Indirettamente ho parlato di lei anche in post precedenti, in cui ho esternato le mie riflessioni su alcuni argomenti come l'amore, o il tradimento.
Dalla sua brutta esperienza di coppia, la mia splendida collega/amica ha portato via con sé un gatto: è una femmina e si chiama Luna...praticamente una bambina, dolcissima e monella, affettuosa e dispettosa...un amore di gattina!
Visto che la bambolotta ha avvicinato diversi cani al mare (con il padre: io mantengo sempre le distanze in queste occasioni) senza alcun timore e con una gioia inenarrabile, ho chiesto a Piolìn se oggi pomeriggio potesse portare Luna a conoscere la bambina, perché è affascinata da tutti gli animali e vorrei che non ne avesse mai paura (come a volte capita a me...).
Inutile dire che nello stesso istante in cui la mia proposta è stata accettata mi sono pentita.
Sono stata assalita dalla sindrome della mamma incosciente, quella che si impossessa di me ogni volta che l'apprensione prende il sopravvento (spesso)!
Un gatto non è un cane! Oh noooo! Oltre a mordere, potrebbe graffiare la piccola!...E se è allergica come me?...E se le viene un attacco d'asma come a mia sorella?! Oddio! Oddio cosa ho fatto! Ora chiamo Piolìn e le dico di non venire...anche se Luna è super controllata e vaccinata...anche se deluderò la mia amica...
Dopo lo smarrimento iniziale, ho cercato di essere razionale; il gatto non è un cane, appunto: non si fa certo acchiappare e torturare da una monella di un anno che neanche cammina!
Questo epico incontro, ormai avvenuto, lo posso catalogare nel giusto mezzo: non è stato terribile come inizialmente avevo previsto, ma neanche tanto semplice come avevo razionalizzato!
Luna è davvero buona, si è subito messa a suo agio ignara del pericolo bambolotta in agguato. Mia figlia era attirata dalla sua lunga coda e tentava disperatamente di svincolarsi dalla morsa della mamma per afferrarla. Ad un certo punto c'è stato un momento di grande equilibrio in cui le due andavano a zonzo per il salone una affianco all'altra, gattonando con la medesima andatura...un vero spasso!
Sia Piolìn che io abbiamo sudato molto per star dietro alle nostre rispettive cucciolotte, però ne è valsa la pena!
Sono contenta che la bambolotta abbia sentito il suo primo miagolìo dal vivo e che da quel momento abbia smesso di abbaiare a Luna (come fa quando vede un cane...).
Sono sollevata che il Fatalista sia rientrato dal lavoro, senza sapere dell'incontro che avevo organizzato, e non abbia avuto nulla da ridire sulla cosa.
Ma soprattutto mi meraviglio di me, donna geneticamente pavida, eppure mamma "coraggiosa".
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Bambolotta tende un agguato a Luna (spalmata sul tappeto...) |
Capisco le tue paure e il non sapere come possa reagire un animale con una bimba piccola. Però è importante che i bambini imparino da subito a non aver paura degli animali e sopratutto a rispettarli. Quando la mia è nata avevo due gatte, e ovviamente anch'io pensavo che per gelosia, visto che erano con me già da sette anni, avrebbero potuto graffiare la bambina. Quanto mi sbagliavo! Si mettevano a dormire vicino alla culla, quasi come fossero la loro mamma! La sorvegliavano e stavano attente che non combinasse guai. Di gatta purtroppo me ne è rimasta solo una, ormai ha 14 anni, e mia figlia quando torna a casa prima saluta la gatta, poi va a fare le sue cose! Non è degli animali che dobbiamo aver paura, ma delle persone... Un abbraccio.
RispondiEliminaHai proprio ragione!
EliminaSai che mi è arrivato il vostro libro?! Il corriere ha beccato il Fatalista che rientrava dal nido con la bambolotta.
Quando sono tornata a casa, poco fa, mi ha detto: "mi potevi anche avvertire che aspettavi un libro..."
E chi se l'aspettava?! Doveva arrivare la settimana prossima! Che c..o!
Ti farò sapere presto,
un abbraccio anche a te