La bambolotta ha sempre usato il ciuccio solo per dormire, ma ultimamente lo chiedeva spesso anche per "rilassarsi": di ritorno da scuola, mentre guardava un cartone interessante...si stava attaccando sempre più...
Conscia della necessità di doverla disabituare prima o poi, ho approfittato per sottrarglielo qui al mare per tutto il giorno, tranne che per il riposino pomeridiano (e la notte ovviamente).
"La fatina del ciuccio te lo riporterà all'ora della nanna perché sei grande ed è convinta che presto potrai lasciarlo per sempre nel bosco dei ciuccio..."
Ha fatto qualche obiezione, ma poche storie per la verità.
È trascorsa una settimana.
Stamattina le ho fatto i complimenti per quanto fosse cresciuta:
"Si vede che sabato compirai tre anni, ammamma! Guarda che gambe e braccia lunghe! Guarda che mani grandi! Lo sai che la fatina del ciuccio te lo riporterà solo stasera...quando sarà buio e ci sarà la luna? Oggi farai il sonnellino pomeridiano senza perché sei grande quasi quanto mamma!"
Mi ha abbracciato felice, mi ha dato un bacio e mi ha detto ti voglio bene.
L'ho fatta stancare per bene in spiaggia, una doccia lunga e rilassante, un lauto pasto e pronti per la pennichella.
Sapevo che non sarebbe stato facile per lei...ma non sapevo che sarebbe stato altrettanto difficile per me!
Mi ha chiesto di poggiarmi sul letto, affianco a lei; ha giocato e chiacchierato per un quarto d'ora, per quanto non si reggesse dal sonno:
" Bambolotta basta! Io me ne vado nel mio letto, devo dormire! Tu smettila di fare chiasso, chiudi gli occhi!"
Poco dopo ho iniziato a sentire i lamenti, poi il pianto sommesso.
Avrei voluto raggiungerla, ma mi sono fatta forza.
Dopo mezz'ora ancora nessun segno di cedimento.
"Bambolotta, chiudi gli occhi, non c'è bisogno di piangere... rilassati, stai tranquilla. Se non riesci a dormire, riposati almeno un po'"
Altra mezz'ora di lamenti e pianti.
Ad un certo punto la piccina inizia a disperarsi sempre sommessamente:
"Niente ciuccio... è troppo brutto solo con Tetti... niente nonni, niente zii, niente cuginette, niente maestre, niente amichetti della scuola... nemmeno niente papà!!! ah HHH..."
Ecco, sono una stronza! Perché sto sottoponendo mia figlia a questo supplizio?! Vuoi che non si stanchi da sola del ciuccio prima o poi? Proprio io che ho succhiato il pollice fin oltre l'adolescenza proprio perché mi hanno torturato affinchè perdessi il vizio, ottenendo il risultato opposto... E se invece non ci riuscisse perché non le ho insegnato a calmarsi senza l'ausilio di un oggetto estraneo?! Almeno devo provarci, darle un'alternativa...
"Bambolotta...vuoi venire nel lettone? Qui affianco a me? Ti faccio usare il cuscino di papà così senti il suo odore...che fai per addormentarti quando hai il ciuccio?"
"Accarezzo le orecchie di Tetti..."
"Brava, devi fare le stesse cose: accarezza Tetti, chiudi gli occhi e fai un respiro grande come prima di andare sott'acqua."
"Mamma, mi fai un massaggino?"
"Certo, ora rilassati..."
Crollata in un paio di minuti mentre io piangevo: saranno gli ormoni della gravidanza, il senso di colpa o l'incertezza di ciò che è giusto o sbagliato.
È durata meno di un'ora: si è svegliata piangendo e vaga da un dondolo ad una sdraio, dalle mie braccia all'amaca fra comprensibili capricci.
Ora ho una sola consapevolezza: stanotte non posso darle il ciuccio, la confonderei, non le farei bene. Devo raccontarle qualcosa che la prepari alla notte che ci aspetta...
È il momento giusto: se ci fosse il Fatalista questa crudeltà non potrebbe essere attuata.
Il mio diario "dopo"...dopo aver desiderato di essere madre, dopo la diagnosi di infertilità, ma soprattutto dopo aver partorito una bambolotta e la sua sorellina!
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lunedì 11 luglio 2016
Operazione ciuccio
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