Il mio diario "dopo"...dopo aver desiderato di essere madre, dopo la diagnosi di infertilità, ma soprattutto dopo aver partorito una bambolotta e la sua sorellina!
mercoledì 19 ottobre 2016
Senza fretta
Ero contenta di rivederli: non sono persone con cui riusciamo a vederci spesso, ci si incontra solo in rare occasioni.
Ovviamente qualsiasi discorso non poteva non incentrarsi su questa nuova gravidanza, una bella sorpresa un po' per tutti, amici e conoscenti inclusi.
Non so cosa si siano detti i nostri mariti... ma fra noi donne è andata più o meno così:
"Fortunata, chi ti sta seguendo in questa maternità?"
"La Gineserafica...la conosci? è di qui"
"Mai sentita nominare...comunque non mi affiderei mai ad un ginecologo di qui..."
"Bah, ti dirò che mi sto trovando bene, poi lavora in ospedale: potrà prendere lei stessa il parto e la cosa mi rassicura"
"Ma in quale ospedale?! Non dirmi che pensi di partorire qui!!! Ci sono solo medici ignoranti e scansafatiche; non c'è un reparto che funzioni...con tutte le cose brutte che sono capitate...non mi farei toccare neanche con un dito: vai che stai bene e loro sono capaci di ammazzarti!"
"So che ci sono stati un paio di brutti episodi...ma sono cose che capitano purtroppo; stavolta non me la sento di raggiungere il capoluogo per partorire lì: le cose sono diverse, abbiamo la bambolotta a cui pensare; non posso stare in pensiero per il viaggio: partorirò sotto Natale...le strade potrebbero essere ghiacciate e costringere marito e bambina a farsi due ore di viaggio fra andata e ritorno per stare una sola ora con me è impensabile...poi potrei aver bisogno di qualcosa e sarei lì da sola per tutto il resto del tempo: chi potrebbe raggiungermi velocemente? No, ormai ho deciso."
"Non puoi partorire qui solo per comodità! Io non rischierei mai..." e giù ad elencare tutte le disgrazie capitate nel nostro ospedale, che fossero vere o di fantasia. Ho iniziato a sentirmi a disagio divisa fra l'ansia crescente e l'incapacità di mettere fine a quello sproloquio; ero anche in imbarazzo perché mi sembrava che avrebbe interpretato come un torto il mio non cedere alle sue pressioni. Per fortuna ad un certo punto ha dichiarato:
"Vabbè, comunque io sono sempre per il vivi e lascia vivere...e come la chiamerete questa bambina?"
"La prima ha il nome di nonnasprint, la seconda è giusto che abbia il nome di nonnamanager"
"Ma DAVVERO?! Noooooo, dai! Non potete metterle quel nome! E' troppo simile a quello della bambolotta e poi...ti devo dire la verità...a me non piace proprio! Il nome è una cosa che ti porti per tutta la vita, ci dovete pensare!"
"Non posso rispettare le tradizioni per i miei suoceri e poi non farlo nei riguardi dei miei genitori..."
"Ma ci sono tanti bei nomi! Vedi il mio ad esempio: a me piace tantissimo!"
Ma se hai un nome sputtanatissimo! Diecimila volte meglio il nome di mia madre...
"Senti, se non dovesse piacerle, quando fa grande se lo cambia...alla fine è solo un nome! Spero solo che vada tutto bene e che sia un parto veloce"
"Ma certo che andrà bene: il secondo parto è sempre più veloce...cioè il travaglio dura davvero poco mentre la fase di espulsione è molto più lunga rispetto alla prima volta...il brutto è la ripresa post parto. Con la seconda ci vorrà molto più tempo per recuperare...vedrai come ti sentirai..."
"Vabbè...non credo sia una regola...dipende da caso a caso..."
"Nooooo: è proprio così! Anche tutte le mie amiche hanno notato la stessa cosa...ed io ho un mucchio di amiche!"
"Sarà...basta che Sorellina non faccia come la bambolotta che non ha dormito né di giorno né di notte per un anno e mezzo ed oltre..."
"No, tranquilla. Le seconde dormono una bellezza: finché sono piccole mangiano e dormono, non si fanno proprio sentire...ma i problemi che ti danno quando crescono...guarda... non te lo voglio proprio dire..."
Il tenore della conversazione non è mai cambiato.
Alla fine, quando ha dichiarato:
"Ci vediamo presto, vi veniamo a trovare quando nasce Sorellina..." ho pensato:
Senza fretta. Ti aspetto, ma non troppo. Prenditi tutto il tempo che vuoi...anche fino ai diciott'anni della piccola...sai: devo riprendermi da questa fase di suscettibilità dovuta agli ormoni e sento che avrò un lungo recupero post parto...
domenica 21 dicembre 2014
Sabato sgangherato
- recita della bambolotta
- un salto all'agenzia immobiliare per fare la nostra offerta
- cena a casa di Lui e Lei (erano mesi che non si riusciva a trascorrere una serata insieme).
I programmi son sempre belli: peccato che il diavolo ci metta lo zampino!
Dopo una nottata insonne passata tra corse nella stanza della bambina in preda a terribilissimi attacchi di tosse, ci svegliamo in quella che sarebbe stata una mattinata infernale: la bambolotta scotta, ha la febbre: non è altissima ma è evidente che si è definitivamente ammalata.
"Marito, bisogna avvertire la maestra che non andremo alla recita..."
"Ma nooooo! Portiamola lo stesso, tanto comunque dobbiamo farla uscire per andare dal dottore!"
Resto interdetta, poi faccio 2+2: ci saranno i nonni paterni a vederla, nonnasprint le ha realizzato la gonnellina in raso bianca...questa è una decisione presa dal marito per non deludere i suoi genitori...ingoio il rospo: non mi va di fare storie, so che tanto durerà poco, giusto un quarto d'ora.
La classe della bambolotta è decimata da virus e malanni vari; le maestre accolgono nostra figlia come una preziosissima sopravvissuta e tutto fila liscio: emozione e lacrimoni a stento trattenuti da parte della curva parenti, tifosi sfegatati della piccola protagonista!
Poi la visita dalla mia dottoressa (non sia mai che il pediatra uomo di ghiaccio possa malauguratamente rispondere al telefono di sabato!) e si ricomincia con l'antibiotico.
Quindi è saltata la visita all'agenzia immobiliare...
Infine abbiamo telefonato a Lui e Lei per avvertirli di essere impossibilitati ad andare a casa loro; infatti la bambolotta nel pomeriggio è peggiorata ed ha avuto la febbre molto alta...
...Ma una giornata non può andare mai completamente storta.
Lui e Lei hanno preso le vettovaglie ed hanno portato tutto a casa nostra per la cena.
Mentre la bambina dormiva nella sua stanzetta, seppur agitata, noi siamo riusciti a trascorrere una serata piacevolissima, del tutto inaspettatamente!
I nostri amici hanno risollevato le sorti di questo sabato sgangherato, e gli animi di due genitori in pena.
giovedì 11 dicembre 2014
Obiettività paterna
Le coccole le gradisce solo dalla mamma e solo se da lei espressamente richieste.
Adora tutti i bambini, ma con gli adulti è un'altra storia: soffre di antipatia e simpatia, nel senso che guarda per la prima volta una persona e decide se può o meno stare nella stessa stanza con lei...di più non si può pretendere.
Da quando è nata non è andata una sola volta in braccio a nonnodivano: lo evita e, se pressata, scappa arrabbiata. Quando il Fatalista la prende dal lettino al mattino e cerca di darle il bacio del buongiorno lei gli porge la sua orsetta Matilde e gli fa chiaramente capire che può arrangiarsi con quella.
E' degna figlia di suo padre, l'unico essere umano sulla faccia della terra che odia persino i massaggi; colui che, se lo sfiori per caso nel letto mentre dorme, sobbalza spaventato.
Con gli anni il marito si è un po' adattato al mio essere così "fisica" nelle mie manifestazioni d'affetto, ma mantiene comunque le distanze. Questa cosa mi ha fatto terribilmente soffrire da quando lo conosco, ma ora me la godo...perché da che è diventato padre elemosina dalla bambolotta anche il più piccolo gesto d'amore: e lei lo fa penare come ho penato io, eheheheheh!
Stamattina:
"Fortunata, secondo me quando Lui e Lei andranno a prendere il bambino vivranno un momento difficile...andranno completamente in crisi!"
"Ohmamma! Ma che dici? Perché pensi una cosa del genere?!"
"Non li hai visti ieri?"
"Cioè, spiegati!"
"Non si relazionano proprio con i bambini!"
"Per bambini intendi la bambolotta?"
"Certo!"
"Marito...secondo te sono stati loro a non relazionarsi con nostra figlia o è nostra figlia che non si lascia avvicinare?"
"Che vuoi insinuare?! Che mia figlia è un'asociale? Essere socievoli non vuol dire mica dare confidenza a tutti!"
"Ah, no?! Ieri è venuta mia sorella, ha tentato di baciarla e lei l'ha scacciata con la manina come se fosse una mosca...quando ci ha riprovato ha aggrottato le sopracciglia, guardandola minacciosa, e le ha detto OH-ooooooooHHH!!! Dopo il fastidio è passata alla minaccia e alla rabbia...ed era sua zia! Figuriamoci un estraneo! E' una bambina che intimidisce, mia sorella dice che è cera amara!"
"Che c'entra cera amara? Cera amara è chi non ride mai!"
"Ieri di certo non ha sorriso ai nostri amici...anzi!"
"Se sapesse che dici queste cose di lei! Povera bambina...quella è un'anima innocente!"
L'amore farà pure perdere la ragione, ma credevo di aver sposato un uomo razionale, obiettivo...questo marito invece è diventato un pupazzatto nelle piccole mani stritolatrici della bambolotta!
domenica 30 novembre 2014
Desideri
Non vedo l'ora!
Mi sento come da bambina prima di una gita, di quelle programmate da tanto tempo: sei lì che aspetti la firma dei genitori, il nulla osta a partire e magari hai fifa perché qualche marachella rischia di mandarti i piani all'aria!!!
Nel mio caso è la salute della bambolotta che ultimamente lascia a desiderare: tra tosse e tonsillite è oltre un mese che non ci riprendiamo...e poi anche la piccola Ninja si è beccata la varicella questa settimana appena trascorsa!
'Sti piccini sono così bistrattati dell'inverno, dalla scuola, dalle vite dei genitori che corrono a destra e a manca senza fermarsi mai.
Avremo tre giorni di fila da dedicare solo a nostra figlia e all'amicizia, senza pensare alla casa, ai servizi, alle incombenze quotidiane...mi sembra un sogno!
Cambiare aria dopo settimane e settimane che non riusciamo neanche a farci una pizza fuori casa non è poca cosa. A parte i parenti ho l'impressione di non vedere altro che colleghi di lavoro e proprietari di case che costano come castelli e sembrano stalle!
Ho bisogno di svuotare la testa, fare spazio per quello spirito natalizio che merita una piccina di sedici mesi...e che meritano due bimbi cresciuti di quasi trentanove anni!!!
domenica 16 novembre 2014
Contenta
Pare che abbia avuto la pessima idea di telefonare per annunciare il suo arrivo a casa loro, per sincerarsi che il capofamiglia sopravvivesse al mal di pancia che lo attanagliava: gli è stato risposto di non passare che tanto di occasioni per incontrarsi ce ne sarebbero state più in là...ovvero oggi.
Stamattina sono uscita dalla doccia ed ho trovato una telefonata persa di lei, T.
Mi asciugo i capelli, poi la richiamo...anzi no: vediamo se insiste.
Ho finito di asciugare i capelli ed ho trovato una sua seconda telefonata, a quel punto l'ho richiamata:
"Ciao, T.! Scusa, mi stavo asciugando i capelli...no, solo io sono a casa; mio marito e la bambolotta sono in giro per nonni...sì, certo che rientrano per far pranzare la piccola: per mezzogiorno saranno a casa...ok ci vediamo fra un po'..."
Al suo rientro il Fatalista non era affatto sorpreso della visita:
"Lo so già Fortunata: ha chiamato anche me ma non ho sentito il telefonino, quando l'ho richiamata mi ha detto 'ci vediamo a casa tua fra un po'!"
Una visita all'ora di pranzo di questi amici, in passato, spesso e volentieri voleva dire improvvisare un pasto per tutti, perché non hanno la nozione del tempo e si piazzano in casa indeterminatamente.
Devo ammettere che ero infastidita e nervosa.
E stavolta mi sbagliavo.
Lui, M., è partito per il nord, dove sono alcuni mesi che riesce a lavorare e portare uno stipendio decente a casa in questo periodo di crisi.
Lei è venuta con il suo piccino a portare il regalo del primo compleanno per la bambolotta: oggi sono esattamente passati quattro mesi...potevano evitare, far finta di nulla...e invece no.
Hanno portato un peluche alla piccola e, nella busta con il biglietto di auguri, dei soldi con cui prenderle qualcosa di utile.
Un regalo così grande da metterci a disagio.
Non ce lo aspettavamo proprio, forse l'esserci allontanati un po' in questi ultimi mesi li ha costretti a riflettere; forse i problemi della vita li stanno costringendo a crescere, ad occuparsi anche degli altri oltre che di loro stessi; forse l'aver perso tutti gli altri amici ha fatto sì che rivalutassero chi è rimasto comunque al loro fianco nel momento del bisogno...non so.
So solo che sono contenta; e non per il regalo (anche se è stato emozionante vedere i nostri piccini che si scambiavano i doni).
E' che mi capita raramente di aver così tanta pazienza e, se l'ho fatto, è stato solo per far felice il Fatalista.
Sono contenta di non essermi arresa all'evidenza. Talvolta, anche le teste di rapa possono stupire.
martedì 11 novembre 2014
Autoinvito
"Ah, che bello!"
"...in settimana"
"Come in settimana?!"
"...mercoledì sera..."
"mmmm" la bambina non riuscirà a dormire nel chiasso, starà tutta la notte agitata, io dormirò poco e niente e sarò una zombie l'indomani al lavoro "...vabbè, una volta tanto non fa niente!"
"...fuori città, in quel locale dove siamo stati l'altro anno..."
"ah!" non potrò mangiare! non è un locale dove servono cibi senza glutine: vabbè mi arrangerò come al solito! "penserò a prepararmi qualcosa da mangiare lì"
"...no, no, noooo! Poi ci hanno ripensato: hanno richiamato e detto che vengono giovedì a cena a casa nostra per festeggiare..."
Ah! Meno male!...eh?! "cioè, fammi capire: vanno a cena fuori con i parenti mercoledì sera e giovedì sera vengono a cena a casa nostra...per festeggiare il compleanno del loro bambino?!"
"Sì: si fanno offrire la cena e passano a prendersi il regalo..."
"Ah, bravi!" Ahahahahah, che tipi! Poi si domandano come mai, a parte noi, non hanno amici!
"Fortunata?"
"Sì?"
"Se prepari la cena ti spezzo le mani: prendo due pizze e li spediamo fuori dai piedi entro le 22.30!"
"Ok, come vuoi!" L'ultima volta che lo hai detto me ne sono andata a dormire all'una di notte, lasciandoli con te e sperando che capissero che era decisamente passata l'ora della nanna...e non hanno capito!
sabato 30 agosto 2014
Incubo
Così questa settimana abbiamo rivisto alcuni amici che vivono al nord da tempo.
Una coppia sposata da un paio di anni ed un nostro testimone di nozze, single.
Gli sposi lavorano entrambi, hanno appena comprato casa al nord, ma vivono con la speranza e la volontà di tornare "a casa" appena sarà possibile.
Il testimone che diceva di poter vivere ovunque, ma mai a Milano!, da Milano non tornerebbe a casa per tutto l'oro del mondo, neanche ora che è disoccupato.
Ieri, a cena fuori, guardavo la bambolotta dormire nel passeggino, ascoltavo il Fatalista ed il testimone chiacchierare, riflettevo sulla stranezza della vita, su come le nostre vite siano cambiate in pochi anni.
Rielaboravo il concetto di "casa", cercavo di capire se fosse un luogo dentro o fuori di noi e se avesse davvero lo stesso significato per tutti.
Mamma mia che pensieri profondi stasera! Come sono silenziosa e riflessiva...a tratti filosofica. Mi faccio paura: starò diventando vecchia?! Ahahaha! Nooooo, sono indisposta: ecco cos'è!!!
A proposito, prima ho avuto una strana sensazione...forse sarà bene controllare se l'assorbente abbia retto...non vorrei fare figuracce proprio stasera che mi sento così "illuminata".
Ma nooo! Che sciocca che sono: è una vita che ho paura di sporcarmi in pubblico e non è mai capitato; è la mia ansia, devo imparare a rilassarmi!
Ho sporcato la sedia.
Ho chiesto al Fatalista di recuperare il keeway per coprire il sedere (ed evitare di sporcare il sedile dell'auto). Il marito mi ha vista scossa ed ha fatto la domanda diretta, mettendo a conoscenza dell'incidente anche il testimone.
Infine la proprietaria del locale mi ha vista armeggiare sulla sedia di plastica con le salviette e si è precipitata a chiedermi che fosse successo. Meno male che è un'amica!
Così si è materializzato l'incubo di una vita.
Me l'aspettavo peggio. Oggi non esco di casa.
domenica 24 agosto 2014
Testimoni puntuali
Dopo la faticosissima giornata di lavoro in ufficio, servizi a casa e bambolotta iperattiva da gestire, di sera siamo andati a mangiare una pizza.
Il problema si ripropone ogni venerdì: chi chiamiamo per uscire con noi?
Quelli no che sono in ferie; quegli altri no, che non ci va; altri ancora non va a loro, magari domani: perché volete uscire di venerdì? non è meglio il sabato?
Il Fatalista in primis (ma anche io ora gli do ragione) non ne vuole sapere di uscire il sabato: c'è troppa gente nei locali, bisogna aspettare tanto, si finisce col mangiare troppo tardi e si rientra a casa ad un orario che per noi supermattinieri significa non riposare abbastanza la notte.
Quindi non resta che anticipare al venerdì, tanto il giorno dopo non si lavora e per noi va meglio.
Questo prima che chiamassi F. ad aiutarmi in casa...perché ora il venerdì sera vorrei solo sprofondare nel letto senza neanche cenare!
Ma l'idea del marito col piccio per l'uscita mancata (e stiamo sempre in casa, non usciamo mai, sei sempre stanca...) è peggio della stanchezza, quindi mi sparo una doccia quasi fredda per svegliarmi, indosso un finto sorriso come accessorio, carico la borsa del passeggino per ogni evenienza spiacevole che possa capitare con la bambolotta e salgo in auto apparentemente fresca come una rosa ed interiormente diretta al patibolo.
Ogni santo venerdì.
Ma quest'ultimo è stato speciale; in senso negativo ovviamente.
Avevamo degli amici cari, che da un paio d'anni non frequentiamo più; sono stati persino nostri testimoni di nozze, ma a dire il vero già allora il rapporto si era incrinato da parte nostra.
Il Fatalista è smemorato e lo è sia nelle cose pratiche che in quelle sentimentali.
Così capita spesso che giuri di non voler vedere e sentire persone che l'hanno ferito profondamente...salvo poi dimenticarsene dopo qualche mese. Non è facile per me sopportare le situazioni che si creano, visto che al contrario suo ho una memoria di elefante! In più ogni volta mi assale la rabbia verso un marito che perdona così facilmente il suo prossimo ed è capace di togliermi il saluto, di ignorarmi per giorni per sciocche ed irrilevanti discussioni che capitano fra noi!!!
"Ma io a te ci tengo sopra ogni altra cosa, è diverso!"
"Eccheculochehoallora!" rispondo puntualmente.
Ecco, venerdì è stato il turno dei testimoni puntuali: puntuali nello scomparire nel momento del bisogno (nostro).
Poiché non è la prima volta che capita di dover far fronte all'inversione di rotta del Fatalista, alla fatidica frase del marito:
"Io vorrei uscire con loro, lo sai che in fondo al cuore il mio affetto non è mai diminuito..."
non ho perso tempo e fiato, anche perché non ne avevo:
"Va bene, purché sia una tantum e tieni presente che io, al contrario tuo, affetto per queste persone, in fondo al cuore, non ne ho più. Infatti non mi importa neanche di dover passare la serata con loro. Chiaro?"
Per chiudere la giornata in bellezza l'aria era così umida che anche la pizza faceva schifo.
domenica 17 agosto 2014
Ciao
Sono in bilico fra la felicità delle belle giornate appena trascorse e la tristezza di questo distacco.
Che sentimento è?!
Ed il tempo che scherzi fa?! Quando sei felice sembra dilatarsi, pensi che non finirà mai. Invece i bei momenti passano (come quelli brutti, per fortuna!), ti guardi indietro e ti rendi conto che tutto è durato un attimo.
Domani si torna al lavoro, niente più ferie... l'estate è durata tre giorni qui da noi, mi sembra già Settembre inoltrato.
Chissà quanto impiegherà la vecchia me ad rimpossessarsi della mia vita: stressata, agitata, indaffarata, iperattiva, perfezionista... distruttiva.
Questa nuova me era davvero piacevole.
Ma nonnamanager è appena tornata a casa...anche la vecchia me tornerà presto.
O forse no.
venerdì 15 agosto 2014
Casa dolce casa
Sole e caldo; vento, risate.
La bambolotta ha dormito in macchina ogni volta che ci siamo spostati, è stata bravissima!
Ma la giornata non è finita...ci stiamo riposando per la serata: cena qui a casa a base di pesce, poi si esce per i vicoli della città, assaporando la festa, le bancarelle; se ce la facciamo a restare svegli magari riusciamo a goderci anche i fuochi d'artificio!
Dovevo rubare qualche minuto alla preparazione della cena per fissare bene in mente un ricordo del rientro in particolare: la mia bambina che sia agita alla vista del portone dell'edificio, la sua agitazione che cresce in ascensore...e le risate di gioia alla vista della porta di casa!
Eppure non aveva dato alcun segno di insofferenza: forse avrà pensato che i suoi genitori pazzi la portassero di nuovo a vivere nel boungalow! In effetti la compagnia era la stessa del mare: potrebbe darsi che abbia fatto qualche collegamento del genere.
Mi ha fatto piacere. Sorrido ancora a pensarci.
Ricordo ancora i miei rientri a casa, da bambina. Ero sempre infelice e tristissima. Non so perché, ma tornare a casa dopo una gita mi dava solo sensazioni negative.
Spero che per la bambolotta non sia mai così.
Spero che davanti la porta di casa rida sempre di gioia.
venerdì 8 agosto 2014
Sorrisi al telefono
Ho avuto una settimana pazzesca...e non in termini positivi.
Rientrare dalle ferie, riprendere il filo della vita casalinga e lavorativa, tentare di riadattarsi ad una routine che tarda a ricomporsi a causa della bambolotta fuori di testa...
Di cinque giorni lavorativi, per tre volte mi sono alzata intorno alle quattro del mattino svegliata dalle urla della piccola, ho lavorato fuori casa ed in casa (sempre con lei urlante e salivante, maledetti molari!!!) per andare a letto intorno alla mezzanotte, stremata; i restanti due giorni sono andati un po' meglio, ma non tanto: li ricordo in maniera confusa, probabilmente li ho semplicemente rimossi dalla memoria.
Ma la settimana è finita, la prossima la prendiamo di ferie perché il nido è chiuso e ne approfittiamo per stare vicino a nostra figlia che sembra averne bisogno più del solito.
Poco fa ero sotto la doccia, il telefono ha squillato ma non l'ho sentito. Chiamata persa, prefisso conosciuto ma numero sconosciuto...ho immaginato subito chi potesse essere ed ho richiamato.
Ha risposto una voce dolce e calda:
"Pronto?"
Lo sapevo!
"Mamma Ninja! Ero certa che fossi tu...me lo sentivo! Come state?"
"Bene! E voi che si dice? Che fate di bello la prossima settimana?"
"...Vi aspettiamo!"
"Non andate da nessuna parte? perché in effetti a noi farebbe piacere venirvi a trovare..."
EVVAIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!
"Non andiamo da nessuna parte, siamo proprio contenti se venite!"
Se tutto va secondo i piani, il prossimo fine settimana rivedremo la famiglia Ninja, io non sto più nella pelle dalla gioia ed il Fatalista è di là che rimugina su come moltiplicare le poche ore a disposizione per far trascorrere ai nostri amici un week end indimenticabile!
E mi è pure passato il sonno!
giovedì 31 luglio 2014
Famiglia Ninja
La famiglia Ninja viene dalla zona in cui io sono nata. Sarà per questo che ci intendiamo a meraviglia...o sarà perché sono persone splendide a prescindere.
Siamo vicini di ombrellone, trascorriamo le vacanze nello stesso villaggio e abbiamo scoperto che abbiamo diverse esperienze di vita in comune.
Mamma Ninja fa l'insegnante, è buona e paziente, dolce e amorevole con tutti. Papà Ninja fa l'autista di autobus cittadini, è simpatico e socievole, ispira fiducia al punto che la bambolotta gli vola in braccio spesso e volentieri. Figlio Ninja è un adolescente tranquillo, roba da non credere! Niente grilli per la testa, sballi ormonali, pretese o tragedie. È un ragazzo talmente normale che non si può non rimanere sconvolti! Protettivo con la piccola Ninja, non la perde d'occhio un secondo e accontenta ogni sua richiesta, seppur a malincuore (quando è a suo discapito).
La piccola Ninja è una quattrenne sempre in movimento, con la chiacchiera pronta, testarda e buffa. Ha imparato a leggere e scrivere da sola, ma non segue un ordine preciso, le sue parole le scrive come le va, un po' sopra un po' sotto, un po' da destra un po' da sinistra...e così vive la vita, la piega a suo piacimento.
Il Fatalista ed io guardiamo la piccola Ninja e ci sembra di vedere come sarà la nostra bambolotta fra qualche anno, perché caratterialmente sembrano gemelle. Anche mamma Ninja lo dice...e se lo dice lei ci si può credere!
Abbiamo trovato degli amici e ripartire domani ci rende tristi, poiché sappiamo che rivederci non sarà facile...
Ma la famiglia Ninja conosce mosse sconosciute ai più, quest'avventura non finisce qui!
domenica 11 maggio 2014
Un' esperienza speciale
La serata è trascorsa allegramente, tra la bambolotta che dispensava sorrisi e questa bella notizia che proprio non ci aspettavamo più.
Incontrare dopo tanto tempo questi amici è stata un'esperienza speciale: li riconosci, sono sempre loro... eppure così diversi.
La speranza cambia le persone e le loro prospettive: riaccende i cuori, anestetizza i dolori, ravviva lo spirito.
La speranza è il miracolo dell'impossibile che diventa possibile.
sabato 10 maggio 2014
Non è facile
Fra questi vi è una coppia che ci è stata vicina quando abbiamo scoperto che non potevamo avere figli. Queste due splendide persone ci hanno guidato e accompagnato nel percorso della PMA che loro avevano intrapreso una decina di anni prima.
In tempi ancora non sospetti, dopo sette/otto mesi che avevo sposato il Fatalista, Lei ed io ci ritrovammo con la stessa contemporanea speranza nel cuore: io avevo un ritardo di quasi dieci giorni e Lei aveva appena fatto l' ennesima FIVET, ma in un centro maggiormente qualificato (ovviamente a Milano) rispetto a quelli che aveva frequentato negli anni precedenti.
Ricordo che quando appresi la notizia pregai scaramanticamente che se solo una di noi due era destinata ad avere una gravidanza, che fosse lei ad averla. Così fu: dopo anni di spasmodica ricerca aspettava finalmente il suo bambino...e a me vennero le rosse; fu il solo mese che non me ne importò nulla, pensai ci riproverò e voltai pagina con leggerezza.
Quel bambino è stato nella pancia della sua mamma solo per sei brevissimi mesi.
Troppo poco per poterlo abbracciare, abbastanza per doverlo partorire, davvero troppo tempo per poterlo dimenticare.
Deve essere stato terribile, inenarrabile e definitivamente devastante.
Dopo diversi mesi abbiamo scoperto a nostra volta di non poter avere figli e ci siamo rivolti a loro per orientarci nel labirinto della Sanità italiana.
Lei e Lui ci hanno preso per mano, ci hanno indicato la via, ci hanno evitato inutili perdite di mesi che diventano ben presto anni, hanno impedito al Fatalista di arrendersi ancor prima di cominciare.
Ricordo ancora con quale spirito mi accingevo ad iniziare questa difficile avventura; una sera a cena dissi a Lei:
"Io lo faccio per non aver rimpianti, ma non ci credo. Lo sento nel profondo del mio cuore che non sarò mai madre...è che proprio non mi immagino con un bambino fra le braccia, non è il mio destino. Vedi tu come ci speri ogni volta? Secondo me il pensiero fa tanto, io non riesco ad essere positiva, mi tolgo ogni possibilità già in partenza!"
Lei rispose:
"Probabilmente lo spirito giusto è proprio il tuo!"
Non credo più sia questione di atteggiamento. La nostra vita è dominata dal caso.
Io ho avuto una bambina contro ogni previsione. Lei e Lui non riescono neanche ad adottare qualcuno bisognoso del loro infinito amore. Perché certe volte la sorte si accanisce sempre con gli stessi. I migliori.
La bambolotta ha involontariamente diviso le nostre strade perché essere al posto di Lui e Lei non è facile. Hanno fatto una breve visita quando era appena nata e non gli si poteva chiedere di più.
Sicuramente i bambini risvegliano il ricordo del loro piccolo angioletto, ma la nostra bambina è qualcosa di più. E' l'emblema di quanto il destino possa essere beffardo.
Stasera, dopo mesi, andremo a cena insieme: noi quattro più la bambolotta.
Non è facile neanche per me.