi incaponisco:
"Ora devi ammettere che è stata colpa tua, che io non c'entro proprio niente!"
"Non è così, ma non ne voglio parlare"
Faceva troppo caldo per strozzarlo.
Certe volte sembra più grande la bambolotta che il padre.

venerdì 27 giugno 2014

Come un cagnolino

E' successo, finalmente!
La bambolotta gattonaaaaaaaaaaaaaa!
E' accaduto oggi pomeriggio, grazie anche alla pazienza di nonnamanager: le ho mollate nel salone, la piccola sul suo tappeto e la grande sul divano; io dovevo terminare le faccende di casa con F.
Quando sono rientrata mia madre mi ha detto:
"Guarda!..." e ha lanciato Matilde lontano dal tappeto "...bambolotta prendi Matilde e riportala a nonna"
Stavo per ribattere inorridita ma che l'hai scambiata per un cane?! quando ho visto mia figlia sporgersi in avanti, puntare mani e ginocchia e correre veloce come un topolino dalla sua orsetta, afferrarla ed affondarci la faccia felice per poi porgerla a nonnamanager.
Sono stata presa alla sprovvista, non ci potevo credere!
"Mamma come hai fatto?!"
"Con un po' di pazienza: le allontanavo gli oggetti che desiderava e la incitavo a non aver paura di cadere...anche se io la paura ce l'ho...anzi ora guardala tu che ho il terrore che sbatta la faccia per terra!"
-_-''
Quando è tornato il Fatalista abbiamo fatto la sorpresa anche a lui: ha iniziato a girare video tutto agitato, mi ha rimproverato di non aver pensato ad immortalare i suoi primissimi gattonamenti.
Poi ha detto:
"Aveva ragione la maestra: mi ha detto che stamattina la bambolotta ha gattonato, ma non ci ho creduto!"
"Nonò! Alla bambina ho insegnato io a gattonare!" ha risposto nonnamanager prontamente.
Chissà! Sappiamo soltanto che fino a ieri mia figlia assumeva una posizione a metà fra il gattonamento e la camminata: praticamente appoggiava entrambe le manine in avanti, il ginocchio sinistro correttamente per terra, solo che faceva perno sul piede destro tentando di alzarsi, con scarsi risultati di spostamento.
Tornando a questo pomeriggio: dopo la rivelazione ho provato a farla gattonare dal salone alla cucina...a ripensarci l'ho trattata davvero come un cagnolino, perché le ho messo il suo piattino con la pappa per terra per attirarla!
Ha funzionato alla grande!
La bambolotta era così felice che non voleva andare a nanna: ha superato di molto il suo solito orario, per poi finire distrutta e con le ginocchia arrossate fra le zampine pelose della sua adorata Matilde.