mercoledì 4 luglio 2018

Due me

Ho una macchia bianca sull'unghia dell'alluce destro: mi è caduto quel coso per stirare le maniche delle camicie sul piede diversi mesi fa, poco prima che scoppiasse l'inferno.
Ormai è arrivata quasi sulla ricrescita, a breve sparirà tagliandola ed il mio ultimo contatto con la vecchia me finirà nell'immondizia.
Non mi ricordo più com'è passarmi una mano fra i capelli lunghi, non mi riconosco nelle vecchie foto, non sono più io.
Mi riconosco in quella dello specchio, quella con l'aspetto alieno da Osservatore di Fringe che inizialmente mi turbava. E continuerò a vedermi così anche quando capelli e sopracciglia torneranno normali. Penso che mi sentirò ancora aliena, facente parte di quel gruppo di persone quasi indistinguibili fra loro, tutte apparentemente uguali perché glabre, tutte intimamente uguali perché modificate dalla malattia.
Non è un bene, non è un male: è un dato di fatto.
Il problema è che la diversità viene fuori e si scontra con le relazioni già costituite sulla vecchia me.

9 commenti:

  1. Parole vere, Fortunata! Questo è il momento delle scelte perchè è proprio il momento in cui si vedono più chiaramente le persone he ci stanno attorno, quelle da tenere strette e quelle da... non diciamo allontanare ma almeno tener distaccate.
    Queste ultime saranno le prime a dirci che siamo cambiate ma non importa.
    La malattia ci mette a nudo di fronte a noi stesse ed è con noi che prima di tutto dobbiamo vivere bene.
    Bacio stella!

    ps aspetto foto di danzatrice :D)

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    1. Neanche una foto, devo aspettare la consegna del cd da parte del fotografo: avevo la piccola che devastava il teatro...Non ti dico che ha combinato! Ha pure fatto cacca e la puzza dal panetto ha deliziato i vicini @-)

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  2. Una riflessione molto profonda che solo coloro che hanno vissuto la tua esperienza possono capire appieno. Buon pomeriggio.
    sinforosa

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    1. Ogni trauma, dolore o colpo inaspettato porta con sé un cambiamento della persona. Tutto sta a capire come reagire...io ancora non lo so, è presto. C'è ancora tanto da metabolizzare!

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  3. Ciao cara Fortunata!
    Alla fine nella vita si usano due passaporti. ..quello della salute e quello della malattia.
    La malattia ci cambia e cambia anche chi ci aiuta e sostiene. ..dopo non sarà più la stessa cosa.
    Ho seguito e condiviso al cento per cento la malattia di mia sorella e di fronte a questo la mia migliore amica è sparita.
    .troppa sofferenza. .adesso mia sorella sta bene e io non ho più una amica di quasi vent'anni. ..non ero la solita. ..non ero simpatica

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  4. ciao ogni tanto passo da quà attraverso altri blog..
    mi piaci sei una super ragazza..non ti fai metter giù da questa simpaticona che è la vitaccia ..continua così ..
    un abbraccio grande

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  5. Carissima, la tua "vecchia te" è quella che sei e sempre sarai. Una mamma speciale, una moglie e una donna coraggiosa. L'aspetto esteriore poco importa, le cicatrice del male resteranno ma il tuo spirito e la tua determinazione saranno un esempio anche per le tue figlie. Tieni duro! Ti penso spesso

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  6. Convivo da anni con lunghe ed evidenti cicatrici sulla pancia, segno di una malattia diversa dalla tua ma per alcuni versi altrettanto terribile, che ho vinto e con l'idea della quale ho fatto pace, piano piano.

    Tanti hanno visto la mia pancia prima e dopo, altrettanti non l'hanno più voluta guardare. Ma la realtà è che non sanno cosa si sono persi.

    Non mollare!

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  7. ciao Fortunata , ti penso tanto e cerco di mandarti tanti pensieri positivi. Come va dolce guerriera? susi

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