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venerdì 5 agosto 2016

Sostituta

E, dopo quasi un mese dal fatidico giorno in cui ho deciso di togliere il ciuccio alla bambolotta, stanotte finalmente ha dormito senza pianti e risvegli improvvisi.
Lei è una tosta, lo spirito di rassegnazione non è nelle sue corde... per tutto questo tempo ha tentato ogni tattica, dalla supplica alla minaccia, ma ha trovato un muro invalicabile: me.
Non nego che, se all'apparenza potevo sembrare determinata e tranquilla, in realtà ho faticato non poco a gettare il ciuccio nella pattumiera: l'ho tenuto per molti giorni sul frigorifero incapace a decidermi; da un lato perché la mia piccola sta crescendo (ed il pensiero fa sempre un po' di malinconia), dall'altro per la stanchezza: sarebbe stata una via di fuga anche per me, costretta ad alzarmi ed a riaddormentarla ogni notte anche quattro volte... perché l'addormentamento resta cosa piuttosto elaborata e lunga fra favole, massaggi e carezze!
Di contro si è manifestato un evento imprevisto: l'attaccamento che la bambolotta aveva per la sua adorata orsetta Tetti sta lentamente scemando; ad oggi resta confinata nel suo letto fino all'ora della nanna forse perché legata al rilassamento che le garantiva il ciuccio.
È sempre la cosa più preziosa che possiede, ma riesce anche a farne a meno.
Sarà che ho dovuto dedicare alla bambolotta molta più energia, sarà la pancia che cresce ed il continuo parlare della sorellina in arrivo, fatto sta che la primogenita ultimamente mi sta attaccata come una cozza allo scoglio e questa cosa è piacevolmente snervante.
A volte ho l'impressione di essere la sostituta diurna di Tetti...

lunedì 11 luglio 2016

Operazione ciuccio

La bambolotta ha sempre usato il ciuccio solo per dormire, ma ultimamente lo chiedeva spesso anche per "rilassarsi": di ritorno da scuola, mentre guardava un cartone interessante...si stava attaccando sempre più...
Conscia della necessità di doverla disabituare prima o poi, ho approfittato per sottrarglielo qui al mare per tutto il giorno, tranne che per il riposino pomeridiano (e la notte ovviamente).
"La fatina del ciuccio te lo riporterà all'ora della nanna perché sei grande ed è convinta che presto potrai lasciarlo per sempre nel bosco dei ciuccio..."
Ha fatto qualche obiezione, ma poche storie per la verità.
È trascorsa una settimana.
Stamattina le ho fatto i complimenti per quanto fosse cresciuta:
"Si vede che sabato compirai tre anni, ammamma! Guarda che gambe e braccia lunghe! Guarda che mani grandi! Lo sai che la fatina del ciuccio te lo riporterà solo stasera...quando sarà buio e ci sarà la luna? Oggi farai il sonnellino pomeridiano senza perché sei grande quasi quanto mamma!"
Mi ha abbracciato felice, mi ha dato un bacio e mi ha detto ti voglio bene.
L'ho fatta stancare per bene in spiaggia, una doccia lunga e rilassante, un lauto pasto e pronti per la pennichella.
Sapevo che non sarebbe stato facile per lei...ma non sapevo che sarebbe stato altrettanto difficile per me!
Mi ha chiesto di poggiarmi sul letto, affianco a lei; ha giocato e chiacchierato per un quarto d'ora, per quanto non si reggesse dal sonno:
" Bambolotta basta! Io me ne vado nel mio letto, devo dormire! Tu smettila di fare chiasso, chiudi gli occhi!"
Poco dopo ho iniziato a sentire i lamenti, poi il pianto sommesso.
Avrei voluto raggiungerla, ma mi sono fatta forza.
Dopo mezz'ora ancora nessun segno di cedimento.
"Bambolotta, chiudi gli occhi, non c'è bisogno di piangere... rilassati, stai tranquilla. Se non riesci a dormire, riposati almeno un po'"
Altra mezz'ora di lamenti e pianti.
Ad un certo punto la piccina inizia a disperarsi sempre sommessamente:
"Niente ciuccio... è troppo brutto solo con Tetti... niente nonni, niente zii, niente cuginette, niente maestre, niente amichetti della scuola... nemmeno niente papà!!! ah HHH..."
Ecco, sono una stronza! Perché sto sottoponendo mia figlia a questo supplizio?! Vuoi che non si stanchi da sola del ciuccio prima o poi? Proprio io che ho succhiato il pollice fin oltre l'adolescenza proprio perché mi hanno torturato affinchè perdessi il vizio, ottenendo il risultato opposto... E se invece non ci riuscisse perché non le ho insegnato a calmarsi senza l'ausilio di un oggetto estraneo?! Almeno devo provarci, darle un'alternativa...
"Bambolotta...vuoi venire nel lettone? Qui affianco a me? Ti faccio usare il cuscino di papà così senti il suo odore...che fai per addormentarti quando hai il ciuccio?"
"Accarezzo le orecchie di Tetti..."
"Brava, devi fare le stesse cose: accarezza Tetti, chiudi gli occhi e fai un respiro grande come prima di andare sott'acqua."
"Mamma, mi fai un massaggino?"
"Certo, ora rilassati..."
Crollata in un paio di minuti mentre io piangevo: saranno gli ormoni della gravidanza, il senso di colpa o l'incertezza di ciò che è giusto o sbagliato.
È durata meno di un'ora: si è svegliata piangendo e vaga da un dondolo ad una sdraio, dalle mie braccia all'amaca fra comprensibili capricci.
Ora ho una sola consapevolezza: stanotte non posso darle il ciuccio, la confonderei, non le farei bene. Devo raccontarle qualcosa che la prepari alla notte che ci aspetta...
È il momento giusto: se ci fosse il Fatalista questa crudeltà non potrebbe essere attuata.

domenica 6 luglio 2014

Romantica

E' finita!
Abbiamo chiuso con l'allattamento al seno: la bambolotta adora il suo latte vaccino e non mi ha più cercata.
Diciamo che si è autosvezzata, perché quando ho provato io con il latte in polvere mi ha fatto solo impazzire per un mese senza alcun risultato.
Dapprima ha smesso di poppare la sera, poi ha iniziato a giocherellare con il capezzolo cercando di strizzarlo fra le dita e dimenticandosi di bere, infine è arrivata la proposta del latte intero e si è dimenticata di "memè"(così chiama la tetta...anzi chiamava!).
Tutte le mattine, da quando aveva quattro mesi, mentre facevo colazione era incuriosita dalla mia tazza colorata e le facevo odorare e guardare il latte.
Credo che involontariamente abbia memorizzato l'odore del latte intero e questo le abbia facilitato il passaggio...oltre al fatto che il latte in polvere puzza terribilmente!
E così è finita un'era.
Per un po' sono stata pervasa da sentimenti contrastanti.
Non proverò più la sensazione della sua boccuccia sul mio seno, la sua manina che scosta la mia perché è tutto suo... ma anche niente più ragadi e morsi... però ora tutto quello di cui lei ha bisogno può farlo chiunque, io ho smesso di essere speciale!
Anzi no: non ha più bisogno di me fisicamente, ma psicologicamente mi si sta attaccando molto di più!
Quando si sveglia al mattino vuole che sia io la prima a prenderla, altrimenti piange; se, quando rientra da una passeggiata con il padre, non la abbraccio e la bacio immediatamente mi cerca disperata; ride se io rido, si corruccia se sono sovrappensiero; urla se non le do la giusta attenzione... paradossalmente oggi per lei sono molto più speciale di quando è venuta al mondo e dipendeva totalmente da me.
Cresce e rimpiango i mesi già trascorsi perché so che non ritorneranno più; ma l'emozione di vivere il suo diventare grande è forte, molto più forte!
E poi stasera, con la solita doccia ristoratrice, lo sguardo si è posato sull'olio idratante ed ho pensato: perché no? Tanto non corro il rischio di intossicare la cucciola allattandola!
E a cena cozze! E vino... ora posso mangiare tutto ciò che desidero...compatibilmente con la dieta e la celiachia...ma vuoi mettere il pensiero di poterlo fare, sapere di avere la libertà anche se non vuoi sfruttarla?!
E poi con questo caldo, la pressione bassa: diciamo che l'allattamento non è proprio una passeggiata di salute!
Dal lontano Ottobre 2012 sono stata prima un contenitore e poi una borraccia.
Che mancanza di poesia.
Lo so.
Ma io non sono romantica.