Tickers mammole.it
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venerdì 1 luglio 2016

Vado, ma torno

Ultimo giorno.
La bambolotta oggi finisce ufficialmente l'asilo: la porto al mare; visto che sono in maternità l'idea è quella di approfittarne per stare in campeggio del tempo in più rispetto ai soliti week end rubati alle incombenze settimanali ed alle due settimane di ferie che normalmente ci vengono concesse.
E' una idea...perché non siamo quasi mai state separate dal Fatalista!
Io sono ottimista e ben predisposta; il marito meno; d'altra parte è lui che resta solo a casa a lavorare, povero amore!
Poi c'è la bambolotta: è capitata una notte ed un giorno (il ponte del 2 Giugno, del quale il Fatalista non ha goduto) in cui siamo rimaste sole in campeggio e la piccola non ha fatto che piangere e cercare il padre, riuscendo a dormire in tutto un paio d'ore!!!
Vabbè, noi ci proviamo...
Così oggi tocca salutare le maestre che hanno seguito nostra figlia al nido ed alla sezione primavera: a settembre inizia la scuola dell'infanzia vera e propria, sempre nella stessa struttura, ma con nuove maestre.
Ci siamo fatti due conti ed abbiamo deciso che non ci possiamo permettere la scuola pubblica.
Da ridere! O da piangere...
Tra festività, vacanze, ponti, assemblee, votazioni e scioperi dovremmo spendere un capitale in babysitter.
Per non parlare delle difficoltà logistiche nello scoprire chiusure inaspettate dell'ultimo minuto (ad esempio per maltempo, neve, ecc.).
Poi l'anno prossimo avremo un secondo bambino da lasciare comunque al nido: li porterei e li andrei a prendere insieme.
Decisione presa...obbligata, aggiungerei.
Detto ciò, si parte direzione mare. Niente internet, ma fa niente: sarò troppo impegnata a tenere a bada la bambolotta. Certo dovrò rientrare varie volte: ad esempio intorno al 20 Luglio ho la visita dalla gineserafica, il 30 la morfologica...poi ci sono gli esami di controllo, il terzo compleanno della bambolotta...vado, ma torno.
Vado?
Sì, va!
Se il marito mi fa morire l'alberello di limoni lo uccido!

lunedì 1 febbraio 2016

Caccia alle streghe

Odio Whatsapp.
Oggi da un dubbio di una mamma ansiosa espresso con semplice ingenuità stava venendo fuori una catastrofe.
La poverina invece che comprensione, solidarietà e rassicurazioni ha ricevuto centinaia di messaggi di altre madri, più ansiose di lei e, in taluni casi, farneticanti.
Il risultato?
Le maestre sono state trasformate in orribili mostri paurosi e violenti...ci mancava poco che le denunciassero!
Non è mia abitudine partecipare alle conversazioni del gruppo, ma stavolta non potevo restare in silenzio. Ho raccontato la mia esperienza positiva, la serenità della bambolotta...e gli stessi comportamenti dell'altra bambina che mia figlia ha avuto qualche mese fa: una fase, terminata così come venuta. Niente di che: i bambini sono felici di frequentare l'asilo, ci vanno volentieri e vengono via  a fatica. Se realmente qualcosa non andasse i nostri figli mostrerebbero dei segni di negatività nei riguardi delle maestre, no?
Insomma è bastato poco a far rientrare l'allarme streghe.
Così come c'è voluto poco per infiammare gli animi.
Ma, dico io, perché non affrontare i propri dubbi direttamente con le interessate?
Guardarsi in faccia ti permette di cogliere i pensieri dietro le parole...invece preferiamo le emoticon.
Eccerto!
L'ho già detto che odio Whatsapp?!

mercoledì 27 gennaio 2016

Yoga

Stamattina, tra le varie whatsappate inutili e frivole del gruppo delle mamme dell'asilo, c'era una nota di servizio. Che a scovarla nella marea di cavolate è stata una fortuna di quelle tipo hovintoalsuperenalotto!!!
"Mamme, le maestre comunicano che il mercoledì ed il venerdì i bimbi devono essere vestiti con la tutina, perché faranno Yoga. Saranno seguiti dalla maestra K."
E' seguito un video dei bimbi sdraiati sulla fredda ceramica del pavimento, a rotolarsi come salami al suono di una musica New Age.
Primo pensiero di Fortunata:
Lunedì Musica, martedì Inglese, mercoledì e venerdì Yoga...due anni e mezzo...a me viene un po' da ridere...
Secondo pensiero:
Chi è questa maestra K.? Mai vista, devo chiedere al Fatalista che va a riprendere la bambolotta all'ora di pranzo, perché la mattina io non l'ho mai incontrata...per la verità non l'ho mai sentita nominare...
Terzo pensiero:
La tutina sotto il grembiule o niente grembiule?
Quarto pensiero:
Ci chiederanno soldi extra com'è successo per Musica ed Inglese? Il Fatalista a questa domanda ha risposto "seeeee...mica l'abbiamo chiesto noi!" Manco Musica e Inglese abbiamo chiesto noi, mio caro marito...
Quinto pensiero:
Ma perché a terra? Questi bimbi già si ammalano continuamente...non mi sembra una buona idea...

Quando ho ripreso il telefonino ho confrontato i miei pensieri con quelli esternati delle altre mamme:
Entusiasmo
Approvazioni
Plausi
Orgoglio...
...però fa senso che i bambini stiano sdraiati sul pavimento dove camminano con le scarpe: non è igienico!

"Mamme, non vi preoccupate: le maestre si stanno attrezzando con dei tappetini per le prossime volte, questa era solo una prova generale per vedere la partecipazione dei piccoli"

Mmmmmm...Tappetini?.... Scommettiamo che chiedono a noi di comprarli?!

venerdì 8 maggio 2015

Meno male

Mi sono cancellata dal gruppo delle mamme dell'asilo nido.
Basta! Non si potevano più tollerare: dal regalo di fine anno in gioielleria alle maestre (dopo quello di Natale e di Pasqua) alle centinaia di whatsappate quotidiane insulse!
La storia dell'ennesimo "pensierino" è partita con una quota, subito seguita da:
"Ma mettiamo così poco? O lo facciamo bene o non lo facciamo!"
E c'è stato un triplo rilancio.
Tra le decine di messaggi di accordo ce ne sono stati centinaia sul tempo, stati d'animo, scambi di persona, complimenti, appuntamenti per caffè, foto di bimbi sconosciuti, tecniche di prelavaggio bucati...
Così stamattina ho lasciato i soldi per l'ultimo regalo alle maestre ed ho mandato un messaggio al marito per avvertirlo della mia avvenuta cancellazione.
Mentre pensavo di essere stata troppo impulsiva...è arrivata la risposta:
"Meno male!"


venerdì 19 dicembre 2014

Amleto

Ma le maestre d'asilo fanno un corso appositamente per imparare ad infilare fazzoletti/tovaglioli di carta sporchi ovunque sia umanamente possibile?...perché le tasche non bastano, esistono anche i polsini ed il petto...se mia figlia portasse le mutande ne troverei persino lì...
Già per una maestra con dieci bambini è facile dimenticare dove ha piazzato l'ultimo fazzoletto che ha usato per pulire il naso alla bambolotta, ma se le maestre sono due (o più) la combinazione di variabili aumenta esponenzialmente.
Ma l'incognita maggiore resta il Fatalista, che ritira ogni giorno nostra figlia dall'asilo e, incurante di cosa possa nascondere sotto i vestiti, la catapulta il più in fretta possibile nel lettino per la pennichella pomeridiana.
Con tutta la buona volontà da parte mia per ovviare agli inconvenienti che tale disordine globale può generare, questa settimana ho lavato più carta che panni.

mercoledì 3 dicembre 2014

Cime di rapa

La questione del grembiulino è diventata un chiodo fisso, quindi, memore degli insegnamenti del Fatalista, ho deciso di "lanciare due cime di rapa" alle maestre.
Stamattina ho accompagnato la bambolotta al nido abbastanza presto e c'era solo la direttrice, quindi ho provato a far abboccare lei:
"Maestra senti...ho comprato solo un grembiulino alla bambina perché non ce n'erano altri disponibili: dovrò aspettare un paio di settimane per riuscire a procurarmene almeno un altro della giusta misura...mi stavo domandando...come mi devo comportare quando dovrò lavarlo: che faccio? Dovrò portare la bambolotta vestita normalmente? Lo domando perché mia sorella potrebbe prestarmi un grembiulino della sua bambina, che è della giusta misura ma non bianco. Potrei metterle momentaneamente quello, che è a scacchi rosa e bianco? Dimmi tu..."
"Assolutamente no, mamma Fortunata! O bianco o niente!"
"Cioè la mando vestita come mi pare, ma NON con il grembiulino a scacchi?"
"Esattamente!"
Pace. Il problema non erano le mamme ed i vestitini sporchi.
Ci vuole l'uniforme perché così hanno deciso. Anche al nido.
Mi sono rimessa in macchina e ho guidato fino al lavoro.
Ok. Questa storia del grembiulino mi dà fastidio...ma perché diamine mi dà così fastidio?! Sono le imposizioni, quelle che apparentemente non hanno motivo di esistere. Apparentemente, appunto. Se ci sono delle regole un motivo ci sarà, magari sfugge, ma questo non inficia la regola stessa.
Questa mia fissazione è di certo dovuta all'educazione "illuminata" che mi hanno dato i miei genitori: ho sempre ricevuto spiegazioni per ogni no, ogni divieto, ogni paletto. 
E nello stesso modo mi comporto con mia figlia. 
Ma la bambolotta indossa il suo grembiulino con piacere, è contenta di essere come gli altri bambini...e contemporaneamente impara ad adattarsi alla scuola, quella vera.
Non sarà comodo (né per me né per lei!), ma è conforme "alla regola".

Ho parcheggiato l'auto e ne sono uscita con una nuova consapevolezza: la scuola deve insegnare ai piccini come si vive in società. E se la società in cui viviamo ci impone regole scomode queste vanno rispettate comunque: è bene che la bambolotta impari che esistono dei no per cui non riceverà mai spiegazioni.
Io vedrò di imparare con lei...