lunedì 4 maggio 2015

Valore aggiunto

Ho sposato uno di quegli uomini definiti "mariti e padri moderni e collaborativi".
E questo merita un'approfondita analisi...ma cominciamo dal principio: la mattina prima di andare al lavoro.
Il Fatalista rifà il letto, lava e veste la bambolotta.
Diciamo che queste sono le incombenze che esulano da se stesso e che si è autoassegnato nel corso del tempo. Così mi permette di occuparmi di lavastoviglie e lavatrice, la preparazione delle borse e dei vestiti che indosserà la piccina e la preparazione dell'immondizia che lui porterà fino ai bidoni.
Prima osservazione: lui può scegliere cosa fare e cosa no.
Seconda osservazione: le sue incombenze non sono tassative; se deve uscire prima per lavoro, oppure ha altri impegni "inderogabili", non solo le sue incombenze passano a me, ma il più delle volte non mi avvisa neanche e quindi io mi alzo alla stessa ora di sempre arrivando di conseguenza trafelata ed in ritardo al lavoro.
Pranzo: il Fatalista recupera dal nido la bambolotta ivi lasciata da me al mattino. Deve lessare la pasta per condirla con quanto ho preparato il giorno prima, in genere verdura, e la piccola gli è di grosso intralcio. Per tenerla a bada le infila in bocca biscottini e dolciumi vari incurante del fatto che lei abbia già abbondantemente pranzato...per non parlare dei problemi intestinali che ha dalla nascita...ma innanzi alla necessità...("che esagerata che sei! non muore!": insomma se non uccide si può fare). Poi la mette a dormire nella sua stanzetta e lui pranza e si fionda sul divano a riposare, in salone. Non porta con sé il baby monitor: non serve, dice che la sente ugualmente tra due porte chiuse e la televisione accesa. Infatti, tre volte su cinque, quando arrivo a casa la bambina si lamenta e non riesco nemmeno ad avere cinque minuti per mangiare serenamente: mi ingozzo mentre il fegato si gonfia a dismisura.
Serata: quando il marito rientra dal lavoro non vede l'ora di riabbracciare sua figlia...dopo averla abbracciata si piazza davanti alla tv in attesa della cena.
Questo è quanto accade in una normale giornata feriale.
Nei festivi porta spesso a spasso la piccina ma, se il tempo non permette e siamo costretti in casa e gli affido la bambina, lui cerca di dare un occhio alla tv ed uno alla bambolotta, spesso con pessimi risultati in entrambi i campi visivi: lui si snerva, io lo ucciderei più del solito.
Un tempo mi aiutava persino con i mestieri di casa, poi ho voluto una ragazza che mi aiutasse per tre ore a settimana e lui non solo è andato in sciopero globale, ma non fa più la minima attenzione a non sporcare: deve dare il suo contributo personale ai soldi spesi in pulizie.
Io i servizi continuo a farli, lui no; se glielo faccio notare parte con "e che la paghiamo a fare la donna delle pulizie?! licenziala e torniamo a fare noi!". Eh già! Con una lavata a terra e la pulizia di un bagno su due che mi faceva una volta a settimana, io avrei risolto tutti i problemi igienici di casa...so' punti di vista!
Comunque non si può rimproverare un marito che "ti aiuta": non si mette in discussione il Padreterno e poi avresti il resto dell'universo femminile (quello che si è scelto e merit...ops...maritato Homer Simpson) contro.
Te lo tieni, ogni tanto ti scoppia il fegato e gli dai in testa (quella boccia tonda vuota che si ritrova sopra il collo) e pensi: quanto resisterà prima di chiedere il divorzio? Perché lui sa di essere tra i migliori sulla piazza...peccato che non sia abbastanza a mio avviso: non ci pensa mica che potrei mollarlo io!
E poi: il fatto che sappia cambiare un pannolino, spazzare e far la spesa è un valore aggiunto per me o per lui?! Se dovessi morire avrebbe semplicemente più autonomia prima di mettersi in casa un'altra donna, cosa che farebbe comunque...
Collaborazione vuol dire davvero lavorare insieme? Perché invece lo si intende come un favore che si fa alla consorte?! Perché mi devo spaccare la schiena dieci volte più di lui? Sono dubbi legittimi, miseriaccia!
Come osservano giustamente le Anarchiche, questi uomini non ci pensano proprio alla loro emancipazione!
Ma io sono madre: ho il dovere di scuotere il mondo e renderlo migliore per quella splendida donna che sarà nostra figlia...anche rompendo le balle di mio marito all'infinito...

8 commenti:

  1. Ahi ahi ahi! Purtroppo i mariti non si possono educare. Io ho smesso pure di lamentarmi, solo cattivo sangue faccio. Quando posso gli appioppo qualcosa, anche un po' all'infame, e mi prendo tempo per me (anche per lavorare eh) oppure faccio lo sciopero, così poi vediamo.
    baci baci e resisti

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    1. Qua non funziona niente: sciopero o lamento mi guarda come se fossi pazza...incredibile!!!
      Dico sempre che sarebbe più facile star dietro a tre bambini che a lui :p

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  2. Hanno avuto delle madri anche loro: di chi è la colpa?
    Grandioso post. Noi un continuo affannarci, loro un continuo appoggiarsi.
    A presto, vado a salvarti nel mio blog-roll!

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    1. Benvenuta, Mariella! Ti ringrazio per il complimento e sono felice di conoscerti!
      Ci vediamo presto...

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  3. Carissima Fortunata, lo sai che ti amiamo, vero? Caspita ma siamo solo noi, te e le nostre amiche bloggofile a notarle,dirle e arrabbiarci per queste cose? Comunque hai ragione: le nostre bimbe saranno delle donne splendide, grazie anche alle nostre "battaglie", che permetteranno a loro di non dover più fare la"guerra".
    Super bacione e stringiamoci forte.

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    1. Io vi adoro: mi fate riflettere molto dopo il sorriso iniziale e questo post di sfogo è partito proprio da voi, monellacce!!!
      Stringiamoci forte :)

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  4. Cara Fortunata, se ti può consolare nelle altre case non è che vada meglio, anzi..tu ce l'hai una donna delle pulizie..io manco quella!!
    Sono stanca, non discuto neanche più..io dico sempre, meglio andare a lavorare che tenerlo sabato e domenica a casa! si piazza sul divano e li passano le ore..uff

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    1. E' proprio la consapevolezza di non essere "sola" che più mi fa rabbia!
      Ed ho paura del momento in cui non avrò più la voglia e/o la forza per combattere...mi conosco: sono pericolosa...

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