Quando ho deciso di aprire un blog l'ho fatto e basta. Non mi sono preoccupata di studiare, informarmi, diventare un'esperta e poi partire.
Alla fine quando vuoi tenere un diario cartaceo non fai altro che aprire la pagina e scrivere... lo stesso ho fatto con il blog.
Diciamo che ho questo tipo di approccio con tutti i nuovi programmi a cui mi avvicino: ne scopro le potenzialità a seconda del bisogno che ne ho.
Poiché il tempo scarseggia, non ho fatto grandi progressi: non mi sono preoccupata della grafica e di tanti altri "bottoncini" che ho davanti e che ignoro.
Ieri pomeriggio ho cancellato involontariamente un post.
Sciagura!
Per prima cosa ho scoperto che se ti capita non hai un cestino dove recuperarlo. E' potenzialmente perso per sempre. Soprattutto se lo cancelli subito dopo averlo pubblicato. Praticamente non ne rimane traccia.
Seconda cosa: sono incapace di riscrivere un post.
E' un'impresa impossibile per me. Scrivo di getto quello che mi passa per la mente in quel momento: un fiume di pensieri non replicabili.
Rileggo prima di pubblicare per correggere gli errori, decido quale sia il titolo più adatto, vedo che effetto fa la disposizione del testo dall'anteprima, premo "Pubblica"...ed il post viene rimosso dal mio cervello.
La rimozione è contestuale alla pubblicazione.
Ieri sera ho armeggiato con il telefonino tentando in tutti i modi di trovare una soluzione poiché ero in giro con il Fatalista, la bambolotta ed i miei genitori.
Poi sono rientrata a casa e mi sono fiondata al pc.
Stavolta mi ha salvato l'anteprima: la finestra era ancora aperta e sono riuscita a fare un copia/incolla dell'ultimo secondo.
Maternità e mostri è di nuovo al suo posto.
Il mio diario "dopo"...dopo aver desiderato di essere madre, dopo la diagnosi di infertilità, ma soprattutto dopo aver partorito una bambolotta e la sua sorellina!
sabato 31 maggio 2014
venerdì 30 maggio 2014
Un nuovo amore
Oggi pomeriggio è venuta F. ad aiutarmi con i servizi.
Ho già spiegato in un post quanto il Fatalista sia negato per il fai da te, la meccanica ed il bricolage in genere. Erano diversi giorni che pensavo con vero orrore alla necessità di abbassare la rete ed il materasso del lettino della bambolotta, che è troppo incosciente, impavida ed irrequieta per non buttarsi di sotto appena abbasso la guardia.
Ma so bene quanto ho impiegato a montare il lettino affidandomi all'aiuto del marito...
Quando ho visto F. mi si è accesa la lampadina!
"F. mi devi aiutare...dobbiamo fare una cosa velocemente, di nascosto dal Fatalista finché lui è al lavoro...poi ti spiego perché...tu non hai idea di cosa mi fa passare se mi faccio aiutare da lui!"
La mia fiducia è stata premiata.
F. è bravissima anche con la cassetta degli attrezzi, se non fossi già sposata le chiederei la mano!
In un quarto d'ora il lettino era sistemato, pulito e tirato a lucido.
Vediamo quanto ci impiega il Fatalista a rendersene conto...se mai se ne accorgerà!
F. tu non lo sai quanto ti apprezzo in questo momento...e pensare che erano giorni che mi struggevo al pensiero di doverti dire che non dovevamo vederci più, perché nel giro di un mese sarei stata senza lavoro e non mi sarei potuta permettere il tuo preziosissimo aiuto settimanale, per quanto economico sia...per fortuna non saprai mai che le nostre strade si stavano per dividere appena dopo essersi incontrate!
Ho già spiegato in un post quanto il Fatalista sia negato per il fai da te, la meccanica ed il bricolage in genere. Erano diversi giorni che pensavo con vero orrore alla necessità di abbassare la rete ed il materasso del lettino della bambolotta, che è troppo incosciente, impavida ed irrequieta per non buttarsi di sotto appena abbasso la guardia.
Ma so bene quanto ho impiegato a montare il lettino affidandomi all'aiuto del marito...
Quando ho visto F. mi si è accesa la lampadina!
"F. mi devi aiutare...dobbiamo fare una cosa velocemente, di nascosto dal Fatalista finché lui è al lavoro...poi ti spiego perché...tu non hai idea di cosa mi fa passare se mi faccio aiutare da lui!"
La mia fiducia è stata premiata.
F. è bravissima anche con la cassetta degli attrezzi, se non fossi già sposata le chiederei la mano!
In un quarto d'ora il lettino era sistemato, pulito e tirato a lucido.
Vediamo quanto ci impiega il Fatalista a rendersene conto...se mai se ne accorgerà!
F. tu non lo sai quanto ti apprezzo in questo momento...e pensare che erano giorni che mi struggevo al pensiero di doverti dire che non dovevamo vederci più, perché nel giro di un mese sarei stata senza lavoro e non mi sarei potuta permettere il tuo preziosissimo aiuto settimanale, per quanto economico sia...per fortuna non saprai mai che le nostre strade si stavano per dividere appena dopo essersi incontrate!
Maternità e mostri
Sono sempre stata una ragazza timida e
discreta. Di quelle che evitano gli scontri diretti, che cedono per
il quieto vivere, che se punzecchiate o offese ammutoliscono. Di
quelle che la risposta ti viene il mattino dopo o quando è troppo
tardi...salvo poi star sveglia la notte per la rabbia di essersi
fatta mettere i piedi in testa! Un' accondiscendente, con un
altissimo grado di tolleranza ed il fegato spappolato, i sogni
costellati di urla e litigi inespressi coscientemente...
Poi sono diventata mamma.
La maternità mi ha regalato la sicurezza che non ho mai avuto, la capacità di lottare, l'istinto di difendermi e difendere.
Doni difficili da gestire.
Così stamattina ho portato la bambolotta al nido, dopo aver deciso di non far menzione dell'accaduto di ieri. Poi ho visto la maestra: indossava una maglia a maniche lunghe e tanto è bastato per aprire la bocca e dare fiato ai pensieri prima che fossero filtrati dalla mia proverbiale remissività.
Non ho fatto scenate, ho solo fatto presente che hanno un cambio nei bagni, l'ho preso per mostrarglielo, ci ho infilato dentro una maglietta a maniche corte "nel caso riteniate che abbia caldo" e poi l'ho lasciata con una frase dal tono a me finora sconosciuto: calma lapidaria.
"Qualsiasi cosa accada in futuro, vi prego di non rimandarmi mai più la bambina a casa con indosso i soli indumenti intimi. Se ritenete opportuno che al nido stia così, per me va bene. Ma quando la riaffidate al padre, abbiate cura di verificare che lo scriteriato non se la porti a spasso mezza nuda con una temperatura di tredici gradi ed il diluvio universale. Grazie, buon lavoro".
Per la seconda volta sono stata io a lasciare qualcuno senza parole. Non mi è piaciuto.
Il fatto è che, anche se non sono stata affatto scortese, non sono abituata a riprendere le persone.
E veniamo all'evento clou della giornata: oggi dovevano darmi una risposta concreta alla mia richiesta di part time.
Appena arrivata ho preparato la mail in cui dichiaravo che da martedì 3 Giugno sarei stata in ferie.
Ero certa che la risposta non sarebbe arrivata.
Erano le 12.58 e stavo per inviare la mail quando sono stata chiamata dall'Ufficio Personale. Proprio con la mail aperta, mancava solo che premessi invio!
Inutile tirarla per le lunghe: richiesta accettata, proposta economica valida, mantenimento del tempo indeterminato.
Ancora non ci credo!!! Alle parole "il boss non ti vuole perdere" aspettavo già il fatidico "ma"...invece! Poi il Fatalista si domanda perché mi auto definisco Fortunata!
Ora, mi piacerebbe spendere frasi come chi vale e merita riesce ad ottenere ciò che vuole, ma a mio parere sono solo odiosi e sciocchi luoghi comuni: ci sono moltissime (troppe) persone che valgono e meritano e non hanno la mia stessa fortuna.
Però una cosa l'ho imparata: ci sono momenti nella vita in cui bisogna alzare la voce, pretendere ed essere disposti a rischiare tutto.
La verità è che vince il più forte, chi sbraita di più ed alza la voce.
Questo mondo è fatto per i mostri. Come quello che mi è nato dentro con la maternità e che fatico a tenere a bada.
Poi sono diventata mamma.
La maternità mi ha regalato la sicurezza che non ho mai avuto, la capacità di lottare, l'istinto di difendermi e difendere.
Doni difficili da gestire.
Così stamattina ho portato la bambolotta al nido, dopo aver deciso di non far menzione dell'accaduto di ieri. Poi ho visto la maestra: indossava una maglia a maniche lunghe e tanto è bastato per aprire la bocca e dare fiato ai pensieri prima che fossero filtrati dalla mia proverbiale remissività.
Non ho fatto scenate, ho solo fatto presente che hanno un cambio nei bagni, l'ho preso per mostrarglielo, ci ho infilato dentro una maglietta a maniche corte "nel caso riteniate che abbia caldo" e poi l'ho lasciata con una frase dal tono a me finora sconosciuto: calma lapidaria.
"Qualsiasi cosa accada in futuro, vi prego di non rimandarmi mai più la bambina a casa con indosso i soli indumenti intimi. Se ritenete opportuno che al nido stia così, per me va bene. Ma quando la riaffidate al padre, abbiate cura di verificare che lo scriteriato non se la porti a spasso mezza nuda con una temperatura di tredici gradi ed il diluvio universale. Grazie, buon lavoro".
Per la seconda volta sono stata io a lasciare qualcuno senza parole. Non mi è piaciuto.
Il fatto è che, anche se non sono stata affatto scortese, non sono abituata a riprendere le persone.
E veniamo all'evento clou della giornata: oggi dovevano darmi una risposta concreta alla mia richiesta di part time.
Appena arrivata ho preparato la mail in cui dichiaravo che da martedì 3 Giugno sarei stata in ferie.
Ero certa che la risposta non sarebbe arrivata.
Erano le 12.58 e stavo per inviare la mail quando sono stata chiamata dall'Ufficio Personale. Proprio con la mail aperta, mancava solo che premessi invio!
Inutile tirarla per le lunghe: richiesta accettata, proposta economica valida, mantenimento del tempo indeterminato.
Ancora non ci credo!!! Alle parole "il boss non ti vuole perdere" aspettavo già il fatidico "ma"...invece! Poi il Fatalista si domanda perché mi auto definisco Fortunata!
Ora, mi piacerebbe spendere frasi come chi vale e merita riesce ad ottenere ciò che vuole, ma a mio parere sono solo odiosi e sciocchi luoghi comuni: ci sono moltissime (troppe) persone che valgono e meritano e non hanno la mia stessa fortuna.
Però una cosa l'ho imparata: ci sono momenti nella vita in cui bisogna alzare la voce, pretendere ed essere disposti a rischiare tutto.
La verità è che vince il più forte, chi sbraita di più ed alza la voce.
Questo mondo è fatto per i mostri. Come quello che mi è nato dentro con la maternità e che fatico a tenere a bada.
giovedì 29 maggio 2014
Perplessità
Sono un paio di giorni che abbiamo ritirato fuori i giubbotti.
Oggi in particolar modo, oltre alle temperature basse (la massima è stata di 18°C), c'era la pioggia a peggiorare la situazione.
E' tutto il giorno che passiamo dalla pioggia fine, alla fitta, al diluvio universale e viceversa.
Premetto che non sono di quelle mamme che coprono eccessivamente i figli: so bene che i bambini sentono più caldo di noi e soffrono se vestiti troppo pesantemente. Poi sudano e si ammalano.
Così ho lasciato alla bambolotta le calze di filanca avendo giusto cura di aggiungere un leggings di cotone. E una maglietta sportiva a maniche lunghe (ma leggera) sopra la biancheria intima a maniche corte.
All'asilo (e a casa) è da diverso tempo che non vengono più accesi i riscaldamenti e la bambolotta sta spesso e volentieri in terra a rotolarsi. Di conseguenza non direi proprio che faccio girare mia figlia con il materasso indosso...
Quando sono rientrata a casa dal lavoro, la maglietta della bambina era sullo schienale di una sedia, in cucina. Bagnata.
"Fatalista, ma che è successo alla bambina?"
"Si è bagnata e le hanno tolto la maglia"
"Vedo che si è bagnata... ma come?! Con il suo bicchiere è impossibile..."
"Non lo so: so solo che si è bagnata e le hanno tolto la maglia...comunque hanno detto di non vestirla troppo pesantemente..."
"Scusa, fammi capire...le hanno tolto la maglia... e poi?"
"Niente, è rimasta con la maglietta intima"
"La maglietta intima a maniche corte?!"
"Sì"
"E perché non hanno usato quella del cambio?!"
"Boh! Forse aveva caldo..."
"Scusa ma ci sei stato anche tu all'asilo, ti sembrava caldo?!"
"No..."
"E ora cos'ha indosso la creatura nel lettino?!"
"Quando siamo tornati a casa ho preso una maglietta dall'armadio e gliel'ho infilata..."
"?????!!!!!Quando siete tornati? E dall'asilo a casa come te la sei portata?!"
"Le ho messo il giubbotto sopra la maglia intima"
Benedicendo la mia decisione mattutina di mettere alla bambina un giubbottino con le maniche lunghe al posto dello smanicato ho tentato un'ultima domanda:
"E tu perché non le hai messo la maglia del cambio?"
"Macchenesoiochehauncambioallasilo?!"
Sarò onesta: sono arrabbiata. Dopo un mese di raffreddore la bambolotta è finalmente in forma.
E questi sciagurati stanno attentando in tutti i modi alla sua salute.
Però devo ancora capire se arrabbiarmi con le maestre o con il marito.
Oggi in particolar modo, oltre alle temperature basse (la massima è stata di 18°C), c'era la pioggia a peggiorare la situazione.
E' tutto il giorno che passiamo dalla pioggia fine, alla fitta, al diluvio universale e viceversa.
Premetto che non sono di quelle mamme che coprono eccessivamente i figli: so bene che i bambini sentono più caldo di noi e soffrono se vestiti troppo pesantemente. Poi sudano e si ammalano.
Così ho lasciato alla bambolotta le calze di filanca avendo giusto cura di aggiungere un leggings di cotone. E una maglietta sportiva a maniche lunghe (ma leggera) sopra la biancheria intima a maniche corte.
All'asilo (e a casa) è da diverso tempo che non vengono più accesi i riscaldamenti e la bambolotta sta spesso e volentieri in terra a rotolarsi. Di conseguenza non direi proprio che faccio girare mia figlia con il materasso indosso...
Quando sono rientrata a casa dal lavoro, la maglietta della bambina era sullo schienale di una sedia, in cucina. Bagnata.
"Fatalista, ma che è successo alla bambina?"
"Si è bagnata e le hanno tolto la maglia"
"Vedo che si è bagnata... ma come?! Con il suo bicchiere è impossibile..."
"Non lo so: so solo che si è bagnata e le hanno tolto la maglia...comunque hanno detto di non vestirla troppo pesantemente..."
"Scusa, fammi capire...le hanno tolto la maglia... e poi?"
"Niente, è rimasta con la maglietta intima"
"La maglietta intima a maniche corte?!"
"Sì"
"E perché non hanno usato quella del cambio?!"
"Boh! Forse aveva caldo..."
"Scusa ma ci sei stato anche tu all'asilo, ti sembrava caldo?!"
"No..."
"E ora cos'ha indosso la creatura nel lettino?!"
"Quando siamo tornati a casa ho preso una maglietta dall'armadio e gliel'ho infilata..."
"?????!!!!!Quando siete tornati? E dall'asilo a casa come te la sei portata?!"
"Le ho messo il giubbotto sopra la maglia intima"
Benedicendo la mia decisione mattutina di mettere alla bambina un giubbottino con le maniche lunghe al posto dello smanicato ho tentato un'ultima domanda:
"E tu perché non le hai messo la maglia del cambio?"
"Macchenesoiochehauncambioallasilo?!"
Sarò onesta: sono arrabbiata. Dopo un mese di raffreddore la bambolotta è finalmente in forma.
E questi sciagurati stanno attentando in tutti i modi alla sua salute.
Però devo ancora capire se arrabbiarmi con le maestre o con il marito.
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