Ieri pomeriggio ero intenta a preparare l'impasto per la pizza ed i vari ingredienti in previsione di una cena fra amici che si sarebbe tenuta da lì a poche ore a casa nostra.
La bambolotta beveva il suo yogurt per merenda.
"Mamma? Voglio fommaggio!"
"No...lo sto grattugiando per condire la pizza...è per stasera"
"Voglio fommaggioooooo!"
"Smettila di fare i capricci! Non ti darò il parmigiano per merenda: hai già mangiato abbastanza!"
"Dammi mozzalella!"
"No!"
"Dammi mozzalella ho dettooooooo!"
"Non usare quel tono con me, signorina!"
"Dammi fommaggio, dammi mozzalellaaaa!"
"Stai per finire in castigo!" e poi ho aggiunto, pensando ad alta voce "se non ho ceduto quando me lo hai chiesto con le buone perché dovrei accontentarti ora che stai facendo la monella?!"
Finalmente silenzio.
"Mamma?"
"Dimmi"
"Potso avere fommaggio, pel favole? Potso? Io sono buona..."
Ehm...cioè...ma quanta furbizia può contenere una nanetta come te?!
Il mio diario "dopo"...dopo aver desiderato di essere madre, dopo la diagnosi di infertilità, ma soprattutto dopo aver partorito una bambolotta e la sua sorellina!
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domenica 18 ottobre 2015
giovedì 12 febbraio 2015
Ribelle
"Ciao, Fortunata! Sei rientrata? Tutto a posto al lavoro?"
"Diciamo...e la bambina?"
"Oggi mi ha fatto proprio arrabbiare!"
"Che è successo? Ti ha fatto di nuovo storie per venir via dall'asilo?"
"Sì! E poi...non voleva scendere con l'ascensore, non voleva scendere per le scale, non voleva salire in macchina, non voleva stare nel seggiolone...e quando siamo finalmente arrivati a casa...non voleva scendere dalla macchina, non voleva salire per le scale, con l'ascensore, in braccio, da sola...l'ho lasciata fuori dalla porta!"
"Cosaaaaa?!"
"Non voleva entrare in casa! L'ho lasciata sul pianerottolo ed ho chiuso la porta!"
"Oddio! E se decideva di prendere le scale da sola e le ruzzolava tutte?!"
"Mica sono scemo! La guardavo dallo spioncino...e lei...lo sai che ha fatto?! Si è seduta placidamente su di un gradino! Allora le ho spento la luce: niente, non ha fatto neanche una piega!"
"E poi?"
"Ho aperto la porta e provato a convincerla...è corsa dentro solo quando ha sentito salire il vicino!"
"Ti avevo avvertito! Prima o poi doveva succedere: non ha alcun rispetto per quello che le dici. Infatti con me non lo ha mai fatto...mi basta guardarla di traverso per farmi ascoltare. Devi correre ai ripari finché sei in tempo: ci vorrà un po', ma è una cosa che va fatta. Ti vorrà bene anche se diventi un pizzico più severo!"
"Stavolta l'ho rimproverata e messa direttamente nel lettino: niente cartoni, dolcetto, frizzi e lazzi...niente!"
Credi che non lo sappia che fate bisbocce finché non mi ritiro dal lavoro?! "Mmmm...ma poi come l'hai convinta a venir via dall'asilo?"
"Ho preso l'ascensore e me ne sono andato...poi son tornato per vedere se si era spaventata: l'ho minacciata di andar via senza di lei e si è convinta...più o meno..."
"AHAHAHAHHAHAHAH! E tu fai su e giù per convincere una mocciosa di meno di diciannove mesi che è l'ora di tornare a casa?!"
"Domani vado via davvero: torno a prenderla direttamente alle tre, poi vediamo se non lo capisce!"
Prenderla e portarla via senza indugi no, eh? Troppo difficile...tutto sommato è più probabile che la bambolotta impari precocemente il senso dello scorrere del tempo...
Mi sa tanto che urge una tata per il padre.
"Diciamo...e la bambina?"
"Oggi mi ha fatto proprio arrabbiare!"
"Che è successo? Ti ha fatto di nuovo storie per venir via dall'asilo?"
"Sì! E poi...non voleva scendere con l'ascensore, non voleva scendere per le scale, non voleva salire in macchina, non voleva stare nel seggiolone...e quando siamo finalmente arrivati a casa...non voleva scendere dalla macchina, non voleva salire per le scale, con l'ascensore, in braccio, da sola...l'ho lasciata fuori dalla porta!"
"Cosaaaaa?!"
"Non voleva entrare in casa! L'ho lasciata sul pianerottolo ed ho chiuso la porta!"
"Oddio! E se decideva di prendere le scale da sola e le ruzzolava tutte?!"
"Mica sono scemo! La guardavo dallo spioncino...e lei...lo sai che ha fatto?! Si è seduta placidamente su di un gradino! Allora le ho spento la luce: niente, non ha fatto neanche una piega!"
"E poi?"
"Ho aperto la porta e provato a convincerla...è corsa dentro solo quando ha sentito salire il vicino!"
"Ti avevo avvertito! Prima o poi doveva succedere: non ha alcun rispetto per quello che le dici. Infatti con me non lo ha mai fatto...mi basta guardarla di traverso per farmi ascoltare. Devi correre ai ripari finché sei in tempo: ci vorrà un po', ma è una cosa che va fatta. Ti vorrà bene anche se diventi un pizzico più severo!"
"Stavolta l'ho rimproverata e messa direttamente nel lettino: niente cartoni, dolcetto, frizzi e lazzi...niente!"
Credi che non lo sappia che fate bisbocce finché non mi ritiro dal lavoro?! "Mmmm...ma poi come l'hai convinta a venir via dall'asilo?"
"Ho preso l'ascensore e me ne sono andato...poi son tornato per vedere se si era spaventata: l'ho minacciata di andar via senza di lei e si è convinta...più o meno..."
"AHAHAHAHHAHAHAH! E tu fai su e giù per convincere una mocciosa di meno di diciannove mesi che è l'ora di tornare a casa?!"
"Domani vado via davvero: torno a prenderla direttamente alle tre, poi vediamo se non lo capisce!"
Prenderla e portarla via senza indugi no, eh? Troppo difficile...tutto sommato è più probabile che la bambolotta impari precocemente il senso dello scorrere del tempo...
Mi sa tanto che urge una tata per il padre.
martedì 10 febbraio 2015
Un duro
Tra i vizi che il Fatalista sta facendo prendere alla bambolotta c'è anche quello di mettersela in grembo quando tira fuori la macchina dal garage...lei impazzisce dalla gioia perché è convinta di guidare la sua adorata brum brum...io sono un po' meno felice.
Vabbè!
Quando lo rimprovero e provo a dirgli di essere più severo o meno arrendevole ai capricci della bambina, lui si mette sulla difensiva e si arrabbia.
"Io? Ma che faccio di male...mo' facciamo i sergenti e i generali, la teniamo in caserma e non se ne parla più!"
Poi per un po' prova ad essere più padre che amichetto dell'asilo e si autoconvince che è un duro, che se vuole può riuscirci.
Stamattina:
"Fortunata come hai chiuso la macchina ieri sera? Di muso?"
"Sì, perché?"
"E la bambina?"
E la bambina cosa?!
"Come fa a guidare così? Non posso tirar fuori la macchina dalla rampa con lei in braccio!"
"..."
"Vuol dire che la tiro fuori e la rimetto dentro a retromarcia"
Starà scherzando...c'è una bufera di vento polare in atto, siamo in ritardo...è un'assurdità!
Quando l'ho raggiunto in garage aveva tirato fuori entrambe le auto ma stava rientrando in garage con la sua.
La bambolotta lo ha raggiunto al volante raggiante.
Vabbè!
Quando lo rimprovero e provo a dirgli di essere più severo o meno arrendevole ai capricci della bambina, lui si mette sulla difensiva e si arrabbia.
"Io? Ma che faccio di male...mo' facciamo i sergenti e i generali, la teniamo in caserma e non se ne parla più!"
Poi per un po' prova ad essere più padre che amichetto dell'asilo e si autoconvince che è un duro, che se vuole può riuscirci.
Stamattina:
"Fortunata come hai chiuso la macchina ieri sera? Di muso?"
"Sì, perché?"
"E la bambina?"
E la bambina cosa?!
"Come fa a guidare così? Non posso tirar fuori la macchina dalla rampa con lei in braccio!"
"..."
"Vuol dire che la tiro fuori e la rimetto dentro a retromarcia"
Starà scherzando...c'è una bufera di vento polare in atto, siamo in ritardo...è un'assurdità!
Quando l'ho raggiunto in garage aveva tirato fuori entrambe le auto ma stava rientrando in garage con la sua.
La bambolotta lo ha raggiunto al volante raggiante.
giovedì 9 ottobre 2014
Causa-effetto
Ultimamente nonnamanager cerca di convincere la bambolotta a darle un bacio o farle una carezza.
La piccola non tollera richieste: è una bambina d'impeto, i suoi slanci non si possono catturare.
Allora mia madre ha pensato di muoverla a compassione fingendo di piangere al suo diniego: copre il viso con le mani ed attacca la lagna:
"Uhhhhhh, uhhhhhhhhh, uhhhhhhhh!"
La furbetta non solo è totalmente insensibile al lamento, ma si scoccia anche...pertanto ha imparato a farle il verso.
La imita; la imita con l'intenzione di prenderla in giro.
Così mi ritrovo con due pessime attrici di soap opera che ululano durante i giochi pomeridiani.
Non solo.
La bambolotta non ha semplicemente imparato a fingere il pianto, imitare la nonna e prenderla in giro...lei ha capito esattamente il rapporto causa-effetto della scenetta e lo usa a suo piacimento.
Ora ad esempio, dopo aver chiesto insistentemente qualcosa di proibito, essersi sbracciata ed aver urlato, copre il viso con le mani ed inizia a lamentarsi, accompagnando il tutto dal tipico movimento del busto: avanti e indietro, avanti e indietro...
Con pazienza le dico di smettere, ché tanto lo so che finge.
Allora lei si spazientisce, stringe i pugni e urla. Poi piange. Davvero stavolta.
Ma...non si sa mai con la minuscola...forse finge ancora...
La piccola non tollera richieste: è una bambina d'impeto, i suoi slanci non si possono catturare.
Allora mia madre ha pensato di muoverla a compassione fingendo di piangere al suo diniego: copre il viso con le mani ed attacca la lagna:
"Uhhhhhh, uhhhhhhhhh, uhhhhhhhh!"
La furbetta non solo è totalmente insensibile al lamento, ma si scoccia anche...pertanto ha imparato a farle il verso.
La imita; la imita con l'intenzione di prenderla in giro.
Così mi ritrovo con due pessime attrici di soap opera che ululano durante i giochi pomeridiani.
Non solo.
La bambolotta non ha semplicemente imparato a fingere il pianto, imitare la nonna e prenderla in giro...lei ha capito esattamente il rapporto causa-effetto della scenetta e lo usa a suo piacimento.
Ora ad esempio, dopo aver chiesto insistentemente qualcosa di proibito, essersi sbracciata ed aver urlato, copre il viso con le mani ed inizia a lamentarsi, accompagnando il tutto dal tipico movimento del busto: avanti e indietro, avanti e indietro...
Con pazienza le dico di smettere, ché tanto lo so che finge.
Allora lei si spazientisce, stringe i pugni e urla. Poi piange. Davvero stavolta.
Ma...non si sa mai con la minuscola...forse finge ancora...
sabato 4 ottobre 2014
Sopravvissuta
Mattinata di follia.
Corsa e spese. Corsa, spese e nervosismi. Corsa, spese, nervosismi ed incidenti.
Siamo usciti tutti insieme alle 10.30, la famiglia fortunata al completo.
Programma: duecento miliardi di cose da fare in un'ora e mezza, perché alle 12.00 la bambolotta pranza...se per quell'ora non è seduta al seggiolone si altera...e non conviene trovarsi davanti ad occhi indiscreti quando inizia la sua follia...
Prima tappa dal macellaio di fiducia: stasera cenetta in compagnia, abbiamo invitato una coppia di amici con la loro bambina visto che il tempo non invoglia ad uscire; avendo troppi impegni non riuscirò a preparare chissà cosa, per cui ci mettiamo al sicuro ordinando della carne arrosto: devo pensare solo all'antipasto, ai contorni ed al dolce.
Seconda tappa al mercato: il Fatalista ha distrutto due maglioncini in due giorni. Lui dice che è a causa del borsone della palestra: a quanto pare mangia gli indumenti e li risputa in fili disconnessi...io ho i miei dubbi...mah! Mentre il padre tentava di misurare qualcosa, la bambolotta ha deciso che non gradiva la folla ed ha tentato di rovesciare tutto quello che era a portata del passeggino (bancarella inclusa) tra urla disumane e capricci. Siamo scappati via inseguiti dagli sguardi pesanti delle signore presenti che avranno di certo pensato che la stessimo torturando...
Terza tappa alla Sanitaria: ho fatto rifornimento mensile per la bambolotta ed al momento di pagare il Fatalista ha preso il passeggino ed è uscito, lasciandomi con due buste da cinque quintali l'una da trasportare sino alla macchina. Le commesse hanno guardato la scena con disapprovazione: l'ho raggiunto e per salvare la faccia gli ho sussurrato un "forse è il caso che facciamo a cambio..."...asino di un marito!
Quarta tappa in un negozio per l'infanzia: una collega di lavoro ha partorito ed ha fatto la lista baby dall'altra parte della città...che poi lei abita vicino casa... non me lo spiego... vabbè! Il Fatalista resta in auto a distrarre la bambolotta seduta nel seggiolone, facendola giocare con il suo telefonino. Io entro sperando di prendere due piccioni con una fava: oggi pomeriggio alle 18.00 dobbiamo andare a trovare un'altra amica che ha avuto una bambina, devo pensare ad un regalo anche per lei! Niente da fare: il negozio non solo è in capo al mondo, ma è anche totalmente sfornito di abbigliamento (oltre al resto...).
Rientro in macchina e dico al Fatalista di portarmi in un altro negozio, lui bestemmia, scappa al volante e lascia il telefonino nelle mani della bambolotta che inizia ad essere stufa e lo lancia con vigore per terra. Altre bestemmie.
Quinta tappa al negozio più fornito: entro, saluto, vedo un cappottino/pellicciotto super elegante della taglia giusta, non guardo altro, pago, saluto, scappo in macchina e...ma che fa? piove? noooo, non è possibile...anche la pioggia ora?! no...ma è bianca...anche il vetro del finestrino ha tutte queste macchiette bianche...ma cosa diamine è?
Pittura. Ebbene sì. Due idioti tinteggiavano il balcone e non si sono accorti di tinteggiare anche me e la mia macchina (che è bianca...per fortuna!). Altre bestemmie del Fatalista. Irripetibili.
"Fortunata, visto che siamo da queste parti conviene andare al caseificio..."
"Scendi tu questa volta!" così abbiamo bruciato la sesta tappa.
Settima ed ultima fermata al supermercato: dovevo prendere poche cose, abbiamo dribblato tutti, il marito sembrava Schumacher alla guida del carrello. Mentre finivo di far la spesa, lui era già in fila alla cassa. Da lontano ho visto la bambolotta armeggiare con mezzo litro di yogurt. L'ho vista ma non l'ho guardata, non pensavo, ero distratta. Se tua figlia è con tuo marito la responsabilità è sua, no? Non dovresti controllare né lei, né lui...figurati tutti e due!
SPLASH!
Amen!
Ho fermato la fila, chiesto un rotolo di carta, aiutato la commessa a pulire per terra e aiutato la signora in fila dietro di noi a ripulirsi le scarpe, mentre il marito bestemmiava.
"Posso sapere come ti è venuto in mente di dare mezzo chilo di yogurt in mano ad una bambina di quattordici mesi?"
"Faceva i capricci, poi pensavo che la guardassi tu...che diamine! E' pure il gusto che preferisco!Porca@@@@!"
Io lo uccido! Ma che gli passa per la testa? Ora il problema è che ha perso il suo yogurt preferito?! Oddio non capisco più chi fra i due fa i capricci... "Aspetta che corro a prendertene un altro, tu guarda la bambina stavolta" gli dico minacciosa.
Mentre mi allontano sento lui che rimprovera la bambolotta e penso che non conviene urtarla, che non è affatto il momento giusto...
Non faccio in tempo ad arrivare al banco frigo che sento le urla di nostra figlia: ha perso lo yogurt, è stata rimproverata senza aver colpa alcuna, ed è scattata l'ora X, quella del pranzo.
Siamo arrivati in ritardo di un quarto d'ora sulla tabella di marcia.
Proprio non so come siamo sopravvissuti.
Anzi, come sono sopravvissuta.
Corsa e spese. Corsa, spese e nervosismi. Corsa, spese, nervosismi ed incidenti.
Siamo usciti tutti insieme alle 10.30, la famiglia fortunata al completo.
Programma: duecento miliardi di cose da fare in un'ora e mezza, perché alle 12.00 la bambolotta pranza...se per quell'ora non è seduta al seggiolone si altera...e non conviene trovarsi davanti ad occhi indiscreti quando inizia la sua follia...
Prima tappa dal macellaio di fiducia: stasera cenetta in compagnia, abbiamo invitato una coppia di amici con la loro bambina visto che il tempo non invoglia ad uscire; avendo troppi impegni non riuscirò a preparare chissà cosa, per cui ci mettiamo al sicuro ordinando della carne arrosto: devo pensare solo all'antipasto, ai contorni ed al dolce.
Seconda tappa al mercato: il Fatalista ha distrutto due maglioncini in due giorni. Lui dice che è a causa del borsone della palestra: a quanto pare mangia gli indumenti e li risputa in fili disconnessi...io ho i miei dubbi...mah! Mentre il padre tentava di misurare qualcosa, la bambolotta ha deciso che non gradiva la folla ed ha tentato di rovesciare tutto quello che era a portata del passeggino (bancarella inclusa) tra urla disumane e capricci. Siamo scappati via inseguiti dagli sguardi pesanti delle signore presenti che avranno di certo pensato che la stessimo torturando...
Terza tappa alla Sanitaria: ho fatto rifornimento mensile per la bambolotta ed al momento di pagare il Fatalista ha preso il passeggino ed è uscito, lasciandomi con due buste da cinque quintali l'una da trasportare sino alla macchina. Le commesse hanno guardato la scena con disapprovazione: l'ho raggiunto e per salvare la faccia gli ho sussurrato un "forse è il caso che facciamo a cambio..."...asino di un marito!
Quarta tappa in un negozio per l'infanzia: una collega di lavoro ha partorito ed ha fatto la lista baby dall'altra parte della città...che poi lei abita vicino casa... non me lo spiego... vabbè! Il Fatalista resta in auto a distrarre la bambolotta seduta nel seggiolone, facendola giocare con il suo telefonino. Io entro sperando di prendere due piccioni con una fava: oggi pomeriggio alle 18.00 dobbiamo andare a trovare un'altra amica che ha avuto una bambina, devo pensare ad un regalo anche per lei! Niente da fare: il negozio non solo è in capo al mondo, ma è anche totalmente sfornito di abbigliamento (oltre al resto...).
Rientro in macchina e dico al Fatalista di portarmi in un altro negozio, lui bestemmia, scappa al volante e lascia il telefonino nelle mani della bambolotta che inizia ad essere stufa e lo lancia con vigore per terra. Altre bestemmie.
Quinta tappa al negozio più fornito: entro, saluto, vedo un cappottino/pellicciotto super elegante della taglia giusta, non guardo altro, pago, saluto, scappo in macchina e...ma che fa? piove? noooo, non è possibile...anche la pioggia ora?! no...ma è bianca...anche il vetro del finestrino ha tutte queste macchiette bianche...ma cosa diamine è?
Pittura. Ebbene sì. Due idioti tinteggiavano il balcone e non si sono accorti di tinteggiare anche me e la mia macchina (che è bianca...per fortuna!). Altre bestemmie del Fatalista. Irripetibili.
"Fortunata, visto che siamo da queste parti conviene andare al caseificio..."
"Scendi tu questa volta!" così abbiamo bruciato la sesta tappa.
Settima ed ultima fermata al supermercato: dovevo prendere poche cose, abbiamo dribblato tutti, il marito sembrava Schumacher alla guida del carrello. Mentre finivo di far la spesa, lui era già in fila alla cassa. Da lontano ho visto la bambolotta armeggiare con mezzo litro di yogurt. L'ho vista ma non l'ho guardata, non pensavo, ero distratta. Se tua figlia è con tuo marito la responsabilità è sua, no? Non dovresti controllare né lei, né lui...figurati tutti e due!
SPLASH!
Amen!
Ho fermato la fila, chiesto un rotolo di carta, aiutato la commessa a pulire per terra e aiutato la signora in fila dietro di noi a ripulirsi le scarpe, mentre il marito bestemmiava.
"Posso sapere come ti è venuto in mente di dare mezzo chilo di yogurt in mano ad una bambina di quattordici mesi?"
"Faceva i capricci, poi pensavo che la guardassi tu...che diamine! E' pure il gusto che preferisco!Porca@@@@!"
Io lo uccido! Ma che gli passa per la testa? Ora il problema è che ha perso il suo yogurt preferito?! Oddio non capisco più chi fra i due fa i capricci... "Aspetta che corro a prendertene un altro, tu guarda la bambina stavolta" gli dico minacciosa.
Mentre mi allontano sento lui che rimprovera la bambolotta e penso che non conviene urtarla, che non è affatto il momento giusto...
Non faccio in tempo ad arrivare al banco frigo che sento le urla di nostra figlia: ha perso lo yogurt, è stata rimproverata senza aver colpa alcuna, ed è scattata l'ora X, quella del pranzo.
Siamo arrivati in ritardo di un quarto d'ora sulla tabella di marcia.
Proprio non so come siamo sopravvissuti.
Anzi, come sono sopravvissuta.
lunedì 22 settembre 2014
Bentornato lunedì
Ormai i fine settimana sono un vero e proprio incubo.
La bambolotta attacca con i capricci dal sabato mattina e finisce la domenica sera...se tutto fila liscio!
Senza mezzi termini dico che il problema è il Fatalista.
La sua presenza da padre succhiamipureilsangue altera l'equilibrio della bambina.
Non le dice mai di no. E se lo fa, ride. Poi cede un secondo dopo.
Basta cedere al primo capriccio che si innesca un effetto a catena devastante, le cui conseguenze patisco io.
Essì. Perché il permissivo, quando non la regge più, si defila nelle sue stanze a vedere la televisione o, più sapientemente, si chiude in bagno per le successive due ore, rendendosi irreperibile.
A me resta una bambina indiavolata, la casa da pulire, i panni da smacchiare-lavare-stendere-stirare, i pasti da cucinare, le liste della spesa da stilare. Per riuscire a farmi una doccia devo fare richiesta in carta bollata.
Le giornate sono un inferno.
Le nottate sono quelle che sono.
Un sabato ed una domenica così stendono anche Rocky.
E dire che il week end è fatto per ricaricarsi...io mi ricarico di rabbia e frustrazione che poi impiego una settimana a smaltire.
Così, anche stamane, dopo aver trascorso una notte insonne con la bambolotta in preda agli incubi, ho salutato il lunedì con estrema gioia e, oserei dire, gratitudine.
La bambolotta attacca con i capricci dal sabato mattina e finisce la domenica sera...se tutto fila liscio!
Senza mezzi termini dico che il problema è il Fatalista.
La sua presenza da padre succhiamipureilsangue altera l'equilibrio della bambina.
Non le dice mai di no. E se lo fa, ride. Poi cede un secondo dopo.
Basta cedere al primo capriccio che si innesca un effetto a catena devastante, le cui conseguenze patisco io.
Essì. Perché il permissivo, quando non la regge più, si defila nelle sue stanze a vedere la televisione o, più sapientemente, si chiude in bagno per le successive due ore, rendendosi irreperibile.
A me resta una bambina indiavolata, la casa da pulire, i panni da smacchiare-lavare-stendere-stirare, i pasti da cucinare, le liste della spesa da stilare. Per riuscire a farmi una doccia devo fare richiesta in carta bollata.
Le giornate sono un inferno.
Le nottate sono quelle che sono.
Un sabato ed una domenica così stendono anche Rocky.
E dire che il week end è fatto per ricaricarsi...io mi ricarico di rabbia e frustrazione che poi impiego una settimana a smaltire.
Così, anche stamane, dopo aver trascorso una notte insonne con la bambolotta in preda agli incubi, ho salutato il lunedì con estrema gioia e, oserei dire, gratitudine.
mercoledì 10 settembre 2014
Divergenze
Ogni tanto capitano giorni come questi, in cui vorrei strozzare il Fatalista.
Giorni in cui, oltre al solito tempo che non basta, ci si mette anche lui a complicarmi l'esistenza.
E' rientrato dal lavoro e la bambolotta era tutta buona buona che giocava nel box, unico luogo sicuro se non posso guardarla; non è facile convincerla ad entrarci da quando gattona, è una mission impossible in cui ero stranamente riuscita, mi sentivo figa e soddisfatta come Tom Cruise... mentre toglievo la pelle ai peperoni arrosto e bestemmiavo i semini!
Ma poi arriva lui, la prende, le fa vedere l'anguria, la mette a terra e lei inizia a giocarci felice rischiando di essere schiacciata dai quindici chili di liquidi che contiene...quindi si rende conto di aver fatto una cavolata e la mette nel seggiolone.
Prime urla di disappunto della bambina.
Prime bestemmie della sottoscritta innanzi alle macchie di terra nera sul pavimento appena lavato.
Allora cerca di distrarla aprendo il frutto proibito e ficcandogliene in bocca un pezzo...ma la bambolotta è degna figlia dei suoi genitori, l'anguria va fatta fuori tutta o niente.
Altre urla della bambina, stavolta di disperazione.
La mamma sta per partire per la tangente quando suonano al citofono i consanguinei del marito, tra la lavastoviglie svuotata a metà, il pavimento a chiazze, la piccola lanciatrice di oggetti a lei proposti dal padre, la cena in forno, il pranzo dell'indomani ancora da programmare e panni da smacchiare.
Capisco che è il momento di fingersi zen. Tanto non si trattengono mai oltre la mezz'ora.
Una volta partito il capriccio, sono urla e pianti fino alla nanna, allora in genere il Fatalista trova il modo di impegnarsi in altro e lasciarmi la patata bollente.
Ma oggi no, oggi gliel'ho fatta pesare. L'ho rintuzzato fino a dargli tutto il fastidio che provavo io.
Preso dai sensi di colpa ha continuato ad occuparsi della piccola urlatrice, facendo un pasticcio dietro l'altro, saltellando inerme di capriccio in capriccio, al cospetto di sua maestà, la minuscola impertinente.
Alle otto di sera eravamo due pazzi isterici ed una scimmietta ancora urlante.
L'ultima volta che gli ho rivolto la parola è stato per chiedergli:
"Sei sicuro che questo programma tv non alteri il tuo quoziente intellettivo?!" riferita alle barzellette di Mudù.
"Sì"
E' stato il "sì" più fastidioso che abbia dovuto sentire.
Resta da capire se oggi sia la mia "giornata no" o la sua.
Giorni in cui, oltre al solito tempo che non basta, ci si mette anche lui a complicarmi l'esistenza.
E' rientrato dal lavoro e la bambolotta era tutta buona buona che giocava nel box, unico luogo sicuro se non posso guardarla; non è facile convincerla ad entrarci da quando gattona, è una mission impossible in cui ero stranamente riuscita, mi sentivo figa e soddisfatta come Tom Cruise... mentre toglievo la pelle ai peperoni arrosto e bestemmiavo i semini!
Ma poi arriva lui, la prende, le fa vedere l'anguria, la mette a terra e lei inizia a giocarci felice rischiando di essere schiacciata dai quindici chili di liquidi che contiene...quindi si rende conto di aver fatto una cavolata e la mette nel seggiolone.
Prime urla di disappunto della bambina.
Prime bestemmie della sottoscritta innanzi alle macchie di terra nera sul pavimento appena lavato.
Allora cerca di distrarla aprendo il frutto proibito e ficcandogliene in bocca un pezzo...ma la bambolotta è degna figlia dei suoi genitori, l'anguria va fatta fuori tutta o niente.
Altre urla della bambina, stavolta di disperazione.
La mamma sta per partire per la tangente quando suonano al citofono i consanguinei del marito, tra la lavastoviglie svuotata a metà, il pavimento a chiazze, la piccola lanciatrice di oggetti a lei proposti dal padre, la cena in forno, il pranzo dell'indomani ancora da programmare e panni da smacchiare.
Capisco che è il momento di fingersi zen. Tanto non si trattengono mai oltre la mezz'ora.
Una volta partito il capriccio, sono urla e pianti fino alla nanna, allora in genere il Fatalista trova il modo di impegnarsi in altro e lasciarmi la patata bollente.
Ma oggi no, oggi gliel'ho fatta pesare. L'ho rintuzzato fino a dargli tutto il fastidio che provavo io.
Preso dai sensi di colpa ha continuato ad occuparsi della piccola urlatrice, facendo un pasticcio dietro l'altro, saltellando inerme di capriccio in capriccio, al cospetto di sua maestà, la minuscola impertinente.
Alle otto di sera eravamo due pazzi isterici ed una scimmietta ancora urlante.
L'ultima volta che gli ho rivolto la parola è stato per chiedergli:
"Sei sicuro che questo programma tv non alteri il tuo quoziente intellettivo?!" riferita alle barzellette di Mudù.
"Sì"
E' stato il "sì" più fastidioso che abbia dovuto sentire.
Resta da capire se oggi sia la mia "giornata no" o la sua.
venerdì 4 luglio 2014
Bambini e torte
"Fortunata, non voglio andare più a prendere la bambolotta all'asilo..."
"Marito! Che ti è successo? Perché dici così?"
"Perché tua figlia non mi fa più le feste; mi ignora, fa finta che io non esista... e quando la prendo in braccio si lancia verso la maestra, non vuole venir via! Ti rendi conto?! Preferisce rimanere là piuttosto che tornare a casa con me!"
"Ma smettila! Dovresti essere contento che sia così felice all'asilo! Speriamo che questo suo atteggiamento non cambi mai! Sarebbe orribile doverla lasciare in lacrime, infelice..."
"No, non mi vuole più bene come prima! Eppure la porto in giro, le faccio fare tante cose divertenti, faccio tutto quello che vuole lei!"
"Che c'entra?...Anzi...forse ti stai dimenticando che sei suo padre, non il suo compagno di giochi: gliele fai passare tutte, non ti fai rispettare. Cerca di essere più deciso e fermo, non dico severo. Rifletti solo sul fatto che lei ti sfida, è intelligente e furba. Se ogni volta che ti provoca tu fai cadere tutti i paletti...non fa bene a lei e neanche al vostro rapporto: sei diventato il suo giocattolo"
Così il Fatalista si è cimentato nel dare la cena alla bambolotta.
La furbetta di casa ha serrato le labbra e fissato lo sguardo sul pc spento.
Le ho detto:
"Ok, ti mettiamo le tue canzoncine, ma se fai i capricci papà spegne!"
Ha mangiato qualche cucchiaiata e si è impuntata: spostava il boccone con le mani, arricciava il naso soffiando scocciata, girava il viso arrabbiata.
Il Fatalista ha iniziato a supplicarla ed io gli ho suggerito di spegnere il computer, di essere fermo.
"Bambolotta, se non hai fame, togliamo lo Zecchino d'Oro e ci mettiamo il pigiamino"
E' stato bravo: ha mantenuto la calma e la bambina ha ricominciato a mangiare; così si è meritata le sue canzoncine.
In compenso, poiché la genetica è una scienza esatta e mia figlia è la copia del padre (anche nel carattere), ha smesso di guardarlo.
Era così evidente lo sforzo che faceva per evitarlo che mi sono trattenuta a stento dallo scoppiare a ridere!
Si è offesa, perché il Fatalista per una volta non l'ha assecondata.
Senza pianti, lacrime o patemi d'animo: gli ha fatto pesare con l'indifferenza il torto subìto.
Ha continuato a mangiare immobile, lo sguardo altrove e se il padre provava ad accarezzarle un piedino lei si scansava.
Una volta messa a letto, il marito ha espresso tutta la sua disperazione:
"La bambolotta mi cucinerà! Non ha neanche un anno, ti rendi conto?! Non è possibile! Altro che bastone della mia vecchiaia! Già me la vedo quando sarò vecchio e non mi cambierà neanche il pannolone..."
"Eddai! Speriamo che tu non ne abbia bisogno!"
"Mi sa che dobbiamo fare il secondo, perché questa non è venuta bene!"
"Marito! Che ti è successo? Perché dici così?"
"Perché tua figlia non mi fa più le feste; mi ignora, fa finta che io non esista... e quando la prendo in braccio si lancia verso la maestra, non vuole venir via! Ti rendi conto?! Preferisce rimanere là piuttosto che tornare a casa con me!"
"Ma smettila! Dovresti essere contento che sia così felice all'asilo! Speriamo che questo suo atteggiamento non cambi mai! Sarebbe orribile doverla lasciare in lacrime, infelice..."
"No, non mi vuole più bene come prima! Eppure la porto in giro, le faccio fare tante cose divertenti, faccio tutto quello che vuole lei!"
"Che c'entra?...Anzi...forse ti stai dimenticando che sei suo padre, non il suo compagno di giochi: gliele fai passare tutte, non ti fai rispettare. Cerca di essere più deciso e fermo, non dico severo. Rifletti solo sul fatto che lei ti sfida, è intelligente e furba. Se ogni volta che ti provoca tu fai cadere tutti i paletti...non fa bene a lei e neanche al vostro rapporto: sei diventato il suo giocattolo"
Così il Fatalista si è cimentato nel dare la cena alla bambolotta.
La furbetta di casa ha serrato le labbra e fissato lo sguardo sul pc spento.
Le ho detto:
"Ok, ti mettiamo le tue canzoncine, ma se fai i capricci papà spegne!"
Ha mangiato qualche cucchiaiata e si è impuntata: spostava il boccone con le mani, arricciava il naso soffiando scocciata, girava il viso arrabbiata.
Il Fatalista ha iniziato a supplicarla ed io gli ho suggerito di spegnere il computer, di essere fermo.
"Bambolotta, se non hai fame, togliamo lo Zecchino d'Oro e ci mettiamo il pigiamino"
E' stato bravo: ha mantenuto la calma e la bambina ha ricominciato a mangiare; così si è meritata le sue canzoncine.
In compenso, poiché la genetica è una scienza esatta e mia figlia è la copia del padre (anche nel carattere), ha smesso di guardarlo.
Era così evidente lo sforzo che faceva per evitarlo che mi sono trattenuta a stento dallo scoppiare a ridere!
Si è offesa, perché il Fatalista per una volta non l'ha assecondata.
Senza pianti, lacrime o patemi d'animo: gli ha fatto pesare con l'indifferenza il torto subìto.
Ha continuato a mangiare immobile, lo sguardo altrove e se il padre provava ad accarezzarle un piedino lei si scansava.
Una volta messa a letto, il marito ha espresso tutta la sua disperazione:
"La bambolotta mi cucinerà! Non ha neanche un anno, ti rendi conto?! Non è possibile! Altro che bastone della mia vecchiaia! Già me la vedo quando sarò vecchio e non mi cambierà neanche il pannolone..."
"Eddai! Speriamo che tu non ne abbia bisogno!"
"Mi sa che dobbiamo fare il secondo, perché questa non è venuta bene!"
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