Il Fatalista è un uomo concreto: dimostra l'affetto con i fatti.
Ad esempio nei riguardi di nostra figlia è solerte, presente; se ne occupa, ci gioca, le dedica tempo ed attenzioni...ogni tanto si lascia sfuggire un "meno male che ci sei tu, pagnotta piccola!...altrimenti come facevo senza di te?!"
Lei si bea e gli strappa baci e coccole.
Io sono molto più astratta: le dichiaro il mio amore con i consueti ti amo, ti adoro, ti voglio bene.
E credo che lei sia più simile al padre da questo punto di vista.
Stamattina ha iniziato la giornata con qualche capriccio: niente di eclatante, le passa presto e alla fine fa quello che diciamo noi. Siamo sempre di corsa e la torturiamo affinché corra anche lei e non perda un minuto; sbrigati, corri, faremo tardi!,...ogni giorno la stessa storia e lei, povera piccina assonnata, fa fatica ad adeguarsi.
Ad un certo punto ha smesso di ribellarsi e si è rassegnata con un " Uffa, mamma...però!" che mi ha fatto tanto ridere. Ha continuato sbuffando di tanto in tanto. In macchina è stata silenziosa, il che mi ha portato ad un esame di coscienza...ed allora le ho detto:
"Bambolotta, lo sai che sei proprio una brava bimba? Brava, brava davvero! Mamma è proprio orgogliosa di te! E poi mi fai tanto ridere quando sbuffi! Ma non sei veramente imbronciata con me è vero?! Io lo so che anche tu lavori insieme a noi..."
"Meno male che ci tsono io, velo mamma?"
"Meno male, amore mio. Meno male davvero che ci sei tu nella nostra vita!"
Il mio diario "dopo"...dopo aver desiderato di essere madre, dopo la diagnosi di infertilità, ma soprattutto dopo aver partorito una bambolotta e la sua sorellina!
giovedì 22 ottobre 2015
martedì 20 ottobre 2015
Tutto è cambiato
Alla fine c'è stato il trasloco: di venerdì 17, come inderogabilmente programmato dal fato.
Ha portato bene...nonostante i quarantadue gradi all'ombra, gli ultimi scatoloni riempiti alla rinfusa dal Fatalista e nonnamanager mentre una ignara Fortunata era a lavoro e non sapeva che i traslocatori avessero deciso di smontarle casa il giorno prima, una bambolotta scaricata tra nido e nonni materni come un sacco di patate, la grande fatica, la voglia di essere altrove, il marito depresso.
Essì, perché ho un marito che sembra un cinico menefreghista e che invece ha impiegato settimane a rassegnarsi a dover lasciare la casa "dove è nata nostra figlia"...
Non sapevo come aiutarlo: parlare, confrontarci, mostrargli la serenità mia e della bambolotta; non è servito a molto, c'è voluto il suo tempo. Null'altro.
Ma nella vita c'è sempre qualcosa a cui appigliarsi. Il campeggio, la nostra àncora di salvezza; prima la mia, poi del Fatalista, il quale necessitava di una via di fuga da questa casa nuova ed estranea.
Periodo difficile ed intenso al quale dovevo aggiungere una ulteriore complicazione: così mi son detta "perché non togliere il pannetto alla bambolotta?! che sarà mai! tiriamoci anche questo dente!".
Incosciente.
Folle.
Nel delirio di onnipotenza del momento ho intrapreso questa lunga strada in salita. Con il Fatalista per niente complice e partecipe...anzi...
L'ho avuta vinta. Ora il pannolino si usa solo di notte e spesso al mattino è ancora asciutto. La bambina ha ormai un grandissimo controllo ed ha smesso di farmi i dispetti.
Pipì ok. Cacca no. Ma con il suo problema non mi meraviglia: ha le sue posizioni, incompatibili con water o vasino, ma ci sto lavorando. E sono fiduciosa che troverà il modo, lo troveremo insieme; soprattutto ora che il marito ha avuto modo di vedere di cosa è capace la bambolotta ed è collaborativo. Ha smesso di rimproverarmi con tutti i suoi "tu sei fissata: è troppo piccola! La torturi soltanto..."
Questa liberazione dal pannetto è una grande conquista: nostra figlia si sente "grande", autonoma e cerca di fare sempre più cose da sola. E' una continua aspirazione all'indipendenza.
Inoltre ci ha permesso di iscriverla al suo primo, vero, corso di nuoto.
Da sola, senza mamma e papà. Lei che è una creatura d'acqua più che di terra: è felice, non vuole saltare una lezione neanche se ha la tosse o è raffreddata.
Una sola estate e me la ritrovo già così grande...nei suoi lineamenti posso intravedere la ragazza che diverrà, cosa che finora non riuscivo a fare.
Non so se è perché la bambolotta cresce a vista d'occhio, ma il marito in questi mesi deve aver maturato la consapevolezza di volere un altro figlio. Inizialmente colta da sentimenti contrastanti per questa sua evoluzione (e non certo positivi, visto che i suoi tempi non hanno coinciso con i miei e, soprattutto, con il dono che la vita ci ha concesso sei mesi fa), ho infine sospeso il mio giudizio e cerco di restare distaccata.
Le mie speranze di una nuova gravidanza si affievoliscono mese dopo mese.
Mi sono data tempo fino a fine anno, poi basta: compirò quarant'anni.
E non è tanto perché i rischi aumentano, quanto per le forze che iniziano a mancare.
Il Fatalista va incontro a nuovi impegni lavorativi che lo costringeranno ad essere meno presente nella nostra vita quotidiana: già così il mio carico di lavoro è notevole; presto peggiorerà.
O forse ho solo capito che il vuoto di un aborto non può essere colmato, neanche da una nuova gravidanza; oppure ho paura di dover aver paura per nove mesi prima di abbracciare una nuova vita.
Psicofilosofia a parte, niente è come prima.
Tutto è cambiato.
Noi siamo cambiati.
Ha portato bene...nonostante i quarantadue gradi all'ombra, gli ultimi scatoloni riempiti alla rinfusa dal Fatalista e nonnamanager mentre una ignara Fortunata era a lavoro e non sapeva che i traslocatori avessero deciso di smontarle casa il giorno prima, una bambolotta scaricata tra nido e nonni materni come un sacco di patate, la grande fatica, la voglia di essere altrove, il marito depresso.
Essì, perché ho un marito che sembra un cinico menefreghista e che invece ha impiegato settimane a rassegnarsi a dover lasciare la casa "dove è nata nostra figlia"...
Non sapevo come aiutarlo: parlare, confrontarci, mostrargli la serenità mia e della bambolotta; non è servito a molto, c'è voluto il suo tempo. Null'altro.
Ma nella vita c'è sempre qualcosa a cui appigliarsi. Il campeggio, la nostra àncora di salvezza; prima la mia, poi del Fatalista, il quale necessitava di una via di fuga da questa casa nuova ed estranea.
Periodo difficile ed intenso al quale dovevo aggiungere una ulteriore complicazione: così mi son detta "perché non togliere il pannetto alla bambolotta?! che sarà mai! tiriamoci anche questo dente!".
Incosciente.
Folle.
Nel delirio di onnipotenza del momento ho intrapreso questa lunga strada in salita. Con il Fatalista per niente complice e partecipe...anzi...
L'ho avuta vinta. Ora il pannolino si usa solo di notte e spesso al mattino è ancora asciutto. La bambina ha ormai un grandissimo controllo ed ha smesso di farmi i dispetti.
Pipì ok. Cacca no. Ma con il suo problema non mi meraviglia: ha le sue posizioni, incompatibili con water o vasino, ma ci sto lavorando. E sono fiduciosa che troverà il modo, lo troveremo insieme; soprattutto ora che il marito ha avuto modo di vedere di cosa è capace la bambolotta ed è collaborativo. Ha smesso di rimproverarmi con tutti i suoi "tu sei fissata: è troppo piccola! La torturi soltanto..."
Questa liberazione dal pannetto è una grande conquista: nostra figlia si sente "grande", autonoma e cerca di fare sempre più cose da sola. E' una continua aspirazione all'indipendenza.
Inoltre ci ha permesso di iscriverla al suo primo, vero, corso di nuoto.
Da sola, senza mamma e papà. Lei che è una creatura d'acqua più che di terra: è felice, non vuole saltare una lezione neanche se ha la tosse o è raffreddata.
Una sola estate e me la ritrovo già così grande...nei suoi lineamenti posso intravedere la ragazza che diverrà, cosa che finora non riuscivo a fare.
Non so se è perché la bambolotta cresce a vista d'occhio, ma il marito in questi mesi deve aver maturato la consapevolezza di volere un altro figlio. Inizialmente colta da sentimenti contrastanti per questa sua evoluzione (e non certo positivi, visto che i suoi tempi non hanno coinciso con i miei e, soprattutto, con il dono che la vita ci ha concesso sei mesi fa), ho infine sospeso il mio giudizio e cerco di restare distaccata.
Le mie speranze di una nuova gravidanza si affievoliscono mese dopo mese.
Mi sono data tempo fino a fine anno, poi basta: compirò quarant'anni.
E non è tanto perché i rischi aumentano, quanto per le forze che iniziano a mancare.
Il Fatalista va incontro a nuovi impegni lavorativi che lo costringeranno ad essere meno presente nella nostra vita quotidiana: già così il mio carico di lavoro è notevole; presto peggiorerà.
O forse ho solo capito che il vuoto di un aborto non può essere colmato, neanche da una nuova gravidanza; oppure ho paura di dover aver paura per nove mesi prima di abbracciare una nuova vita.
Psicofilosofia a parte, niente è come prima.
Tutto è cambiato.
Noi siamo cambiati.
lunedì 19 ottobre 2015
Desideri

Genio della lampada...vorrei...vorrei...vorrei...
Una caminetto dove incantarmi ad osservare il fuoco e le scintille che escono dal legno ed entrano nella mia anima.
Una sedia a dondolo dove cullare i miei pensieri.
Un neonato da allattare dinanzi al focolare, dondolando piano piano.
Grazie Patri per l'ispirazione...
domenica 18 ottobre 2015
Furbizia
Ieri pomeriggio ero intenta a preparare l'impasto per la pizza ed i vari ingredienti in previsione di una cena fra amici che si sarebbe tenuta da lì a poche ore a casa nostra.
La bambolotta beveva il suo yogurt per merenda.
"Mamma? Voglio fommaggio!"
"No...lo sto grattugiando per condire la pizza...è per stasera"
"Voglio fommaggioooooo!"
"Smettila di fare i capricci! Non ti darò il parmigiano per merenda: hai già mangiato abbastanza!"
"Dammi mozzalella!"
"No!"
"Dammi mozzalella ho dettooooooo!"
"Non usare quel tono con me, signorina!"
"Dammi fommaggio, dammi mozzalellaaaa!"
"Stai per finire in castigo!" e poi ho aggiunto, pensando ad alta voce "se non ho ceduto quando me lo hai chiesto con le buone perché dovrei accontentarti ora che stai facendo la monella?!"
Finalmente silenzio.
"Mamma?"
"Dimmi"
"Potso avere fommaggio, pel favole? Potso? Io sono buona..."
Ehm...cioè...ma quanta furbizia può contenere una nanetta come te?!
La bambolotta beveva il suo yogurt per merenda.
"Mamma? Voglio fommaggio!"
"No...lo sto grattugiando per condire la pizza...è per stasera"
"Voglio fommaggioooooo!"
"Smettila di fare i capricci! Non ti darò il parmigiano per merenda: hai già mangiato abbastanza!"
"Dammi mozzalella!"
"No!"
"Dammi mozzalella ho dettooooooo!"
"Non usare quel tono con me, signorina!"
"Dammi fommaggio, dammi mozzalellaaaa!"
"Stai per finire in castigo!" e poi ho aggiunto, pensando ad alta voce "se non ho ceduto quando me lo hai chiesto con le buone perché dovrei accontentarti ora che stai facendo la monella?!"
Finalmente silenzio.
"Mamma?"
"Dimmi"
"Potso avere fommaggio, pel favole? Potso? Io sono buona..."
Ehm...cioè...ma quanta furbizia può contenere una nanetta come te?!
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