Una sorellina ad un fratellino nella sala d'attesa del pediatra della bambolotta:
"Di' alla signora che classe fai!"
"Faccio la prima...e tu sorella? che classe fai?"
"Io la terza!"
"E dopo?"
"La quarta!"
"Ho capito! Poi la quinta, la sesta..."
"No! La sesta no! Poi la prima media!"
"E dopo la prima media?"
"La seconda, e la terza. Poi le superiori e l'Università!"
"E poi?"
"Poi basta! Torniamo a casa."
Il mio diario "dopo"...dopo aver desiderato di essere madre, dopo la diagnosi di infertilità, ma soprattutto dopo aver partorito una bambolotta e la sua sorellina!
Visualizzazione post con etichetta bambini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bambini. Mostra tutti i post
giovedì 6 novembre 2014
sabato 19 luglio 2014
Gas
Un tempo riempivo una minivaligia e partivo.
In viaggio di nozze, a dicembre inoltrato, tra l'Africa e l'Italia, tra l'estate e l'inverno e doppio cambio (invernale ed estivo), abbiamo viaggiato con due trolley (uno a testa per il Fatalista e me) che non abbiamo dovuto neanche imbarcare in aereo.
Stamattina sono qui, davanti al pc che prendo tempo (e ne perdo).
Muovermi fra le infinità di buste e cianfrusaglie che affollano il corridoio prima della partenza mi mette terribilmente a disagio. E devo ancora preparare i bagagli veri, quelli con i vestiti, le scarpe, i costumi, ecc...
I bambini sono espansivi come il gas: occupano tutto lo spazio a loro disposizione...e anche più!
In viaggio di nozze, a dicembre inoltrato, tra l'Africa e l'Italia, tra l'estate e l'inverno e doppio cambio (invernale ed estivo), abbiamo viaggiato con due trolley (uno a testa per il Fatalista e me) che non abbiamo dovuto neanche imbarcare in aereo.
Stamattina sono qui, davanti al pc che prendo tempo (e ne perdo).
Muovermi fra le infinità di buste e cianfrusaglie che affollano il corridoio prima della partenza mi mette terribilmente a disagio. E devo ancora preparare i bagagli veri, quelli con i vestiti, le scarpe, i costumi, ecc...
I bambini sono espansivi come il gas: occupano tutto lo spazio a loro disposizione...e anche più!
lunedì 14 luglio 2014
Il morso contagioso
La bambolotta mette tutto in bocca: è normale, è l'età, è il modo che utilizza per scoprire il mondo che la circonda. Ok.
Però la bambolotta ha anche delle zanne da vampiretta, un molare già completamente cresciuto ed altri tre in procinto di spuntare...quasi contemporaneamente, per la sua e mia disperazione!
Questo particolare, unito alla consapevolezza di ciò che si può portare alla bocca e ciò che non si deve assolutamente assaggiare ci porta allo scontro diretto quotidiano. Perché mia figlia mi sfida: si assicura che la stia guardando, porta l'oggetto alla bocca lentamente, continuando a fissarmi mentre mi irrigidisco, e quando scatta il mio "no! non ti azzardare che te lo tolgo, lo sai che quello non lo devi mettere in bocca!" lei ride e scappa gattonando velocemente e pericolosamente con una mano occupata dal corpo del reato.
La scenetta si ripete un paio di volte, finché mantengo la mia promessa e le tolgo il tesoro di mano.
Lei mi urla parole incomprensibili (ma perfettamente intuibili... giuro!), afferra qualche altra cosa proibita e ricomincia peggio di prima.
Quello che più mi dà ansia è il benedetto tappeto componibile, che lei adora scomporre. Ha una consistenza gommosa che l'attira, soprattutto per il fastidio ai denti. Solo che ho timore che riesca a strapparne dei pezzi e che corra il rischio di soffocare.
Così, oggi pomeriggio, come tutti i pomeriggi, è iniziato il braccio di ferro fra una mamma stanca e nervosa e la sua bimba determinata e testarda.
Non sono stata al gioco per molto: l'ho rimproverata la prima volta, l'ho guardata storta la seconda, poi mi sono seduta sul divano, abbastanza vicino a lei facendole pesare il mio sguardo da controllore, ed al primo accenno di morsi al triangolino della "A" del tappeto le ho tolto l'affare di mano.
Mi ha guardato severa, ha gattonato fino al divano, ha tentato di sollevarsi in piedi attaccandosi alle mie gambe e...proprio mentre pensavo che volesse recuperare quanto le avevo sottratto, mi ha morso!
Sorpresa in un modo indescrivibile, le ho sollevato il viso e le ho detto:
"Non si fa! Non si morde la mamma...non si morde nessuno! Stai facendo la monella, sono proprio arrabbiata!"
Così mi sono beccata il secondo morso, sulla gamba come il primo, ma ben assestato stavolta!
Non so che sguardo mi è venuto fuori sinceramente, però si è messa a piangere e dopo un po' l'ho presa per consolarla.
Sono rimasta spiazzata, l'ho raccontato a nonnamanager quando è venuta a trovarci ed anche lei non si spiegava il comportamento aggressivo della bambolotta:
"Sarà stato un riflesso dovuto al fastidio dei denti..."
"No, mamma! Ti assicuro che mi ha morsa con l'intenzione di farlo!"
"Ma dai! Tu esageri!"
Evabbè, facciamo che hai ragione tu, il che mi tranquillizza pure!
Quando è rientrato il Fatalista dal lavoro, mentre mi aggiornava sulla giornata trascorsa, mi ha detto:
"Ah! Stavo dimenticandomi: la maestra mi ha detto che Roberta ha morso la bambolotta ad una mano oggi, se trovi dei segni è per quello"
"Povera! e lei come ha reagito?!"
"No, non ha reagito: si è messa a piangere, era inconsolabile"
Roberta è una sua compagna di nido più grande e terribilissima: il giorno che l'ho conosciuta aveva un occhio nero e la sua fama l'aveva preceduta.
Deve essere una baby licantropa perché i suoi morsi sono contagiosi.
Però la bambolotta ha anche delle zanne da vampiretta, un molare già completamente cresciuto ed altri tre in procinto di spuntare...quasi contemporaneamente, per la sua e mia disperazione!
Questo particolare, unito alla consapevolezza di ciò che si può portare alla bocca e ciò che non si deve assolutamente assaggiare ci porta allo scontro diretto quotidiano. Perché mia figlia mi sfida: si assicura che la stia guardando, porta l'oggetto alla bocca lentamente, continuando a fissarmi mentre mi irrigidisco, e quando scatta il mio "no! non ti azzardare che te lo tolgo, lo sai che quello non lo devi mettere in bocca!" lei ride e scappa gattonando velocemente e pericolosamente con una mano occupata dal corpo del reato.
La scenetta si ripete un paio di volte, finché mantengo la mia promessa e le tolgo il tesoro di mano.
Lei mi urla parole incomprensibili (ma perfettamente intuibili... giuro!), afferra qualche altra cosa proibita e ricomincia peggio di prima.
Quello che più mi dà ansia è il benedetto tappeto componibile, che lei adora scomporre. Ha una consistenza gommosa che l'attira, soprattutto per il fastidio ai denti. Solo che ho timore che riesca a strapparne dei pezzi e che corra il rischio di soffocare.
Così, oggi pomeriggio, come tutti i pomeriggi, è iniziato il braccio di ferro fra una mamma stanca e nervosa e la sua bimba determinata e testarda.
Non sono stata al gioco per molto: l'ho rimproverata la prima volta, l'ho guardata storta la seconda, poi mi sono seduta sul divano, abbastanza vicino a lei facendole pesare il mio sguardo da controllore, ed al primo accenno di morsi al triangolino della "A" del tappeto le ho tolto l'affare di mano.
Mi ha guardato severa, ha gattonato fino al divano, ha tentato di sollevarsi in piedi attaccandosi alle mie gambe e...proprio mentre pensavo che volesse recuperare quanto le avevo sottratto, mi ha morso!
Sorpresa in un modo indescrivibile, le ho sollevato il viso e le ho detto:
"Non si fa! Non si morde la mamma...non si morde nessuno! Stai facendo la monella, sono proprio arrabbiata!"
Così mi sono beccata il secondo morso, sulla gamba come il primo, ma ben assestato stavolta!
Non so che sguardo mi è venuto fuori sinceramente, però si è messa a piangere e dopo un po' l'ho presa per consolarla.
Sono rimasta spiazzata, l'ho raccontato a nonnamanager quando è venuta a trovarci ed anche lei non si spiegava il comportamento aggressivo della bambolotta:
"Sarà stato un riflesso dovuto al fastidio dei denti..."
"No, mamma! Ti assicuro che mi ha morsa con l'intenzione di farlo!"
"Ma dai! Tu esageri!"
Evabbè, facciamo che hai ragione tu, il che mi tranquillizza pure!
Quando è rientrato il Fatalista dal lavoro, mentre mi aggiornava sulla giornata trascorsa, mi ha detto:
"Ah! Stavo dimenticandomi: la maestra mi ha detto che Roberta ha morso la bambolotta ad una mano oggi, se trovi dei segni è per quello"
"Povera! e lei come ha reagito?!"
"No, non ha reagito: si è messa a piangere, era inconsolabile"
Roberta è una sua compagna di nido più grande e terribilissima: il giorno che l'ho conosciuta aveva un occhio nero e la sua fama l'aveva preceduta.
Deve essere una baby licantropa perché i suoi morsi sono contagiosi.
venerdì 11 luglio 2014
Guarda ed impara
Ieri sera c'è stata la festa della nipotina grande, anche se il suo compleanno è stato qualche giorno fa.
Cinque anni. Cinque.
Io stento a crederci che siano trascorsi così in fretta!
Ricordo tutto di quel giorno magico, forse ho impressi nella mente più dettagli della sua nascita che di quella della bambolotta (quando sei in travaglio il tempo scorre in maniera confusa e la stanchezza fa il resto).
E' stato il giorno in cui sono diventata zia, in cui mia sorella ha smesso di essere la mia peggior nemica per diventare colei che mi aveva fatto il dono più grande che avessi mai ricevuto: una nipotina, un batuffolo rosa minuscolo da cui non mi sarei voluta staccare un attimo!
Non ero ancora sposata, eppure quella bambina mi sembrava un po' anche mia!
Quando è nata la seconda nipotina, il Fatalista ed io eravamo in viaggio di nozze: avevamo rimandato la partenza di una settimana, perché mia sorella era già oltre il termine il giorno del mio matrimonio ed eravamo certi che sarebbe nata prima...invece quella monella non ne voleva sapere, così mi sono persa i momenti cruciali della sua venuta al mondo.
Sono due bambine adorabili, diverse l'una dall'altra come lo siamo state mia sorella ed io.
La bambolotta è innamorata di entrambe, sono le due persone che le danno più gioia nell'universo e lo manifesta con versi, gesti e sorrisi!
Ieri guardavo le mie nipotine: bellissime e felici, attorniate dagli amichetti e dai parenti ed ho pensato che il giorno in cui sono nate, sono diventata un po' mamma anch'io.
In particolare con la grande e non perché l'abbia vista nascere; ma perché con lei ho scoperto l'apprensione tipica delle madri, quella che scatta quando un bimbo ha dei problemi seri, che vanno affrontati in fretta, con l'aiuto di tutti.
Mia nipote grande ha cinque anni: parla, ride, canta e vive come qualsiasi bambina della sua età.
Eppure è nata sorda. Aveva pochi mesi quando ci hanno comunicato che era affetta da sordità profonda bilaterale, dieci mesi quando l'hanno operata per metterle l'impianto cocleare. Solo allora ha sentito la voce della sua mamma per la prima volta.
Nessun caso di sordità nella nostra famiglia, nessuno in quella di mio cognato: due portatori sani dello stesso gene si incontrano e... patatrack! Panico, sconcerto, disperazione.
Ogni famiglia ha i suoi problemi. Ma come dice mia sorella: "Se abbiamo risolto il problema di mia figlia, figurati se non risolviamo quello della bambolotta!"
Quando mi prende qualche momento di sconforto, guardo la nipotina grande e mi ricordo di quale miracolo siano i bambini, quanta capacità di ripresa abbiano, quanta forza e determinazione.
Guardo ed imparo.
Perché noi genitori non abbiamo bisogno di modelli a cui ispirarci, impariamo dai nostri figli molto più di quanto insegniamo loro.
Cinque anni. Cinque.
Io stento a crederci che siano trascorsi così in fretta!
Ricordo tutto di quel giorno magico, forse ho impressi nella mente più dettagli della sua nascita che di quella della bambolotta (quando sei in travaglio il tempo scorre in maniera confusa e la stanchezza fa il resto).
E' stato il giorno in cui sono diventata zia, in cui mia sorella ha smesso di essere la mia peggior nemica per diventare colei che mi aveva fatto il dono più grande che avessi mai ricevuto: una nipotina, un batuffolo rosa minuscolo da cui non mi sarei voluta staccare un attimo!
Non ero ancora sposata, eppure quella bambina mi sembrava un po' anche mia!
Quando è nata la seconda nipotina, il Fatalista ed io eravamo in viaggio di nozze: avevamo rimandato la partenza di una settimana, perché mia sorella era già oltre il termine il giorno del mio matrimonio ed eravamo certi che sarebbe nata prima...invece quella monella non ne voleva sapere, così mi sono persa i momenti cruciali della sua venuta al mondo.
Sono due bambine adorabili, diverse l'una dall'altra come lo siamo state mia sorella ed io.
La bambolotta è innamorata di entrambe, sono le due persone che le danno più gioia nell'universo e lo manifesta con versi, gesti e sorrisi!
Ieri guardavo le mie nipotine: bellissime e felici, attorniate dagli amichetti e dai parenti ed ho pensato che il giorno in cui sono nate, sono diventata un po' mamma anch'io.
In particolare con la grande e non perché l'abbia vista nascere; ma perché con lei ho scoperto l'apprensione tipica delle madri, quella che scatta quando un bimbo ha dei problemi seri, che vanno affrontati in fretta, con l'aiuto di tutti.
Mia nipote grande ha cinque anni: parla, ride, canta e vive come qualsiasi bambina della sua età.
Eppure è nata sorda. Aveva pochi mesi quando ci hanno comunicato che era affetta da sordità profonda bilaterale, dieci mesi quando l'hanno operata per metterle l'impianto cocleare. Solo allora ha sentito la voce della sua mamma per la prima volta.
Nessun caso di sordità nella nostra famiglia, nessuno in quella di mio cognato: due portatori sani dello stesso gene si incontrano e... patatrack! Panico, sconcerto, disperazione.
Ogni famiglia ha i suoi problemi. Ma come dice mia sorella: "Se abbiamo risolto il problema di mia figlia, figurati se non risolviamo quello della bambolotta!"
Quando mi prende qualche momento di sconforto, guardo la nipotina grande e mi ricordo di quale miracolo siano i bambini, quanta capacità di ripresa abbiano, quanta forza e determinazione.
Guardo ed imparo.
Perché noi genitori non abbiamo bisogno di modelli a cui ispirarci, impariamo dai nostri figli molto più di quanto insegniamo loro.
![]() |
| Cuginetta grande e bambolotta |
Iscriviti a:
Post (Atom)
