"Pronto, F.?"
"Fortunata dimmi"
"La bambolotta è malata e non è il caso che la porti all'asilo...devo andare al lavoro...lo so che sei impegnata...insomma...mi stavo domandando se per te fosse possibile liberarti e stare un po' con lei domattina, finché non rientra il Fatalista...ma devi andare da M.?...perché se è così lasciamo perdere, non ti voglio creare problemi..."
"Ok, vengo!"
"Ma non devi andare da M.?"
"Sì...ma la bambolotta con chi lasci? Con me ci sta...ma con altri..."
"Infatti: anche se chiamassi una babysitter sarebbe impossibile! Però posso prendermi la giornata di ferie...e sperare che fili tutto liscio al lavoro..."
"No, vengo io! Lei con me sta bene...e anche io sono felice di stare con lei!"
Dopo una giornata passata a disperarmi, già preda dei sensi di colpa per essere una madre lavoratrice, quindi pessima madre e pessima lavoratrice...in un mare di pensieri confusi ed inconcludenti ho pensato a lei, F., come unica àncora di salvezza.
Non mi sbagliavo: ora la bambolotta ed io possiamo dormire tranquille.
Il mio diario "dopo"...dopo aver desiderato di essere madre, dopo la diagnosi di infertilità, ma soprattutto dopo aver partorito una bambolotta e la sua sorellina!
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domenica 21 dicembre 2014
sabato 4 ottobre 2014
Diffidenza
La bambolotta non si fida di nessuno, neanche del Fatalista che pure adora sopra ogni cosa in questo periodo. Chi le dà sicurezza? Se stessa, solo se stessa.
Ad esempio se non riesce a fare qualcosa non cerca me o il padre per farsi aiutare: si ostina, si arrabbia, tenta all'infinito finché non trova un modo o scoppia in un pianto disperato.
Il più delle volte non ti permette di intervenire.
In piscina non ha mai fatto nessun esercizio in cui non avesse almeno in parte il controllo della situazione, non si è mai stesa a pancia in su per lasciarsi trasportare dal papà, non si rilassa, non abbassa mai la guardia.
Così per i primi passi. Si rifiuta. Eppure sta in piedi una meraviglia! Non si sente sicura di poter camminare da sola e non si fida delle braccia che le tendiamo.
E' incredibile...anche un po' frustrante, almeno per me.
Si appoggia e divani, pareti, porte, specchi...ma non alle persone.
Persino nonnamanager, che pure le ha insegnato tantissime cose, con costanza e determinazione, è impotente: la mette in piedi e lei si siede, si ribella fino a piangere.
Inutile insistere, magari peggioriamo la situazione.
Ogni bambino ha i suoi tempi a quanto pare dettati anche dal carattere.
Ma una persona speciale c'è. Qualcuno che la ispira come nessun altro, anche se la vede una volta alla settimana. Quella persona è F. e dal loro primo incontro ho capito che c'è affinità reciproca.
Ieri ne ho avuto la conferma: la bambolotta ha ascoltato F. che le diceva qualcosa all'orecchio ed è rimasta in piedi, sola, tra le sue braccia larghe che non la sfioravano neanche.
Non una volta sola, più volte di seguito fra la mia gioia ed incredulità.
"F.! Come hai fatto?! Insegnami!"
Mi ha spiegato come posizionarla e rassicurarla, poi abbiamo tentato di farle fare qualche passo: perde ancora l'equilibrio per cercare di raggiungere le mie mani, ma almeno mi permette di provare... anzi di farla provare!
Oggi al momento giusto ho intenzione di rifarlo: chissà se funziona senza F.!!!
Ad esempio se non riesce a fare qualcosa non cerca me o il padre per farsi aiutare: si ostina, si arrabbia, tenta all'infinito finché non trova un modo o scoppia in un pianto disperato.
Il più delle volte non ti permette di intervenire.
In piscina non ha mai fatto nessun esercizio in cui non avesse almeno in parte il controllo della situazione, non si è mai stesa a pancia in su per lasciarsi trasportare dal papà, non si rilassa, non abbassa mai la guardia.
Così per i primi passi. Si rifiuta. Eppure sta in piedi una meraviglia! Non si sente sicura di poter camminare da sola e non si fida delle braccia che le tendiamo.
E' incredibile...anche un po' frustrante, almeno per me.
Si appoggia e divani, pareti, porte, specchi...ma non alle persone.
Persino nonnamanager, che pure le ha insegnato tantissime cose, con costanza e determinazione, è impotente: la mette in piedi e lei si siede, si ribella fino a piangere.
Inutile insistere, magari peggioriamo la situazione.
Ogni bambino ha i suoi tempi a quanto pare dettati anche dal carattere.
Ma una persona speciale c'è. Qualcuno che la ispira come nessun altro, anche se la vede una volta alla settimana. Quella persona è F. e dal loro primo incontro ho capito che c'è affinità reciproca.
Ieri ne ho avuto la conferma: la bambolotta ha ascoltato F. che le diceva qualcosa all'orecchio ed è rimasta in piedi, sola, tra le sue braccia larghe che non la sfioravano neanche.
Non una volta sola, più volte di seguito fra la mia gioia ed incredulità.
"F.! Come hai fatto?! Insegnami!"
Mi ha spiegato come posizionarla e rassicurarla, poi abbiamo tentato di farle fare qualche passo: perde ancora l'equilibrio per cercare di raggiungere le mie mani, ma almeno mi permette di provare... anzi di farla provare!
Oggi al momento giusto ho intenzione di rifarlo: chissà se funziona senza F.!!!
martedì 3 giugno 2014
Il circo
Un giorno una donna può decidere che può bastare, fare sempre Wonder Woman non è salutare e non paga. Quindi chiede un aiuto una volta a settimana, giusto per fare quelle attività casalinghe più pesanti e scomode che altrimenti non riuscirebbe mai a fare da sola.
Così il marito improvvisamente va in stand by. C'è, ma non è proprio acceso e neanche spento. C'è ma finge di non esserci, ogni incombenza domestica non lo riguarda più.
D'altra parte tu lavori solo sei ore e la notte non dormi, quindi hai tutto il tempo e la forza di portare avanti la casa e occuparti della bambina, no?!
A pensarci bene...c'è la donna delle pulizie ogni venerdì, quindi il pomeriggio puoi tranquillamente schiacciare un pisolino.
La spesa viaggia direttamente dal supermercato alla cucina; i panni si buttano da soli in lavatrice per poi stendersi comodamente al sole e rilassarsi sotto il ferro da stiro, quindi si autopiegano e vanno a nanna negli armadi; il pranzo arriva dal ristorante, come pure la cena; i piatti si sciacquano volentieri da soli in questo periodo dell'anno: inizia a far caldo, è comprensibile! L'aspirapolvere si diletta a passeggiare per casa seguita da mazza e straccio.
Per quanto sopra esposto un marito non ha alcuna necessità di sparecchiare, abbassare o alzare persiane, rimettere a posto i panni della palestra sparsi per casa, conferire nel cestone gli indumenti sporchi, buttare il tubo della cartaigienica finita e sostituirla con un nuovo rotolo, mettere in ordine telefoninomarsupioocchialichiavi, conservare qualcuno dei suoi quattro giubbini che ingombrano l'attaccapanni, chiudere le ante della libreria quando preleva un libro, raccogliere le carte da gioco che ha lasciato che la bambolotta spargesse per casa (?!)...
Se poi la malcapitata rientra dalla palestra e vuole andare in bagno, quello è il momento esatto in cui il marito non solo deve lavarsi i denti, ma è anche il momento più opportuno per farsi la barba.
Insomma, da quando F. è entrata nella nostra vita questa casa è un circo: il Fatalista è sempre più impegnato in sparizioni magiche e io... diciamo che Moira Orfei mi fa un baffo!
Così il marito improvvisamente va in stand by. C'è, ma non è proprio acceso e neanche spento. C'è ma finge di non esserci, ogni incombenza domestica non lo riguarda più.
D'altra parte tu lavori solo sei ore e la notte non dormi, quindi hai tutto il tempo e la forza di portare avanti la casa e occuparti della bambina, no?!
A pensarci bene...c'è la donna delle pulizie ogni venerdì, quindi il pomeriggio puoi tranquillamente schiacciare un pisolino.
La spesa viaggia direttamente dal supermercato alla cucina; i panni si buttano da soli in lavatrice per poi stendersi comodamente al sole e rilassarsi sotto il ferro da stiro, quindi si autopiegano e vanno a nanna negli armadi; il pranzo arriva dal ristorante, come pure la cena; i piatti si sciacquano volentieri da soli in questo periodo dell'anno: inizia a far caldo, è comprensibile! L'aspirapolvere si diletta a passeggiare per casa seguita da mazza e straccio.
Per quanto sopra esposto un marito non ha alcuna necessità di sparecchiare, abbassare o alzare persiane, rimettere a posto i panni della palestra sparsi per casa, conferire nel cestone gli indumenti sporchi, buttare il tubo della cartaigienica finita e sostituirla con un nuovo rotolo, mettere in ordine telefoninomarsupioocchialichiavi, conservare qualcuno dei suoi quattro giubbini che ingombrano l'attaccapanni, chiudere le ante della libreria quando preleva un libro, raccogliere le carte da gioco che ha lasciato che la bambolotta spargesse per casa (?!)...
Se poi la malcapitata rientra dalla palestra e vuole andare in bagno, quello è il momento esatto in cui il marito non solo deve lavarsi i denti, ma è anche il momento più opportuno per farsi la barba.
Insomma, da quando F. è entrata nella nostra vita questa casa è un circo: il Fatalista è sempre più impegnato in sparizioni magiche e io... diciamo che Moira Orfei mi fa un baffo!
venerdì 30 maggio 2014
Un nuovo amore
Oggi pomeriggio è venuta F. ad aiutarmi con i servizi.
Ho già spiegato in un post quanto il Fatalista sia negato per il fai da te, la meccanica ed il bricolage in genere. Erano diversi giorni che pensavo con vero orrore alla necessità di abbassare la rete ed il materasso del lettino della bambolotta, che è troppo incosciente, impavida ed irrequieta per non buttarsi di sotto appena abbasso la guardia.
Ma so bene quanto ho impiegato a montare il lettino affidandomi all'aiuto del marito...
Quando ho visto F. mi si è accesa la lampadina!
"F. mi devi aiutare...dobbiamo fare una cosa velocemente, di nascosto dal Fatalista finché lui è al lavoro...poi ti spiego perché...tu non hai idea di cosa mi fa passare se mi faccio aiutare da lui!"
La mia fiducia è stata premiata.
F. è bravissima anche con la cassetta degli attrezzi, se non fossi già sposata le chiederei la mano!
In un quarto d'ora il lettino era sistemato, pulito e tirato a lucido.
Vediamo quanto ci impiega il Fatalista a rendersene conto...se mai se ne accorgerà!
F. tu non lo sai quanto ti apprezzo in questo momento...e pensare che erano giorni che mi struggevo al pensiero di doverti dire che non dovevamo vederci più, perché nel giro di un mese sarei stata senza lavoro e non mi sarei potuta permettere il tuo preziosissimo aiuto settimanale, per quanto economico sia...per fortuna non saprai mai che le nostre strade si stavano per dividere appena dopo essersi incontrate!
Ho già spiegato in un post quanto il Fatalista sia negato per il fai da te, la meccanica ed il bricolage in genere. Erano diversi giorni che pensavo con vero orrore alla necessità di abbassare la rete ed il materasso del lettino della bambolotta, che è troppo incosciente, impavida ed irrequieta per non buttarsi di sotto appena abbasso la guardia.
Ma so bene quanto ho impiegato a montare il lettino affidandomi all'aiuto del marito...
Quando ho visto F. mi si è accesa la lampadina!
"F. mi devi aiutare...dobbiamo fare una cosa velocemente, di nascosto dal Fatalista finché lui è al lavoro...poi ti spiego perché...tu non hai idea di cosa mi fa passare se mi faccio aiutare da lui!"
La mia fiducia è stata premiata.
F. è bravissima anche con la cassetta degli attrezzi, se non fossi già sposata le chiederei la mano!
In un quarto d'ora il lettino era sistemato, pulito e tirato a lucido.
Vediamo quanto ci impiega il Fatalista a rendersene conto...se mai se ne accorgerà!
F. tu non lo sai quanto ti apprezzo in questo momento...e pensare che erano giorni che mi struggevo al pensiero di doverti dire che non dovevamo vederci più, perché nel giro di un mese sarei stata senza lavoro e non mi sarei potuta permettere il tuo preziosissimo aiuto settimanale, per quanto economico sia...per fortuna non saprai mai che le nostre strade si stavano per dividere appena dopo essersi incontrate!
sabato 24 maggio 2014
F.
F. è una ragazza dell'est.
Sono diversi anni che aiuta nonnamanager in casa. Ci va una mattina a settimana: è un tornado silenzioso che velocemente spazza via lo sporco ed il disordine.
Mia madre è una gran chiacchierona, molto socievole ed espansiva, ma con F. non c'è niente da fare.
Non parla. Non beve. Non va in bagno.
Lei fa i servizi, lavora oltre il tempo stabilito ma si fa pagare solo quanto pattuito. Non è possibile convincerla a prendere ciò che le spetta.
Prima di sposarmi, quando abitavo ancora con i miei genitori, ricordo che non mi accorgevo neanche che fosse in casa.
All'incirca due settimane fa ho deciso di farmi aiutare anch'io con i servizi ed ho chiesto a nonnamanager di intercedere per me presso F.
Ha acconsentito, il mio turno è il venerdì pomeriggio.
Ieri la bambolotta l'ha riconosciuta, le ha sorriso e le si è gettata fra le braccia (per poi ripensarci un secondo dopo). Quel sorriso è stato ricambiato e per me è stato come vedere F. per la prima volta. E' solo una ragazza...piccola, avrà certamente diversi anni meno di me.
"F. posso farti una domanda?"
"Sì"
"Hai figli?"
"Una bambina"
"Quanti anni ha?"
"Dodici...vive nell' Est con mia madre. E' una brava figlia, la migliore della scuola...è già signorina ma per fortuna non pensa ancora ai ragazzi...spero che succeda il più tardi possibile...anzi no, forse è meglio che si faccia le sue esperienze, io l'ho capito troppo tardi. Mi sono innamorata di mio marito a quattordici anni, ci siamo sposati e sono andata a vivere con mia suocera. Mi occupavo della casa, della campagna e degli animali. Facevo la schiava e non ero libera neanche di aprire bocca. Un giorno, dopo sette anni, mia suocera mi ha preso per mano, mi ha accompagnato fuori e mi ha detto: Non ti voglio più, non ti sopporto, voglio che mio figlio si prenda un'altra donna. Così ho preso la bambina e sono tornata da mia madre, ma dovevo lavorare per vivere...ho raggiunto mio fratello in Italia e ora mia figlia può permettersi una vita agiata. La nonna da allora non l'ha mai cercata né vista. Suo padre pochi mesi fa si è dimenticato il suo compleanno, però qualche volta le telefona. Lei soffre molto per questo padre così indifferente...ma che posso fare. Cerco di consolarla..."
Dopo questa confidenza durante la quale non ha mai smesso di spolverare e spostare mobili, ha sospirato e mi ha chiesto un bicchier d'acqua (scusandosi per aver dimenticato di portare la sua bottiglietta).
La bambolotta ha iniziato a girarle intorno con il girello cercando di distrarla in tutti i modi, quindi ho tentato di dissuaderla dicendole:
"Lascia in pace F., ammamma, un'altra volta andiamo a passeggio insieme. Ora falla lavorare tranquilla..."
"Sì, bambolotta, un giorno vieni tu a casa mia che prendiamo un gelato insieme"
Laddove nonnamanager non è riuscita, la bambolotta ha sfondato ogni reticenza.
Sono diversi anni che aiuta nonnamanager in casa. Ci va una mattina a settimana: è un tornado silenzioso che velocemente spazza via lo sporco ed il disordine.
Mia madre è una gran chiacchierona, molto socievole ed espansiva, ma con F. non c'è niente da fare.
Non parla. Non beve. Non va in bagno.
Lei fa i servizi, lavora oltre il tempo stabilito ma si fa pagare solo quanto pattuito. Non è possibile convincerla a prendere ciò che le spetta.
Prima di sposarmi, quando abitavo ancora con i miei genitori, ricordo che non mi accorgevo neanche che fosse in casa.
All'incirca due settimane fa ho deciso di farmi aiutare anch'io con i servizi ed ho chiesto a nonnamanager di intercedere per me presso F.
Ha acconsentito, il mio turno è il venerdì pomeriggio.
Ieri la bambolotta l'ha riconosciuta, le ha sorriso e le si è gettata fra le braccia (per poi ripensarci un secondo dopo). Quel sorriso è stato ricambiato e per me è stato come vedere F. per la prima volta. E' solo una ragazza...piccola, avrà certamente diversi anni meno di me.
"F. posso farti una domanda?"
"Sì"
"Hai figli?"
"Una bambina"
"Quanti anni ha?"
"Dodici...vive nell' Est con mia madre. E' una brava figlia, la migliore della scuola...è già signorina ma per fortuna non pensa ancora ai ragazzi...spero che succeda il più tardi possibile...anzi no, forse è meglio che si faccia le sue esperienze, io l'ho capito troppo tardi. Mi sono innamorata di mio marito a quattordici anni, ci siamo sposati e sono andata a vivere con mia suocera. Mi occupavo della casa, della campagna e degli animali. Facevo la schiava e non ero libera neanche di aprire bocca. Un giorno, dopo sette anni, mia suocera mi ha preso per mano, mi ha accompagnato fuori e mi ha detto: Non ti voglio più, non ti sopporto, voglio che mio figlio si prenda un'altra donna. Così ho preso la bambina e sono tornata da mia madre, ma dovevo lavorare per vivere...ho raggiunto mio fratello in Italia e ora mia figlia può permettersi una vita agiata. La nonna da allora non l'ha mai cercata né vista. Suo padre pochi mesi fa si è dimenticato il suo compleanno, però qualche volta le telefona. Lei soffre molto per questo padre così indifferente...ma che posso fare. Cerco di consolarla..."
Dopo questa confidenza durante la quale non ha mai smesso di spolverare e spostare mobili, ha sospirato e mi ha chiesto un bicchier d'acqua (scusandosi per aver dimenticato di portare la sua bottiglietta).
La bambolotta ha iniziato a girarle intorno con il girello cercando di distrarla in tutti i modi, quindi ho tentato di dissuaderla dicendole:
"Lascia in pace F., ammamma, un'altra volta andiamo a passeggio insieme. Ora falla lavorare tranquilla..."
"Sì, bambolotta, un giorno vieni tu a casa mia che prendiamo un gelato insieme"
Laddove nonnamanager non è riuscita, la bambolotta ha sfondato ogni reticenza.
venerdì 16 maggio 2014
Un giorno di ordinaria follia
Stamattina verso le tre (quindi sarebbe più giusto parlare di notte) il Fatalista ed io abbiamo iniziato a sentire degli strani versi. Provenivano dalla culla della bambolotta ma poco si addicevano ad una bimba in procinto di compiere appena dieci mesi. Sbuffava. Proprio come fa qualsiasi persona giunta al limite della sopportazione. Ci mancava solo che accompagnasse il verso con un "uffa" e la scenetta sarebbe stata perfetta. Non sappiamo cosa l'avesse portata a scocciarsi così tanto e così sonoramente ad un orario a dir poco improbabile, ma al momento sono ricorsa alla solita manovra recuperaciuccio per tapparle la bocca...per le risposte ai nostri quesiti avrei voluto attendere almeno l'alba! Ma la bambolotta non era d'accordo: ha deciso di cambiare verso ed è partita con le pernacchie, dopo aver lanciato il ciuccio più lontano possibile da se stessa e da me.
Probabilmente aveva perso il sonno e la pazienza per via di due genitori senza cuore che continuavano a dormire quando lei aveva solo voglia di giocare. Ad ogni modo il Fatalista, grazie a suoi super poteri, ha ricominciato a russare dopo poco tempo, lasciandomi sola a trattenere la peste nel lettino fino alle sei.
Sono arrivata in ufficio, fra sbadigli e colpi di sonno ho terminato un lavoro impossibile che mi tormenta da una settimana, e soddisfatta stavo per chiudere la cartella quando un dettaglio mi è balzato all'occhio, è rimbalzato nel mio cervello per farmi esplodere in un CAXXO, CAXXO, CAXXOOO!!!
Dei colleghi di un altro ufficio, evidentemente molto più addormentati di me, mi avevano passato un documento sbagliato; il documento; quello che stava alla base di tutto il mio lavoro; una settimana buttata nel cesso. Avrei voluto uccidere qualcuno. Ma ero troppo stanca.
Come un mulo da fatica, a testa bassa e denti stretti, ho ricominciato d'accapo.
Fuori imperversava una tempesta; l'ora della libertà si avvicinava ed io mi domandavo come avrei fatto a raggiungere l'auto sotto il diluvio universale quando ad un tratto è andata via la corrente.
Il gruppo di continuità mi ha detto addio senza preavviso, il pc si è spento, tutti i dati non salvati sono andati definitivamente persi insieme alla mia pazienza. Ho sbattuto i pugni sulla scrivania, ho infilato il giubbotto ed ho sfidato la grandine pur di rientrare quanto prima a casa.
Alle quattro del pomeriggio è venuta F. per aiutarmi con le pulizie. La bambolotta sembrava Tarzan all'ultimo stadio della pazzia; tra le sue urla disumane ed i suoi capricci abbiamo dato una sistemata alla casa.
Quando finalmente iniziavo ad intravedere delle stanze pulite ed ordinate invece della solita discarica hanno suonato alla porta.
Erano nonnasprint e nonnodivano.
Nonnodivano non veniva da mesi, nonnasprint viene un paio di volte a settimana...ma mai di venerdì.
Entrambi vivono a cinquecento metri dalla nostra abitazione ma preferiscono vedere la bambolotta via skype. A loro piace così, noi ce ne siamo fatti una ragione.
Mai momento fu più opportuno per una visita in una casa con tre quarti dei pavimenti ancora bagnati mentre fuori piove da ore.
Li ho gentilmente rinchiusi nel salone con la bambolotta, ho detto ad F. di non farli uscire per nessun motivo al mondo...ma nonnodivano voleva andare in bagno. Siccome era tutto in mezzo ha inavvertitamente rovesciato lo spazzolone ed il suo contenitore con la candeggina per terra. E poiché i tappetini erano ancora da piazzare ha involontariamente pestato il bagnato con le scarpe sporche portandolo in corridoio e nel salone. Nel frattempo la bambolotta voleva fare i suoi passettini sorretta da nonnasprint esplorando tutta la casa, anche le stanze dove era ancora bagnato.
F., che è una ragazza molto timida, non poteva fare a meno di sorridermi e darmi qualche parola di conforto. Quando è andata via, dopo tre ore e mezza in cui non si è fermata un attimo, mi ha detto: "Mi dispiace, sei proprio stanca...cerca di riposare!". Lei a me!
Finito l'orario visite, ho rilavato a terra in bagno, in salone, in corridoio e parte della stanza da letto.
Dovrei rilavare in cucina perché la bambolotta odia il pesce e stasera ho avuto la felice idea di proporle il salmone. Ha sputato con molto gusto più di un boccone prima di arrendersi.
Ma ora le mie pile sono troppo scariche e domattina partiamo alle sei.
E' il caso che vada a nanna, la cucina aspetterà.
Buonanotte. Speriamo.
Probabilmente aveva perso il sonno e la pazienza per via di due genitori senza cuore che continuavano a dormire quando lei aveva solo voglia di giocare. Ad ogni modo il Fatalista, grazie a suoi super poteri, ha ricominciato a russare dopo poco tempo, lasciandomi sola a trattenere la peste nel lettino fino alle sei.
Sono arrivata in ufficio, fra sbadigli e colpi di sonno ho terminato un lavoro impossibile che mi tormenta da una settimana, e soddisfatta stavo per chiudere la cartella quando un dettaglio mi è balzato all'occhio, è rimbalzato nel mio cervello per farmi esplodere in un CAXXO, CAXXO, CAXXOOO!!!
Dei colleghi di un altro ufficio, evidentemente molto più addormentati di me, mi avevano passato un documento sbagliato; il documento; quello che stava alla base di tutto il mio lavoro; una settimana buttata nel cesso. Avrei voluto uccidere qualcuno. Ma ero troppo stanca.
Come un mulo da fatica, a testa bassa e denti stretti, ho ricominciato d'accapo.
Fuori imperversava una tempesta; l'ora della libertà si avvicinava ed io mi domandavo come avrei fatto a raggiungere l'auto sotto il diluvio universale quando ad un tratto è andata via la corrente.
Il gruppo di continuità mi ha detto addio senza preavviso, il pc si è spento, tutti i dati non salvati sono andati definitivamente persi insieme alla mia pazienza. Ho sbattuto i pugni sulla scrivania, ho infilato il giubbotto ed ho sfidato la grandine pur di rientrare quanto prima a casa.
Alle quattro del pomeriggio è venuta F. per aiutarmi con le pulizie. La bambolotta sembrava Tarzan all'ultimo stadio della pazzia; tra le sue urla disumane ed i suoi capricci abbiamo dato una sistemata alla casa.
Quando finalmente iniziavo ad intravedere delle stanze pulite ed ordinate invece della solita discarica hanno suonato alla porta.
Erano nonnasprint e nonnodivano.
Nonnodivano non veniva da mesi, nonnasprint viene un paio di volte a settimana...ma mai di venerdì.
Entrambi vivono a cinquecento metri dalla nostra abitazione ma preferiscono vedere la bambolotta via skype. A loro piace così, noi ce ne siamo fatti una ragione.
Mai momento fu più opportuno per una visita in una casa con tre quarti dei pavimenti ancora bagnati mentre fuori piove da ore.
Li ho gentilmente rinchiusi nel salone con la bambolotta, ho detto ad F. di non farli uscire per nessun motivo al mondo...ma nonnodivano voleva andare in bagno. Siccome era tutto in mezzo ha inavvertitamente rovesciato lo spazzolone ed il suo contenitore con la candeggina per terra. E poiché i tappetini erano ancora da piazzare ha involontariamente pestato il bagnato con le scarpe sporche portandolo in corridoio e nel salone. Nel frattempo la bambolotta voleva fare i suoi passettini sorretta da nonnasprint esplorando tutta la casa, anche le stanze dove era ancora bagnato.
F., che è una ragazza molto timida, non poteva fare a meno di sorridermi e darmi qualche parola di conforto. Quando è andata via, dopo tre ore e mezza in cui non si è fermata un attimo, mi ha detto: "Mi dispiace, sei proprio stanca...cerca di riposare!". Lei a me!
Finito l'orario visite, ho rilavato a terra in bagno, in salone, in corridoio e parte della stanza da letto.
Dovrei rilavare in cucina perché la bambolotta odia il pesce e stasera ho avuto la felice idea di proporle il salmone. Ha sputato con molto gusto più di un boccone prima di arrendersi.
Ma ora le mie pile sono troppo scariche e domattina partiamo alle sei.
E' il caso che vada a nanna, la cucina aspetterà.
Buonanotte. Speriamo.
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martedì 13 maggio 2014
Decisione
Sabato pomeriggio abbiamo fatto compere: sono diversi giorni che il Fatalista mi tortura con la storia che deve portare la bambolotta in bicicletta. Solo che io non amo le due ruote in genere, in più viviamo in un paese dove non esistono piste ciclabili, a mala pena abbiamo i marciapiedi!
Pensare di prendere la bicicletta per spostarsi è da folli: non ci sono strade in piano, tutte super salite e super discese...comunque, pur di non sentirlo più, l'ho accompagnato per scegliere il modello del seggiolino. Il Fatalista era al top dell'entusiasmo: non so come abbia fatto a dormire la notte!
In realtà il mio cedere al suo entusiasmo aveva un secondo fine...è da un po' che mi sono resa conto che quando rientro dal lavoro non faccio che spostare la bambolotta dal box al girello al lettino, tutto per sbrigare le centinaia di faccende domestiche che spuntano come funghi. Pur lasciando indietro i servizi, restano sempre i panni da smacchiare e lavare, la cena e il pranzo da preparare, i vari brodini, passati di verdure, le poppate, le pappe, la palestra, la piscina della bimba e varie ed eventuali.
In poco tempo la casa è diventata una discarica! In più non riesco a dedicarmi sul serio a mia figlia.
Non faccio che accudirla: sto facendo la babysitter, non la madre. Non va bene...le manco e mi manca.
Così, venerdì sera ho detto al Fatalista che penso sia il caso di farmi aiutare in casa una volta a settimana.
Ha storto il naso, di peggio non potevo chiedergli.
Il suo motto è non abbiamo bisogno di nessuno, riusciamo a fare tutto da soli.
Che è vero, ma a quale prezzo? Fintanto che ci sacrifichiamo noi io sono la prima sostenitrice della sua idea. Ma non voglio sacrificare nostra figlia.
"Marito, se non sei d'accordo dovrò lasciare la palestra...così recupero tre ore a settimana, forse anche più..."
"Non se ne parla!" ribatte lui frustrato dal solo pensiero che io non sia più Wonder Woman, che non si possa più vantare del fatto che ha una moglie che riesce a far stare 48 ore in 24.
Inutile insistere quando si impunta. Meglio attendere un momento più propizio. Ma sabato era troppo felice per rovinargli la festa riprendendo l'argomento.
Domenica, nel primo pomeriggio, tutto eccitato mi fa:
"Portiamo la bambolotta in bici? Sì?"
"Certo, andate, ti aiuto io ad uscire dal garage..."
"Perché tu non vieni?"
"Vediamo...forse riesco ad organizzarmi...no, scusami, non posso proprio: devo pulire il forno che hai contaminato col glutine, altrimenti niente pizza stasera; a proposito devo ancora impastare... poi devo ritirare i panni e preparare le borse per domani; organizzarti il pranzo, mettere a posto i piatti...guarda lascia perdere, andate voi"
"Lo sapevo! Non facciamo mai le cose insieme come una famiglia in questa casa!"
Mi sono sentita uno schifo: ho mollato tutto e sono scesa con mio marito e mia figlia a godermi il sole pomeridiano. La bambolotta era la bambina più felice dell'universo sul suo seggiolino, dietro al suo papà: mi cercava sorridente e gioiosa come per dire Hai visto mamma questa cosa nuova che stiamo facendo?!
Ieri sera ho comunicato al Fatalista che F. verrà venerdì pomeriggio per aiutarmi con i servizi.
Non ha fiatato. Io ho tirato un sospiro di sollievo.
Pensare di prendere la bicicletta per spostarsi è da folli: non ci sono strade in piano, tutte super salite e super discese...comunque, pur di non sentirlo più, l'ho accompagnato per scegliere il modello del seggiolino. Il Fatalista era al top dell'entusiasmo: non so come abbia fatto a dormire la notte!
In realtà il mio cedere al suo entusiasmo aveva un secondo fine...è da un po' che mi sono resa conto che quando rientro dal lavoro non faccio che spostare la bambolotta dal box al girello al lettino, tutto per sbrigare le centinaia di faccende domestiche che spuntano come funghi. Pur lasciando indietro i servizi, restano sempre i panni da smacchiare e lavare, la cena e il pranzo da preparare, i vari brodini, passati di verdure, le poppate, le pappe, la palestra, la piscina della bimba e varie ed eventuali.
In poco tempo la casa è diventata una discarica! In più non riesco a dedicarmi sul serio a mia figlia.
Non faccio che accudirla: sto facendo la babysitter, non la madre. Non va bene...le manco e mi manca.
Così, venerdì sera ho detto al Fatalista che penso sia il caso di farmi aiutare in casa una volta a settimana.
Ha storto il naso, di peggio non potevo chiedergli.
Il suo motto è non abbiamo bisogno di nessuno, riusciamo a fare tutto da soli.
Che è vero, ma a quale prezzo? Fintanto che ci sacrifichiamo noi io sono la prima sostenitrice della sua idea. Ma non voglio sacrificare nostra figlia.
"Marito, se non sei d'accordo dovrò lasciare la palestra...così recupero tre ore a settimana, forse anche più..."
"Non se ne parla!" ribatte lui frustrato dal solo pensiero che io non sia più Wonder Woman, che non si possa più vantare del fatto che ha una moglie che riesce a far stare 48 ore in 24.
Inutile insistere quando si impunta. Meglio attendere un momento più propizio. Ma sabato era troppo felice per rovinargli la festa riprendendo l'argomento.
Domenica, nel primo pomeriggio, tutto eccitato mi fa:
"Portiamo la bambolotta in bici? Sì?"
"Certo, andate, ti aiuto io ad uscire dal garage..."
"Perché tu non vieni?"
"Vediamo...forse riesco ad organizzarmi...no, scusami, non posso proprio: devo pulire il forno che hai contaminato col glutine, altrimenti niente pizza stasera; a proposito devo ancora impastare... poi devo ritirare i panni e preparare le borse per domani; organizzarti il pranzo, mettere a posto i piatti...guarda lascia perdere, andate voi"
"Lo sapevo! Non facciamo mai le cose insieme come una famiglia in questa casa!"
Mi sono sentita uno schifo: ho mollato tutto e sono scesa con mio marito e mia figlia a godermi il sole pomeridiano. La bambolotta era la bambina più felice dell'universo sul suo seggiolino, dietro al suo papà: mi cercava sorridente e gioiosa come per dire Hai visto mamma questa cosa nuova che stiamo facendo?!
Ieri sera ho comunicato al Fatalista che F. verrà venerdì pomeriggio per aiutarmi con i servizi.
Non ha fiatato. Io ho tirato un sospiro di sollievo.
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