"Fortunataaaa! Fortunata: guardaaaa! Che belloooo!"
"..."
"Finalmenteeeee!"
"..."
"Hai vistoooo?!"
"Cosa marito?"
"Stasera danno I DUE SUPERPIEDI QUASI PIATTI!!!"
Non ce la posso fare...non dopo una domenica così...
Il mio diario "dopo"...dopo aver desiderato di essere madre, dopo la diagnosi di infertilità, ma soprattutto dopo aver partorito una bambolotta e la sua sorellina!
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domenica 15 marzo 2015
sabato 14 marzo 2015
Domenica bestiale
Domani lavoro.
Lo immaginavo...era prevedibile in questo periodo.
Eppure mi pesa da morire: la domenica è il solo giorno in cui riesco a prendere un po' di fiato!
Tutto sommato oggi sono riuscita a fare quasi tutto quello che dovevo...ma la bambolotta ha patito un po' il fatto che non potessi dedicarle troppe attenzioni. Mi cercava, voleva essere presa in braccio: finora non me lo aveva mai chiesto...deve aver pensato che fosse il solo modo per fermarmi...!!!
Amore mio, se potessi, ti porterei con me domani! Mi farò perdonare con tanto solletico e le pernacchie che ti fanno ridere a crepapelle!
Lo immaginavo...era prevedibile in questo periodo.
Eppure mi pesa da morire: la domenica è il solo giorno in cui riesco a prendere un po' di fiato!
Tutto sommato oggi sono riuscita a fare quasi tutto quello che dovevo...ma la bambolotta ha patito un po' il fatto che non potessi dedicarle troppe attenzioni. Mi cercava, voleva essere presa in braccio: finora non me lo aveva mai chiesto...deve aver pensato che fosse il solo modo per fermarmi...!!!
Amore mio, se potessi, ti porterei con me domani! Mi farò perdonare con tanto solletico e le pernacchie che ti fanno ridere a crepapelle!
lunedì 10 novembre 2014
L'età per giocare
Cuginetta grande è partita per il nord con i suoi genitori, per il solito controllo di routine: "la messa a punto" delle sue orecchie bioniche.
Cuginetta piccola è rimasta con nonnamanager e nonnomarziano, ma passa molto tempo con la bambolotta. Per farla distrarre dalla lontananza della sorellina e di mamma e papà, abbiamo pensato di portare le piccine in una ludoteca, dove farle scatenare e divertire a suon di musica su e giù per i gonfiabili, gli scivoli, gli elastici, ecc.
Così ieri pomeriggio ho scoperto che la bambolotta non ha paura di nulla, non teme il pericolo, si avventura come i bimbi grandi da qualunque parte, felice e scatenata come non mai!
Il Fatalista si è sacrificato e l'ha accompagnata nel recinto.
Tempo cinque minuti ed il marito era zuppo di sudore e litigava con i bimbi più grandi come se avesse la loro età...mentre io ero impegnata a fare foto da mandare a mia sorella, per tranquillizzarla sulla serenità di cuginetta piccola.

Mentre scattavo le foto pensavo:
Ma che ci è entrato a fare il Fatalista nella vasca delle palline??? E poi...perché portare una bimba così piccola sullo scivolo grande quando si diverte già abbastanza sul quello piccolo???
Ho lasciato il telefono, ho tolto le scarpe e sono andata a giocare anch'io.
Cuginetta piccola è rimasta con nonnamanager e nonnomarziano, ma passa molto tempo con la bambolotta. Per farla distrarre dalla lontananza della sorellina e di mamma e papà, abbiamo pensato di portare le piccine in una ludoteca, dove farle scatenare e divertire a suon di musica su e giù per i gonfiabili, gli scivoli, gli elastici, ecc.
Così ieri pomeriggio ho scoperto che la bambolotta non ha paura di nulla, non teme il pericolo, si avventura come i bimbi grandi da qualunque parte, felice e scatenata come non mai!
Il Fatalista si è sacrificato e l'ha accompagnata nel recinto.
Tempo cinque minuti ed il marito era zuppo di sudore e litigava con i bimbi più grandi come se avesse la loro età...mentre io ero impegnata a fare foto da mandare a mia sorella, per tranquillizzarla sulla serenità di cuginetta piccola.

Mentre scattavo le foto pensavo:
Ma che ci è entrato a fare il Fatalista nella vasca delle palline??? E poi...perché portare una bimba così piccola sullo scivolo grande quando si diverte già abbastanza sul quello piccolo???
Ho lasciato il telefono, ho tolto le scarpe e sono andata a giocare anch'io.
lunedì 13 ottobre 2014
Gelato
Ieri è stata una domenica calda e assolata e gran parte degli amici e conoscenti sono andati a trascorrerla al mare.
Nel primo pomeriggio la bambolotta si è svegliata alle tre, dopo una pennichella lampo, nervosa e più stanca di prima. Il Fatalista ha tentato di distrarla giocando con lei, ma la piccola era troppo insofferente.
"Fortunata, che ne diresti se uscissimo a prendere un gelato?"
"Va bene...sai che faccio? Evito di dare la merenda alla bambina, così le facciamo assaggiare un po' di gelato nella coppetta...del buon gelato artigianale non le farà male, no?!"
Così siamo usciti: abbiamo fatto prima un giro a piedi nel centro storico deserto, in attesa che aprisse l'unico bar dove posso mangiare il gelato.
La bambolotta si è esercitata a camminare tenendomi la mano e chinandosi a raccogliere qualsiasi schifezza attirasse la sua attenzione, dalle cicche alle cacche di cane.
Finalmente abbiamo raggiunto il bar.
"Ciao Signorgelato! E' da tempo che non ci vediamo...vorrei far assaggiare il gelato alla bambolotta, che gusto mi proponi?"
"Fiordilatte!"
"No...il Fatalista ha detto che una volta ha provato a darglielo e lei non ha gradito...e la cremolata non andrebbe bene?"
"C'è un po' di liquore dentro...meglio se proviamo con un gusto alla frutta, signora..."
"Giusto: una coppetta di melone che piace tanto al marito ed un cono cremolata e cioccolato senza glutine per me"
Abbiamo fatto sedere la piccola peste (un po' spaesata dall'essere in un luogo sconosciuto) ed il Fatalista ha cominciato a farle assaggiare il suo gelato sulla punta del cucchiaino.
La piccina è tornata immediatamente di buon umore, ma aveva fretta di mangiare e mal sopportava il tempo fra una cucchiaiata e l'altra...così il povero marito non aveva modo di mangiare il suo gelato perché la bambolotta reclamava il cucchiaino!
Poi la furbetta ha visto me...anzi il mio cono; e mi ha supplicato con lo sguardo, i gesti ed il suo linguaggio extraterrestre di farglielo assaggiare.
Che potevo fare?!
Alla prima leccata di cremolata si è illuminata, ha fatto un sorriso da orecchio ad orecchio poi ha infilato entrambi gli indici nelle guanciotte facendo il segno di "bbbbuoooonoooooo!"
Siamo scoppiati a ridere: era così buffa tutta sporca e felice!
Ovviamente poi è stata la volta del cioccolato, che ha gradito infinitamente.
Non ho saputo dirle di no. Ha continuato a mangiare i nostri gelati a suo piacimento finché non ha addentato la cialda croccante del cono...a quel punto è impazzita dalla gioia, si è sprecata in esclamazioni di piacevole stupore indescrivibili, attirando gli sguardi ed i sorrisi di tutti i presenti!
"Bella di mamma, guarda...ti voglio mostrare una cosa: lo vedi quel signore lì? E' lui che ha fatto questi gelati..."
La bambolotta gli ha sorriso...ed ha iniziato a mandargli baci volanti a raffica!!!
Beh! Quando uno merita, merita....
Nel primo pomeriggio la bambolotta si è svegliata alle tre, dopo una pennichella lampo, nervosa e più stanca di prima. Il Fatalista ha tentato di distrarla giocando con lei, ma la piccola era troppo insofferente.
"Fortunata, che ne diresti se uscissimo a prendere un gelato?"
"Va bene...sai che faccio? Evito di dare la merenda alla bambina, così le facciamo assaggiare un po' di gelato nella coppetta...del buon gelato artigianale non le farà male, no?!"
Così siamo usciti: abbiamo fatto prima un giro a piedi nel centro storico deserto, in attesa che aprisse l'unico bar dove posso mangiare il gelato.
La bambolotta si è esercitata a camminare tenendomi la mano e chinandosi a raccogliere qualsiasi schifezza attirasse la sua attenzione, dalle cicche alle cacche di cane.
Finalmente abbiamo raggiunto il bar.
"Ciao Signorgelato! E' da tempo che non ci vediamo...vorrei far assaggiare il gelato alla bambolotta, che gusto mi proponi?"
"Fiordilatte!"
"No...il Fatalista ha detto che una volta ha provato a darglielo e lei non ha gradito...e la cremolata non andrebbe bene?"
"C'è un po' di liquore dentro...meglio se proviamo con un gusto alla frutta, signora..."
"Giusto: una coppetta di melone che piace tanto al marito ed un cono cremolata e cioccolato senza glutine per me"
Abbiamo fatto sedere la piccola peste (un po' spaesata dall'essere in un luogo sconosciuto) ed il Fatalista ha cominciato a farle assaggiare il suo gelato sulla punta del cucchiaino.
La piccina è tornata immediatamente di buon umore, ma aveva fretta di mangiare e mal sopportava il tempo fra una cucchiaiata e l'altra...così il povero marito non aveva modo di mangiare il suo gelato perché la bambolotta reclamava il cucchiaino!
Poi la furbetta ha visto me...anzi il mio cono; e mi ha supplicato con lo sguardo, i gesti ed il suo linguaggio extraterrestre di farglielo assaggiare.
Che potevo fare?!
Alla prima leccata di cremolata si è illuminata, ha fatto un sorriso da orecchio ad orecchio poi ha infilato entrambi gli indici nelle guanciotte facendo il segno di "bbbbuoooonoooooo!"
Siamo scoppiati a ridere: era così buffa tutta sporca e felice!
Ovviamente poi è stata la volta del cioccolato, che ha gradito infinitamente.
Non ho saputo dirle di no. Ha continuato a mangiare i nostri gelati a suo piacimento finché non ha addentato la cialda croccante del cono...a quel punto è impazzita dalla gioia, si è sprecata in esclamazioni di piacevole stupore indescrivibili, attirando gli sguardi ed i sorrisi di tutti i presenti!
"Bella di mamma, guarda...ti voglio mostrare una cosa: lo vedi quel signore lì? E' lui che ha fatto questi gelati..."
La bambolotta gli ha sorriso...ed ha iniziato a mandargli baci volanti a raffica!!!
Beh! Quando uno merita, merita....
lunedì 23 giugno 2014
Perdi tempo
Arriva il fine settimana e le mie aspettative sono sempre alte, troppo.
So che le cose da fare e a cui star dietro sono tante, così il sabato mi ammazzo di fatica sperando di ricavare del tempo libero la domenica; ma fallisco.
E dire che sono un tipo attivo, dormo pochissimo anche a causa della bambolotta e recupero molte ore dal sonno perso.
Ieri mattina mi sono svegliata all'alba, prima tappa: tre lavatrici e panni da smacchiare della bambina.
Poi ho preparato la pasta al forno e ho lavato la caterva di piatti che si erano accumulati dalla colazione.
Allatta la bambina, lavala e vestila, dalle un po' di frutta. Rassetta la stanza da letto e metti in ordine tutto quello che il Fatalista ha lasciato in giro...si sono fatte le 11.00.
Che faccio? Vado a messa?...con tutte le cose che ho da fare, mannaggia! Cosa è più importante? La messa: vado!
Il marito esce a fare un giro con la bambolotta e io mi precipito in chiesa (in ritardo come sempre, prima o poi il parroco mi caccia!)
Ore 12.00: preparo il pranzo alla figlia e le dedico un'ora di teatrino per convincerla a mangiare, poi la metto a nanna per il riposino pomeridiano. Pranzo con il marito, lui va a stravaccarsi sul divano per la pennichella e io lavo i piatti e inizio a preparare le verdure per il brodino della bambina.
Il Fatalista si alza, si fa il caffè e decide di non uscire più a mangiare la pizza per cena.
Io organizzo la cena, intanto si sveglia la bambolotta, metto a cucinare il brodo e tutti insieme appassionatamente scendiamo in garage: dobbiamo provare a montare il portapacchi ed il portabiciclette sull'auto, perché non vogliamo sgradite sorprese il giorno in cui partiremo per le vacanze.
Un'ora di puro delirio tra una bambina urlante ed un marito incapace!
Riallatta la figlia e dalle la merendina; depilati sopracciglia e ascelle...il minimo indispensabile per non sembrare un cespuglio tutta la settimana!
Prepara la borsa del lavoro e quella del nido, ritira i panni.
Ore 19.00: prima cena la bambolotta, poi tocca a noi.
Lavo i piatti e penso che sono distrutta, che secondo il mio programma avrei dovuto ancora stirare e lavare a terra in cucina...meno male che la spesa l'ho fatta ieri, mentre il marito e la figlia riposavano: che siano benedetti i supermercati dall'orario continuato!
Mi lavo i capelli, faccio un giro in internet e si è fatta mezzanotte.
5.30/24.00...quante ore sono? Tante...eppure così poche!
"Fatalista, ma com'è che oggi non sono riuscita a fare tutto quello che dovevo, e non mi sono fermata un attimo?!"
"E tu perdi tempo a messa...!"
So che le cose da fare e a cui star dietro sono tante, così il sabato mi ammazzo di fatica sperando di ricavare del tempo libero la domenica; ma fallisco.
E dire che sono un tipo attivo, dormo pochissimo anche a causa della bambolotta e recupero molte ore dal sonno perso.
Ieri mattina mi sono svegliata all'alba, prima tappa: tre lavatrici e panni da smacchiare della bambina.
Poi ho preparato la pasta al forno e ho lavato la caterva di piatti che si erano accumulati dalla colazione.
Allatta la bambina, lavala e vestila, dalle un po' di frutta. Rassetta la stanza da letto e metti in ordine tutto quello che il Fatalista ha lasciato in giro...si sono fatte le 11.00.
Che faccio? Vado a messa?...con tutte le cose che ho da fare, mannaggia! Cosa è più importante? La messa: vado!
Il marito esce a fare un giro con la bambolotta e io mi precipito in chiesa (in ritardo come sempre, prima o poi il parroco mi caccia!)
Ore 12.00: preparo il pranzo alla figlia e le dedico un'ora di teatrino per convincerla a mangiare, poi la metto a nanna per il riposino pomeridiano. Pranzo con il marito, lui va a stravaccarsi sul divano per la pennichella e io lavo i piatti e inizio a preparare le verdure per il brodino della bambina.
Il Fatalista si alza, si fa il caffè e decide di non uscire più a mangiare la pizza per cena.
Io organizzo la cena, intanto si sveglia la bambolotta, metto a cucinare il brodo e tutti insieme appassionatamente scendiamo in garage: dobbiamo provare a montare il portapacchi ed il portabiciclette sull'auto, perché non vogliamo sgradite sorprese il giorno in cui partiremo per le vacanze.
Un'ora di puro delirio tra una bambina urlante ed un marito incapace!
Riallatta la figlia e dalle la merendina; depilati sopracciglia e ascelle...il minimo indispensabile per non sembrare un cespuglio tutta la settimana!
Prepara la borsa del lavoro e quella del nido, ritira i panni.
Ore 19.00: prima cena la bambolotta, poi tocca a noi.
Lavo i piatti e penso che sono distrutta, che secondo il mio programma avrei dovuto ancora stirare e lavare a terra in cucina...meno male che la spesa l'ho fatta ieri, mentre il marito e la figlia riposavano: che siano benedetti i supermercati dall'orario continuato!
Mi lavo i capelli, faccio un giro in internet e si è fatta mezzanotte.
5.30/24.00...quante ore sono? Tante...eppure così poche!
"Fatalista, ma com'è che oggi non sono riuscita a fare tutto quello che dovevo, e non mi sono fermata un attimo?!"
"E tu perdi tempo a messa...!"
domenica 30 marzo 2014
Domenica mattina
Il mio datore di lavoro mi ha dato appuntamento alle 10.00 in sede legale: un appartamento anonimo in una stradina periferica della città.
E' domenica, ma almeno mi sono risparmiata il viaggio per raggiungere lo stabilimento.
Al citofono non ha risposto nessuno, e sono rientrata in macchina sospirando: sono abituata ai ritardi del boss, una volta mi ha detto di trattenermi in ufficio perché sarebbe arrivato nel giro di una mezz'ora e doveva mettermi al corrente di una cosa importante. Gli mancavano 400 km! Meno male che l'autista è riuscito a mandarmi un sms, altrimenti passavo la notte in azienda. Quando il giorno dopo gli ho chiesto cosa dovesse dirmi di tanto importante, ho scoperto che si trattava di una stupidata, una di quelle cose che si scrivono con tre parole via sms...gli avrei lanciato dietro il faldone che avevo in mano!
Prima di Dio e della famiglia c'è la fedeltà all'azienda e va dimostrata. Per dimostrarlo non è necessario lavorare, ma trascorrere più tempo possibile sul luogo di lavoro, sacrificando tutto il resto. Ad esempio non è il caso di far sapere che trovi il tempo di andare in palestra: è un'ora di straordinario non pagato che togli all'azienda. Ci sono personaggi che vivono (a volte dormono) in stabilimento e non fanno più di tre ore al giorno di lavoro: cazzeggiano dalla mattina alla sera. In genere si tratta di spie, venerate e strapagate, che colpiscono i dipendenti a seconda delle antipatie che li affliggono.
Ritornando alla mia prevista attesa, capita l'antifona, mi sono chiusa in macchina ad aspettare.
Ho armeggiato un po' col telefonino, ho mandato un sms al boss per avvisarlo che ero arrivata, ho chiamato mio marito, ho fatto un solitario...mi sono sentita osservata: un tizio in una macchina fissava insistentemente la mia targa. Ha fatto il giro, mi è passato affianco e finalmente l'ho riconosciuto: era un inquilino del palazzo dove abito. Avrà sicuramente pensato "che diavolo ci fa questa da sola in macchina in questo posto nascosto?". Non ho fatto in tempo a salutarlo, la cosa gli sarà parsa ancora più sospetta.
Il boss è arrivato con circa un'ora di ritardo, non male tutto sommato.
Questa domenica mattina mi ha donato alcune certezze:
- non avrò l'aspettativa di tre mesi
- tra due settimane rientro al lavoro
- il mio orario sarà ridotto grazie all'allattamento (al part-time non ho proprio accennato...per ora)
- il mio nuovo ruolo prevede uno stretto contatto con le spie di cui sopra
- quando partirò per seguire la bambolotta in ospedale, saranno giorni che scaleranno dalle ferie; di conseguenza...
- difficilmente potrò portare la bambolotta al mare
- da domani mio marito sarà additato come cornuto
E' domenica, ma almeno mi sono risparmiata il viaggio per raggiungere lo stabilimento.
Al citofono non ha risposto nessuno, e sono rientrata in macchina sospirando: sono abituata ai ritardi del boss, una volta mi ha detto di trattenermi in ufficio perché sarebbe arrivato nel giro di una mezz'ora e doveva mettermi al corrente di una cosa importante. Gli mancavano 400 km! Meno male che l'autista è riuscito a mandarmi un sms, altrimenti passavo la notte in azienda. Quando il giorno dopo gli ho chiesto cosa dovesse dirmi di tanto importante, ho scoperto che si trattava di una stupidata, una di quelle cose che si scrivono con tre parole via sms...gli avrei lanciato dietro il faldone che avevo in mano!
Prima di Dio e della famiglia c'è la fedeltà all'azienda e va dimostrata. Per dimostrarlo non è necessario lavorare, ma trascorrere più tempo possibile sul luogo di lavoro, sacrificando tutto il resto. Ad esempio non è il caso di far sapere che trovi il tempo di andare in palestra: è un'ora di straordinario non pagato che togli all'azienda. Ci sono personaggi che vivono (a volte dormono) in stabilimento e non fanno più di tre ore al giorno di lavoro: cazzeggiano dalla mattina alla sera. In genere si tratta di spie, venerate e strapagate, che colpiscono i dipendenti a seconda delle antipatie che li affliggono.
Ritornando alla mia prevista attesa, capita l'antifona, mi sono chiusa in macchina ad aspettare.
Ho armeggiato un po' col telefonino, ho mandato un sms al boss per avvisarlo che ero arrivata, ho chiamato mio marito, ho fatto un solitario...mi sono sentita osservata: un tizio in una macchina fissava insistentemente la mia targa. Ha fatto il giro, mi è passato affianco e finalmente l'ho riconosciuto: era un inquilino del palazzo dove abito. Avrà sicuramente pensato "che diavolo ci fa questa da sola in macchina in questo posto nascosto?". Non ho fatto in tempo a salutarlo, la cosa gli sarà parsa ancora più sospetta.
Il boss è arrivato con circa un'ora di ritardo, non male tutto sommato.
Questa domenica mattina mi ha donato alcune certezze:
- non avrò l'aspettativa di tre mesi
- tra due settimane rientro al lavoro
- il mio orario sarà ridotto grazie all'allattamento (al part-time non ho proprio accennato...per ora)
- il mio nuovo ruolo prevede uno stretto contatto con le spie di cui sopra
- quando partirò per seguire la bambolotta in ospedale, saranno giorni che scaleranno dalle ferie; di conseguenza...
- difficilmente potrò portare la bambolotta al mare
- da domani mio marito sarà additato come cornuto
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