''Mia moglie vorrebbe il terzo figlio, ma io non sono d' accordo''
''Se posso permettermi... come mai?''
''Sono il primo di tre figli, ma tra me ed i miei fratelli ci sono diversi anni di differenza: loro sono cresciuti insieme, legati e coalizzati... io ero sempre in disparte. Non è stato bello. Se facessi il terzo, con gli altri due già grandi, vivrebbe la mia stessa situazione.''
''Capisco... ''
''Ma se avessi la certezza che fosse femmina... farei la pazzia immediatamente!''
''Ma sei appena uscito dal limbo delle notti in bianco!''
''Lo so... ma sono così carini quando sono piccoli!''
''Ma anche molto impegnativi...''
''Sì, ma te ne dimentichi: tu te lo ricordi quando la bambolotta era minuscola? Intendo dire: riesci a focalizzare esattamente come era tenerla in braccio? O hai solo dei flash?''
''In effetti non riesco a ricordare tutto...''
''Ed è passato poco tempo nel tuo caso! Con i figli è così: riesci a viverli solo nel presente''
''Preoccupandoti per il futuro...''
''Esatto"
Il mio diario "dopo"...dopo aver desiderato di essere madre, dopo la diagnosi di infertilità, ma soprattutto dopo aver partorito una bambolotta e la sua sorellina!
mercoledì 7 maggio 2014
martedì 6 maggio 2014
Preparativi
"Fortunata?"
"Sì, dimmi collega"
"No, niente..."
"Parla! Che c'è?"
"Sono agitata"
"Per il lavoro o per il matrimonio?"
"Per il matrimonio!"
"Mancano pochi giorni: è normale...anzi...hai mantenuto la calma finora!"
"E' che non posso dormire, non riesco: c'ho l'ansia!"
"Guarda che è meglio se riesci a scaricare la tensione prima; fatti un bel pianto liberatorio: vedrai che quel giorno starai benissimo e sarai serena"
"No, non riesco! Sto male e basta"
"Cerca di razionalizzare: cos'è che ti mette ansia? cosa ti fa paura? Sono i preparativi a stressarti?"
"...non so...forse la cosa più spaventosa è la responsabilità: ora dovrò fare tutto io! La casa, i panni, la cucina...e poi questo lavoro che non ti lascia tempo...come potrò riuscire?!"
"Ti organizzerai, sono certa che non avrai problemi; e poi ti accontenterai se non riuscirai a fare proprio tutto dandoti delle priorità"
"Se solo il mio fidanzato fosse diverso: devo fare tutto io; a certe cose non pensa proprio! Delega tutto a me"
"E a te in fondo sta bene, perché noi donne siamo un po' maniache del controllo"
"Sì, hai ragione. Poi magari col tempo migliora..."
Ahia! E qui casca l'asino, mia cara!
"Diciamo che scoprirai dei pregi che non pensavi avesse" e anche qualche difetto che ora ti è sconociuto "però non devi dimenticare che stai sposando l'uomo che è oggi, non quello che vorresti che fosse...non è giusto nei suoi riguardi... e neanche nei tuoi!" ti piacerebbe se lui ti sposasse perché crede che tra qualche tempo tu ti rifarai il seno, il sedere, le labbra e gli zigomi ignorando quanto sei bella oggi?
"Lo soooooo! Però deve venirmi incontro...!"
"Ma certo! Entrambi troverete un compromesso, vedrai non sarà difficile; ora è normale che tutto ti sembri complicato!"
"E' solo che dovrò sconvolgere la mia vita...dovremo sconvolgere la nostra vita"
Aspetta che arrivino i figli, poi parliamo di sconvolgimenti...
"Stai serena: il matrimonio è una cosa meravigliosa!"
Per me lo è...molto più di quanto potessi solo lontanamente immaginare!
Fra alti e bassi, come per tutti.
"Sì, dimmi collega"
"No, niente..."
"Parla! Che c'è?"
"Sono agitata"
"Per il lavoro o per il matrimonio?"
"Per il matrimonio!"
"Mancano pochi giorni: è normale...anzi...hai mantenuto la calma finora!"
"E' che non posso dormire, non riesco: c'ho l'ansia!"
"Guarda che è meglio se riesci a scaricare la tensione prima; fatti un bel pianto liberatorio: vedrai che quel giorno starai benissimo e sarai serena"
"No, non riesco! Sto male e basta"
"Cerca di razionalizzare: cos'è che ti mette ansia? cosa ti fa paura? Sono i preparativi a stressarti?"
"...non so...forse la cosa più spaventosa è la responsabilità: ora dovrò fare tutto io! La casa, i panni, la cucina...e poi questo lavoro che non ti lascia tempo...come potrò riuscire?!"
"Ti organizzerai, sono certa che non avrai problemi; e poi ti accontenterai se non riuscirai a fare proprio tutto dandoti delle priorità"
"Se solo il mio fidanzato fosse diverso: devo fare tutto io; a certe cose non pensa proprio! Delega tutto a me"
"E a te in fondo sta bene, perché noi donne siamo un po' maniache del controllo"
"Sì, hai ragione. Poi magari col tempo migliora..."
Ahia! E qui casca l'asino, mia cara!
"Diciamo che scoprirai dei pregi che non pensavi avesse" e anche qualche difetto che ora ti è sconociuto "però non devi dimenticare che stai sposando l'uomo che è oggi, non quello che vorresti che fosse...non è giusto nei suoi riguardi... e neanche nei tuoi!" ti piacerebbe se lui ti sposasse perché crede che tra qualche tempo tu ti rifarai il seno, il sedere, le labbra e gli zigomi ignorando quanto sei bella oggi?
"Lo soooooo! Però deve venirmi incontro...!"
"Ma certo! Entrambi troverete un compromesso, vedrai non sarà difficile; ora è normale che tutto ti sembri complicato!"
"E' solo che dovrò sconvolgere la mia vita...dovremo sconvolgere la nostra vita"
Aspetta che arrivino i figli, poi parliamo di sconvolgimenti...
"Stai serena: il matrimonio è una cosa meravigliosa!"
Per me lo è...molto più di quanto potessi solo lontanamente immaginare!
Fra alti e bassi, come per tutti.
lunedì 5 maggio 2014
Orgoglio di madre
"La bambolotta è una bambina sempre sorridente, socievole e serena: ormai è la nostra mascotte!" dice la sua maestra guardandola innamorata.
In effetti ama andare al nido: sarà la gioia di avere altri bimbi con cui giocare, sarà il feeling che si è instaurato con tutte le maestre e la direttrice, sarà questione di carattere...fatto sta che finora non ha mai fatto capricci. Cerco di arrivare con un quarto d'ora d'anticipo la mattina, al momento di lasciarla, perché ho sempre timore che possa piangere. In effetti qualche volta ha un attimo di ripensamento e si ributta fra le mie braccia: io la coccolo un po' e lei si rituffa nelle braccia della maestra ormai pienamente soddisfatta. Tant'è che mi viene il dubbio che faccia un po' di scena più per soddisfare la mia ansia di mamma che per un suo effettivo bisogno.
Dalla scorsa settimana ha cambiato atteggiamento.
Si è accorta che quando il papà la va a prendere e la porta a casa io non ci sono.
Si lascia mettere nel suo lettino, riposa tranquilla fino al mio rientro e mi trova al suo fianco quando si sveglia. E piange.
Normalmente, persino nel sonno più agitato, al risveglio lei ride.
Alle tre del pomeriggio piange disperata, tende le braccine, mi si avvinghia al collo quando la prendo in braccio e smette di piangere ma singhiozza ancora per un po'.
Se provo a staccarla quando si è calmata, lei ricomincia con i lacrimoni.
Ho capito che ha bisogno del suo tempo per tranquillizzarsi e poi si allontana da sé: io la tengo ancora in braccio, giochiamo, ci coccoliamo e tutto torna normale.
Quando è sicura che non sparirò nel breve periodo ritorna la spavalda di sempre.
Mi vergogno a dirlo, perché l'indipendenza di mia figlia è qualcosa che mi sta a cuore esageratamente, però questa sua paura di perdermi mi sta inorgogliendo parecchio! Quanto il fatto che non faccia mai i capricci per andare all'asilo (quindi moltissimo).
Dopo questa confessione prometto che mi attiverò per tranquillizzare la mia bambina al fine di privarmi dei suoi abbracci meravigliosamente struggenti, di calpestare il mio malsano orgoglio di madre e ridonarle quella sicurezza che al momento sta vacillando.
Sigh!
In effetti ama andare al nido: sarà la gioia di avere altri bimbi con cui giocare, sarà il feeling che si è instaurato con tutte le maestre e la direttrice, sarà questione di carattere...fatto sta che finora non ha mai fatto capricci. Cerco di arrivare con un quarto d'ora d'anticipo la mattina, al momento di lasciarla, perché ho sempre timore che possa piangere. In effetti qualche volta ha un attimo di ripensamento e si ributta fra le mie braccia: io la coccolo un po' e lei si rituffa nelle braccia della maestra ormai pienamente soddisfatta. Tant'è che mi viene il dubbio che faccia un po' di scena più per soddisfare la mia ansia di mamma che per un suo effettivo bisogno.
Dalla scorsa settimana ha cambiato atteggiamento.
Si è accorta che quando il papà la va a prendere e la porta a casa io non ci sono.
Si lascia mettere nel suo lettino, riposa tranquilla fino al mio rientro e mi trova al suo fianco quando si sveglia. E piange.
Normalmente, persino nel sonno più agitato, al risveglio lei ride.
Alle tre del pomeriggio piange disperata, tende le braccine, mi si avvinghia al collo quando la prendo in braccio e smette di piangere ma singhiozza ancora per un po'.
Se provo a staccarla quando si è calmata, lei ricomincia con i lacrimoni.
Ho capito che ha bisogno del suo tempo per tranquillizzarsi e poi si allontana da sé: io la tengo ancora in braccio, giochiamo, ci coccoliamo e tutto torna normale.
Quando è sicura che non sparirò nel breve periodo ritorna la spavalda di sempre.
Mi vergogno a dirlo, perché l'indipendenza di mia figlia è qualcosa che mi sta a cuore esageratamente, però questa sua paura di perdermi mi sta inorgogliendo parecchio! Quanto il fatto che non faccia mai i capricci per andare all'asilo (quindi moltissimo).
Dopo questa confessione prometto che mi attiverò per tranquillizzare la mia bambina al fine di privarmi dei suoi abbracci meravigliosamente struggenti, di calpestare il mio malsano orgoglio di madre e ridonarle quella sicurezza che al momento sta vacillando.
Sigh!
Fai da te
Il Fatalista ha qualche difetto: alcuni sono fastidiosi, altri insopportabili. Come qualsiasi persona sulla faccia della terra.
Poi ci sono i difetti pericolosi e questa è un'altra storia.
Per chiarire a cosa mi riferisco è indispensabile fare una premessa.
Io ho una naturale predisposizione per la risoluzione di problemi manuali, che siano di natura meccanica o impiantistica, di ingegno o altro; ricorro al personale specializzato solo se mi mancano le attrezzature o il tempo. Quando ho sposato il maritino e mi è capitata la sua cassetta per gli attrezzi sotto gli occhi non ho potuto fare a meno di notare la innaturale assenza di martello, pinze, chiavi... e persino chiodi! Alla mia richiesta di chiarimento, mi rispose che il resto dell'attrezzatura era in garage, tra le cose di nonnodivano.
Era plausibile poiché anch'io non avevo granché con me, avendo sempre sfruttato le cassette di nonnomarziano.
Col senno di poi mi sono resa conto che avrei dovuto indagare a fondo sulla questione.
Ho acquistato tutta la serie delle chiavi a brugola...e mi ha chiesto cosa fossero (neanche a cosa servissero!).
Una volta gli ho chiesto di passarmi il cacciavite piatto e mi ha risposto:
"Qual è? Quello normale?"
Non andrò oltre: non posso infierire perché razionalmente comprendo che non è colpa sua; è proprio impedito, geneticamente incapace; lui ed il fai da te sono distanti anni luce!
Si potrebbe pensare che tanto ci sono io. Ma spesso certe operazioni o situazioni necessitano di un aiutante. Ad esempio quando avevo il pancione e dovevo montare la culletta ed il fasciatoio. Due giorni per un lavoro di un paio di ore al massimo...ma proprio volendo esagerare, includendo anche le pulizie! Quanto ho urlato, ho perso la pazienza in un modo vergognoso! Perché lui interpreta le schede di montaggio e si intestardisce: è davvero un mulo! Eppure è consapevole dei suoi limiti!...E non li sopporta! Allora cerca in tutti i modi di venirne a capo, con esiti disastrosi. Oppure si improvvisa in imprese epiche di nascosto, finché non sento il botto e scopro che per fissare una scarpiera al muro ha sfondato la porta nuova. "Non avevo considerato il battiscopa, la scarpiera mi è sfuggita ed è caduta di taglio nella porta...vabbè, tanto è il buco è dall'interno della stanza, chi la vede?!"
E' come un bambino: se senti silenzio conviene andare a controllare cosa sta architettando.
Solo che ora ho anche la bambolotta; il Fatalista sfugge più facilmente al mio rigido controllo.
Ieri pomeriggio ha deciso di regolare le ante dei mobili della cucina: dopo il montaggio, a causa dell'assestamento, sono rimaste sbilenche. Avrei dovuto sistemarle anni fa...ma come diavolo facevo tra il lavoro, la casa, la cucina, i panni?! Ho sempre rimandato: diciamo che era l'ultimo dei miei pensieri.
Non entro nel dettaglio, che mi si spappola ancora il fegato al ricordo.
Ho trovato quel genio di mio marito con un anta scardinata in mano e la struttura lesionata irrimediabilmente di lato. Ho inspirato...espirato...inspirato...espirato...per diverso tempo, poi gli ho chiesto: "Mi fai vedere come avviti per cortesia?"
Avevo avuto la giusta intuizione. Non conosce il verso di avvitamento. Non si è reso conto che non stava regolando un beneamato piffero. Stava incoscientemente svitando ogni vite che trovava sulla sua strada.
E stavolta ci ha azzeccato pure usando il cacciavite a stella!!!
Poi ci sono i difetti pericolosi e questa è un'altra storia.
Per chiarire a cosa mi riferisco è indispensabile fare una premessa.
Io ho una naturale predisposizione per la risoluzione di problemi manuali, che siano di natura meccanica o impiantistica, di ingegno o altro; ricorro al personale specializzato solo se mi mancano le attrezzature o il tempo. Quando ho sposato il maritino e mi è capitata la sua cassetta per gli attrezzi sotto gli occhi non ho potuto fare a meno di notare la innaturale assenza di martello, pinze, chiavi... e persino chiodi! Alla mia richiesta di chiarimento, mi rispose che il resto dell'attrezzatura era in garage, tra le cose di nonnodivano.
Era plausibile poiché anch'io non avevo granché con me, avendo sempre sfruttato le cassette di nonnomarziano.
Col senno di poi mi sono resa conto che avrei dovuto indagare a fondo sulla questione.
Ho acquistato tutta la serie delle chiavi a brugola...e mi ha chiesto cosa fossero (neanche a cosa servissero!).
Una volta gli ho chiesto di passarmi il cacciavite piatto e mi ha risposto:
"Qual è? Quello normale?"
Non andrò oltre: non posso infierire perché razionalmente comprendo che non è colpa sua; è proprio impedito, geneticamente incapace; lui ed il fai da te sono distanti anni luce!
Si potrebbe pensare che tanto ci sono io. Ma spesso certe operazioni o situazioni necessitano di un aiutante. Ad esempio quando avevo il pancione e dovevo montare la culletta ed il fasciatoio. Due giorni per un lavoro di un paio di ore al massimo...ma proprio volendo esagerare, includendo anche le pulizie! Quanto ho urlato, ho perso la pazienza in un modo vergognoso! Perché lui interpreta le schede di montaggio e si intestardisce: è davvero un mulo! Eppure è consapevole dei suoi limiti!...E non li sopporta! Allora cerca in tutti i modi di venirne a capo, con esiti disastrosi. Oppure si improvvisa in imprese epiche di nascosto, finché non sento il botto e scopro che per fissare una scarpiera al muro ha sfondato la porta nuova. "Non avevo considerato il battiscopa, la scarpiera mi è sfuggita ed è caduta di taglio nella porta...vabbè, tanto è il buco è dall'interno della stanza, chi la vede?!"
E' come un bambino: se senti silenzio conviene andare a controllare cosa sta architettando.
Solo che ora ho anche la bambolotta; il Fatalista sfugge più facilmente al mio rigido controllo.
Ieri pomeriggio ha deciso di regolare le ante dei mobili della cucina: dopo il montaggio, a causa dell'assestamento, sono rimaste sbilenche. Avrei dovuto sistemarle anni fa...ma come diavolo facevo tra il lavoro, la casa, la cucina, i panni?! Ho sempre rimandato: diciamo che era l'ultimo dei miei pensieri.
Non entro nel dettaglio, che mi si spappola ancora il fegato al ricordo.
Ho trovato quel genio di mio marito con un anta scardinata in mano e la struttura lesionata irrimediabilmente di lato. Ho inspirato...espirato...inspirato...espirato...per diverso tempo, poi gli ho chiesto: "Mi fai vedere come avviti per cortesia?"
Avevo avuto la giusta intuizione. Non conosce il verso di avvitamento. Non si è reso conto che non stava regolando un beneamato piffero. Stava incoscientemente svitando ogni vite che trovava sulla sua strada.
E stavolta ci ha azzeccato pure usando il cacciavite a stella!!!
Iscriviti a:
Post (Atom)