venerdì 13 maggio 2016

Scatole vuote

Il 29 Aprile è stato il mio ultimo giorno di lavoro.
Della mia maternità avevo già informato i responsabili in via informale un paio di settimane prima, appena fatto il test; sapevo che ci sarebbe stata la possibilità di dovermi mettere a riposo e volevo permettere a tutti di organizzarsi per tempo...inutile nonostante i miei continui solleciti!
Alla fine ho fatto un passaggio di consegne via mail, indirizzato a tutti e nessuno: non potevo aspettare oltre, il mio certificato di maternità anticipata era già in vigore da un paio di giorni...
Indifferenza, incoscienza, menefreghismo?
Non lo so, forse si tratta solo di poca esperienza e poca conoscenza del lavoro.
La strategia aziendale degli ultimi mesi ha previsto lo sfruttamento di giovani inesperti e sottopagati, piazzati in posti dirigenziali. Se da un lato possono sfoggiare un titolo, dall'altro non ne patiscono affatto il senso di responsabilità. Ci sta tutto. Perché mai dovrebbero senza un corretto riscontro economico?!
E perché io avrei dovuto tardare oltre mettendo a rischio la mia gravidanza?
Ho lasciato con l'amaro in bocca ed un senso fastidioso d'incompiuto.
Da allora sono passate due settimane e non sono mai stata contattata per alcun motivo: sono certa che nessuno si stia occupando ancora delle mie commesse.
Ma sono cresciuta: l'azienda non è la mia, io non sono che un numero.
Ho avuto il sentore che le cose per me stessero cambiando quando stavo per preparare la mia roba, i miei appunti, i miei faldoni...tutto quello che avrebbe potuto tornarmi utile al rientro...
A che serve?! Quando e se tornerò mi costringeranno a cominciare ancora una volta da capo, dall'ultimo gradino, come è accaduto dopo la prima maternità...
Non ho portato via niente stavolta.
Neanche la preoccupazione di quello che troverò al mio ritorno.

14 commenti:

  1. Pensa a te, alla gravidanza e alla bambolotta, anche un poco al fatalista, va ;-).
    Un abbraccio
    Francesca

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    1. Impariamo dalle esperienze passate e ne facciamo tesoro, Sinforosa!

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  3. È' triste sentire però certe parole non trovi? È' l'ennesima dimostrazione che la maternità e' sempre vista come un limite mentre invece rappresenta un'opportunità sempre

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    1. E' triste e frustrante...ma non ci si può opporre se vuoi mantenere il posto!
      Un tempo vivevo per il lavoro; ora credo di aver raggiunto un certo equilibrio, quello che ti permette di staccare la spina quando è il momento. Ma non nego che sia una continua lotta interiore...

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  4. Mi unisco alla stesura di un velo pietoso, perché mi sa che sia tu che io non possiamo fare altro. Godiamoci le nostre pance, con la consapevolezza che sono la cosa più importante ora. Ti abbraccio!

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    1. Ho tutte le intenzioni di godermi questo regalo inatteso: è la sola cosa che conti davvero per me ora.
      Ricambio l'abbraccio

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  5. Sono in ritardo a leggere e commentare, Fortunata, però una cosa te la dico.
    Non aver patemi d'animo per il mondo del lavoro. In questo momento, tu e la tua creaturina siete i più importanti del mondo.
    Vivi il momento magico con serenità vicino al FAtalista e alla bambolotta. Al lavoro ci penserrai quado sarà il momento anche se,, sì, ne sono convinta che tutto quello che hai raccontato sopra lasci l'amaro in bocca e un senso di inconsistenza e vuoto.
    Bacio stella!

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    1. Seguirò il tuo consiglio, Patricia!
      Un bacio a te :)

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  6. Sono ottimista. Per una porta che si chiude, altre si apriranno. Al momento giusto. Questa è la fase della maternità, dell'intimità della famiglia. Ti auguro di godertela appieno!
    Bacioni.
    Ketty

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  7. Questi atteggiamenti lasciano sempre un po' di amarezza, o forse rabbia, dipende. Ma in questo momento la cosa più bella la stai custodendo dentro di te e nessuno ha il diritto di portarti via la gioia e la speranza.
    Un grande abbraccio!

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