Il 3 Dicembre, alle 9.39, è nata
Sorellina.
La notte precedente al cesareo ero
stranamente tranquilla, avevo solo voglia di dormire...ma la bimbetta
della mia compagna di stanza d'ospedale non ne voleva sapere di
smettere di piangere!
Alle sette del mattino hanno iniziato a
prepararmi per l'intervento: ricordo vagamente di essere stata
spostata di stanza in stanza per tracciati, catetere, depilazione,
ecografie, visite, prelievi, ecc; intontita dalla mancanza di sonno
accumulata negli ultimi due mesi è come se di colpo mi fossi
ritrovata di fronte alle sale operatorie, in attesa di sapere in
quale dovessi entrare.
Le guardavo e cercavo di capire dove si
fosse piazzata la gineserafica, quale fosse quella a me destinata.
Quattro sale. Fa che non sia la seconda...
Essì, perché
quella non me la posso dimenticare: è dove mi hanno fatto il
raschiamento l'anno scorso.
Ho scorto del
movimento ed intravisto la mia ginecologa. Mi è scappata
un'imprecazione.
Forza Fortunata, non è il momento
di essere superstiziosa, andrà tutto bene!
Mi hanno portata
dentro, fatta sistemare sul tavolo operatorio; mentre mi eseguivano
la spinale io non facevo altro che guardarmi intorno, assalita dai
brutti ricordi, schiacciata dal magone.
Sta per nascere Sorellina: ha il
diritto di avere tutta la tua attenzione. Basta con i cattivi
pensieri. Concentrati su questo momento, il passato è andato ormai!
Ho detto addio a
quel dolore...o forse solo arrivederci. E mi sono concentrata sulle
sensazioni dell'anestesia: che strano sentirsi le gambe e non poterle
muovere, sentire tutto tranne il dolore!
Laggiù hanno
armeggiato per un po', giusto qualche minuto; poi una grande
pressione e la concitazione della gineserafica: “Aiutatemi a tirar
fuori la bambina! Dobbiamo tirarla fuori, forzaaaa!”
Mi sono spaventata.
Credo che mi siano saliti in quattro sulla pancia. Sorellina non
usciva...non saprò mai bene se sia stata una mia impressione o se
davvero qualcosa stesse andando storto.
Momenti
lunghissimi, il tempo che si congela.
Ho girato la testa
verso una porta di metallo alla mia sinistra, che rifletteva la mia
immagine: mi sono costretta a continuare a sorridere e credere
fermamente che tutto sarebbe andato per il meglio.
Dopo diversi
istanti ho sentito urlare la mia bambina; arrabbiatissima: sì,
decisamente non voleva uscire, ne ho avuto la certezza!
Me l'hanno
avvicinata un attimo al viso e l'ho riempita di baci. Non ho fatto in
tempo a guardarla, ma ho sentito la sua pelle delicatissima ed il suo
calore. Poi l'hanno portata via.
A quel punto ero
finalmente tranquilla ed appagata: una bambina che urla così
forte non può che stare bene, anche se nata alla trentasettesima
settimana!
Così è stato.
3.180 grammi di
immenso Amore.
Ho i brividi. Vi abbraccio fortissimo e spero di venire a trovarvi al più presto.
RispondiEliminaBuone feste
Francesca
Ti aspetto
EliminaBuon Natale e buone feste!
Fortunata... EVVIVA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
RispondiEliminaNon sai quanto sono felice per voi! Sono diventata...siamo diventate tutte quante zie d Sorellina!!!!
Un regalo migliore a Natale non potevate farvi.
Vi mando un mare di auguri e tanti tanti tanti bacioni!!!!!
Grazie, zia! Tanti auguri anche a voi!
EliminaWooow Fortunata mi hai fatto commuovere!!!
RispondiEliminaBellissimo racconto di un momento davvero straordinario.
Auguri Sorellina! Auguri a voi e alla Bambolotta!
Maira
Grazie!!! Fatico ancora a crederci...
EliminaAuguri.doppi.
RispondiEliminaMaurizio
Grazie infinite Maurizio!
Eliminaauguri!!!! adesso aspettiamo aggiornamenti su sorellina e su reazioni di bambolotta. Buon Natale e abbracci a tutta la famiglia. susi
RispondiEliminaBuon Natale a te, Susi!
EliminaEvviva!
RispondiEliminaBenarrivata a Sorellina, ha trovato tanto amore ad accoglierla, almeno quanto lei ne ha portato a voi. Che possa vivere sempre circondata da così tanto amore! Buona vita!
È vero...l'amore non le mancherà di sicuro!
EliminaBuone feste a tutti voi!